Gianni Fabbris appena tornato …e pronto a ripartire in camper con altri protagonisti per la marcia rurale del ” Riscatto 2016” negli stessi luoghi delle terre e dei territori visitati dove produzioni, manodopera, inquinamento, burocrazia,ingiustizie, tasse e altri lacci e lacciuoli sono la palla al piede della mancata ripresa di quel settore primario, che è la base dell’agroalimentare del ”made in italy”, sinonimo di genuinità e di qualità. Ha perso qualche chilo il ” monsieur Bovet” del Metapontino ma la verve è quella della ”falce e rastrello”, per denunciare tutto quello che non va.
” I nemici del made in Italy- commenta Fabbris- sono in Italia, con i contadini, gli allevatori alla mercè dei grandi gruppi industriali che fanno un prezzo deciso altrove, dove chi produce non ci arriva e non canta. Se in Piemonte, come ci hanno gli allevatori, il latte alla stalla costa loro 43 centesimi al litro, i trasformatori lo pagano appena 32 centesimi…Si produce in perdita all’insegna del prendere o lasciare. E la stessa cosa è per l’ortofrutta e altri settori. E poi ci sono le norme aberranti come quelle volute e approvate da un ministro dell’agricoltura del recente passato, che indica come prodotto italiano un maiale che è stato allevato per un mese nel nostro Paese. Per farla breve prende la cittadinanza per un mese, lo si considera a pieno titolo italiano e può diventare prosciutto o salame con tanto di marchio di qualità del made in Italy e magari proviene dagli allevamenti in batteria di chissà quale nazione, dove controlli e regole sono molto più blandi”.
Fabbris tira dritto come un treno vorrebbe fermarsi ma ha tanto da dire e raccontare dopo il lungo tour in camper per la Penisola, dove c’è l’Italia vera che soffre nei campi per la insensibilità di quanti dovrebbero governare meglio i processi di rilancio del mondo agricolo in Italia e in Europa, a tutela delle aziende e dei consumatori. Ma continua a tenere banco la questione dell’Imu 2015, con la presentazione di tre emendamenti per sopprimere un provvedimento iniquo.
Il Movimento ”Riscatto”, infatti, invierà al presidente del consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, e ai parlamentari una richiesta di intervento per eliminare il pagamento 2015 delle imposte municipale unica (Imu) in agricoltura, ritenuta illegittima e discriminatoria sul piano amministrativo e normativo. Lo ha annunciato Gianni Fabbris. portavoce del Movimento a conclusione della marcia del ” Riscatto” che ha toccato diversi luoghi di crisi del Paese, percorrendo in meno di un mese e con un camper 7063 chilometri.
A sostegno della richiesta Fabbris ha citato i ricorsi al Tar avanzati da Comuni, Regioni, organizzazioni professionali e gli effetti che il pagamento delle imposte 2015 avrebbero sugli enti locali e sui produttori. ” Se è stata abolita l’imposta per il 2016- ha detto Fabbris- va cancellata anche quella per l’anno in corso. L’ultima proposta avanzata dal Governo al Parlamento, nonostante gli annunci, non è l’abolizione dell’Imu ma solo l’aumento dell’area di esenzione che lascia per il futuro sostanzialmente intatte le ragioni presentate e crea altri problemi”.
Il Movimento, legato ad altre realtà agricole, parteciperà il 20 novembre a Verona a una iniziative comprensoriale a tutela di marchi e produzione sul tema ” Te lo do io il made in italy”. E si chiamerà così il primo libro bianco che ” Riscatto” dedicherà alle diverse situazioni di denuncia sulle mancate tutele e sulle concorrenze sleali subite, a causa di logiche impositive di mercato, dalle aziende italiane.
E’ un’ altra storia di Riscatto….

