Un passo alla volta e per le zone economiche speciali di Puglia, a cominciare da quella jonica di Taranto, che interessa anche la Basilicata, si apre una fase di verifiche per passare dalle parole ai fatti. A parlarcene è Nino Sangerardi che fa riferimento all’incontro svoltosi a Roma, che il ministro per il Sud Barbara Lezzi ha avuto con i rappresentanti delle regioni coinvolte nel percorso di attuazione delle zone economiche speciali. Di carne al fuoco tanta. Si va dai pareri che dovrà esprime il Ministero per i Beni Culturali, all’Istituto del Commercio Estero , con il quale saranno approfondite le strategie di internazionalizzazione e di promozione per gli investitori stranieri.Con l’Agenzia delle Dogane sarà affrontata la questione relativa ai corridoi doganali. Con l’obiettivo di attivare un coordinamento forte con il mondo delle imprese saranno avviati incontri di approfondimento, su base regionale, con i referenti di Confindustria. Gli incontri serviranno a coordinare con il sistema produttivo gli interventi da adottare per cogliere a pieno i vantaggi che la ZES.

ZES Jonica,significativo passo in avanti

Nino Sangerardi
Si è svolto a Roma un incontro tecnico con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, e tutti i responsabili delle regioni meridionali e insulari coinvolte finalizzato a definire gli aspetti operativi di concreto funzionamento delle ZES(zone economiche speciali).
Nel corso della riunione ,a cui hanno partecipato partecipato la Dirigente della Sezione “Attività economiche artigianali e commerciali” della Regione Puglia,dott.ssa Teresa Lisi, i presidenti delle due Autorità di Sistema Portuale pugliesi, Ugo Patroni Griffi e Sergio Prete, si è decisa una strategia comune che consisterà in alcuni focus di approfondimento che saranno portati avanti, nelle prossime settimane, tra i tecnici dei Ministeri coinvolti e i rappresentanti delle Regioni.
In particolare saranno affrontati, con il Ministero per i Beni Culturali, tutti gli aspetti relativi ai pareri che dovranno esprimere le Sovrintendenze, mentre con l’Istituto del Commercio Estero saranno approfondite le strategie di internazionalizzazione e di promozione per gli investitori stranieri dell’opportunità rappresentata dalle ZES, mentre con l’Agenzia delle Dogane sarà affrontata la delicata questione relativa ai corridoi doganali.
Altro importante tema discusso è stato quello relativo alla necessità di un coordinamento forte con il mondo delle imprese e a questo proposito avvieremo nelle prossime settimane degli incontri di approfondimento, su base regionale, con i referenti di Confindustria in modo da coordinare con il sistema produttivo gli interventi da adottare per cogliere a pieno i vantaggi che la ZES può rappresentare per lo sviluppo del territorio.
“Sono molto soddisfatto per l’esito di questo incontro che si è svolto in un clima cordiale, con il Ministro per il Sud Lezzi, operativo e collaborativo. Per quanto riguarda la ZES Jonica, abbiamo consegnato la versione definitiva del Piano Strategico, alla luce di alcune limitatissime modifiche operate al fine di limare nel dettaglio il testo”,parole dell’assessore regionale allo Sviluppo economico pugliese Cosimo Borraccino.
“Ora il Piano è all’esame del Ministero dell’economia e delle finanze–conclude Borraccino– che dovrebbe esprimere il suo parere entro pochi giorni, per poi poter passare all’approvazione definitiva in Giunta da parte della Regione Puglia e della Regione Basilicata. A seguito di questi passaggi formali interverrà poi il decreto di istituzione della ZES da parte del Ministero per il Sud”.
Proseguono contestualmente anche i lavori per la definizione della seconda ZES pugliese, quella Adriatica, per la quale nel corso della prossima settimana sarà formalizzato il Piano Strategico comune tra Regione Puglia e Regione Molise sotto la regia del presidente dell’ autorità portuale del Basso Adriatico Ugo Patroni Griffi.
Una giornata molto proficua dal momento che sembra essere davvero ad un passo per il riconoscimento delle ZES pugliesi che rappresenteranno una straordinaria occasione di crescita e di sviluppo per il sistema produttivo del territorio, aumentandone la competitività e migliorando le condizioni per la crescita dell’occupazione.