Quelli della Associazione Zes Lucana non se ne stanno con le mani in mano e continuano a lavorare sodo e in silenzio per fare rete, lavorare sull’innovazione e con la consapevolezza che prima o poi anche quelli del sottobosco della politica della visibilità “ a tutti i costi’’ prima o poi finiranno con l’accorgersi che senza progetti e idee chiare si finisce con lo scaldare la sedia. E allora il coordinator del sodalizio, avv. Pierluigi Diso, dopo alcuni incontri istituzionali, annuncia e auspica di essere ormai pronto pper il prossimo 13-15 novembre e presentare la bozza del progetto smart citylaboratorio di ricerca del patrimonio e delle industrie cultuali a Montecarlo in occasione dell’incontro mondiale Worls Free & Economic Zones Summit organizzato dalla FEMOZA insieme all’UNIDO Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale. Un progetto, aldilà degli anglicismi, che rafforza un percorso che guarda alle potenzialità- e ce ne sono- emerse e non solo durante l’anno da capitale europea della Cultura. Matera come una ‘’Sylicon valley’’ delle industrie culturali…Servono artisti, creativi e manager per passare dalle parole ai fatti. La Zes lucana c’è…

L’INTERVENTO DI PIERLUIGI DISO

 

Dopo averne discusso il 30 settembre 2017 a Matera con il sindaco De Ruggieri e il presidente e il segretario generale della Femoza, Juan Torrents e Maurizio D’Amico, l’Associazione Zes Lucana ha ripreso l’elaborazione del progetto di smart city in termini di innovazione e cultura. Al sindaco di Matera è stata già consegnata una nota il 14 ottobre per l’istituendo laboratorio di ricerca del patrimonio e delle industrie cultuali. L’Associazione da allora ha intrapreso contatti con la società Ralian Research & Consultancy per la redazione del progetto “La Zes culturale di Matera”. La bozza di tale idea è stata consegnata anche alla parlamentare Sabine Verheyen, presidente della delegazione della Commissione cultura e istruzione del Parlamento Europeo, al termine di incontri istituzionali a Matera. L’Associazione spera di essere pronta per il prossimo 13-15 novembre e presentare la bozza del progetto smart citylaboratorio di ricerca del patrimonio e delle industrie cultuali a Montecarlo in occasione dell’incontro mondiale Worls Free & Economic Zones Summit organizzato dalla FEMOZA insieme all’UNIDO Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale. Il ridimensionamento delle risorse stanziate nel corso degli ultimi anni, per supportare le politiche culturali, ha innescato da un lato la crisi degli operatori tradizionalmente sovvenzionati dal pubblico ma anche un effetto inaspettato: l’affacciarsi sulla scena di progettualità innovative che sono riuscite a intercettare nuovi fabbisogni e nuovi pubblici. Si tratta di iniziative nate per trasformare siti culturali erroneamente definiti minori in attrattive di primo piano per la fruizione turistico–culturale.  Anche sul fronte della produzione culturale e creativa la città di Matera ha visto in questi anni la nascita e lo sviluppo di numerosissime realtà culturali, protagoniste. Occorre adesso istituire un laboratorio di ricerca del patrimonio e delle industrie cultuali che studi e provochi una riflessione attenta su questo fenomeno, che evidenzia un attivismo ed un protagonismo che si oppone all’immagine stereotipata di un Mezzogiorno arreso e assistito. L’Associazione ZES LUCANA ha intrapreso con i suoi partner e il territorio alcune strategie di rilancio dell’economia territoriale partendo dall’esperienza di Matera 2019, al fine di costruire un piano industriale di rilancio della competitività mettendo a sistema le potenzialità esistenti nel territorio e le nuove opportunità offerte dal digitale. In questi due anni di attività l’associazione ha registrato iniziative nate dal basso, sulla base di processi spontanei ed in un contesto di riferimento tendenzialmente ostile, tanto che ad oggi non ci sono start-up innovative, nonostante il nostro impegno proprio in quella che nacque come area imprenditoriale di Matera. Siamo in presenza di piccole realtà micro-imprenditoriali che riescono a sostenersi economicamente ed a garantire occupazione a chi opera al suo interno. L’elemento che distingue queste realtà dalle start up innovative è però il loro radicamento territoriale, in quanto la loro principale missione è proprio quella di prendersi cura e valorizzare il patrimonio culturale materiale ed immateriale della città. L’impatto sull’economia locale di ogni singola realtà è limitata, ma se valutate complessivamente queste iniziative sono in grado di attivare processi di rigenerazione urbana. La proposta dell’Associazione, lanciata a Matera a maggio 2018, di realizzazione delle ZES della cultura rappresenta un’iniziativa concreta che le istituzioni potrebbero implementare per dare un supporto reale alle numerosissime iniziative che in diversi ambiti si stanno sviluppando nella nostra città. Uno strumento automatico in grado di ridimensionare il ruolo dell’intermediazione politica istituzionale, agevolando soprattutto i nuovi attori del sistema culturale. Si tratta di una misura che ridimensiona le conflittualità e le gelosie tra operatori culturali e favorisce la collaborazione e l’aggregazione. Sarebbe interessante conoscere il parere di chi oggi ha la responsabilità delle politiche culturali a livello nazionale e locale. Quella della nostra associazione è una sfida ambiziosa, che dev’essere sposata dal primo cittadino di Matera per ridisegnare l’orizzonte di una terra troppo spesso consegnata all’oleografia dei troppi talenti poche risorse, che non si accontenta della medaglia di Capitale europea della cultura (che si avvia ormai al termine), ma vuole essere laboratorio creativo in Europa e nel Mediterraneo. L’associazione può fornire in tal senso servizi di advisory e assistenza per l’utilizzo di strumenti di accelerazione dello sviluppo economico avendo stretto contatti con esperti nel settore finanziario per l’industria creativa e culturale che già stanno operando nel settore del tax credit e nei finanziamenti e investimenti nel settore culturale e creativo. I rapporti già instaurati nel settore della logistica, del blockchain e l’industria 4.0, insieme ai rapporti internazionali con la FEMOZA e con il WBAF possono diventare quel propulsore di innovazione per attrarre capitali privati esteri che investano in start up innovative e creare, chissà, una nuova Silicon valley del sud Italia.

Pierluigi Diso – Coordinatore Associazione ZES LUCANA