Le leggi si susseguono insieme ad acronimi, programmi, gli immancabili seminari perditempo sul web (webinar) da parata multimediale all’insegna del ‘’anche io c’ero…ma ho potuto parlare poco’’ per delineare un percorso di ripresa e di investimenti con risorse dell’Unione Europea, che dovrebbero darci una mano sulla strada della ripresa. Ma per farlo occorre essere concreti, credibili e a varare una programmazione che leghi volontà, innovazione, ricerca, sostenibilità e- se vogliamo- una visione creativa e lungimirante delle cose da fare. Tutte le attività legate al settore aerospaziale rappresentano quella piattaforma ideale dalla quale partire per essere competitivi. A ricordarcelo l’astronomo materano Francesco Vespe che alla programmazione europea della Nuova Generazione (NGEU) ci crede e ricorda cosa abbiamo fatto in 40 anni buoni presso il Centro di geodesia spaziale ‘’ Giuseppe Colombo’’ di Matera con Asi, Esa, Nasa, Telespazio, E – Geos e con quella formidabile missione di satelliti che ci ha portato davvero in orbita. Missione Galileo e non solo. Potremmo partire da Bas…ilicata. Ma non ci facciamo molte illusioni. La politica è opacizzata, nascosta nella parte buia della luna. Ci vorrebbero raggi di sole ‘’illuminati’’ magari alimentati da New Generation e, naturalmente, le fiamme di Draghi.

LA NOTA DI FRANCO VESPE

Nella presentazione del suo programma di governo fatta al parlamento, Draghi ha fatto riferimento al settore aerospaziale come fra quelli che possono entrare nella programmazione per il New Generation EU (da ora in poi NGEU). Prima però di cercare di capire il senso di questo riferimento, occorre richiamare gli indirizzi che l’UE vuole dare alla NGEU. Cosa dice al riguardo ? Se uno Stato vuole accedere a questo fondo deve destinare il 37% delle risorse per promuovere l’economia verde, mentre il 21% dovrà essere investito nella transizione digitale. Il rimanente dovrà essere modulato: per la creazione di lavoro “smart”, sostenibile ed inclusivo, per la promozione della coesione sociale e per il ri-equilibrio fra i diversi territori, la salute e, soprattutto, per la promozione di politiche per le nuove generazioni nel campo dell’educazione e della formazione professionale. Ma torniamo all’aerospazio. Sostanzialmente il settore può essere un fattore determinante per promuovere l’economia “green” e concorrere alla transizione digitale. A quest’ultimo proposito non sto a dimostrare come lo spazio abbia contribuito in modo determinante alla rivoluzione digitale. Abbiamo celebrato solo 2 anni fa la conquista della Luna. Una conquista ispirata dalla sfida politico-militare della guerra fredda fra USA e Unione Sovietica. Oggi la prospettiva è cambiata totalmente. Negli ultimi tempi, la corsa allo spazio, ha perso gran parte delle sue connotazioni ideologiche e sempre più le piattaforme spaziali create iniziano a produrre importanti ricadute in campo economico, industriale e sociale. La chiamano “space economy”. Il primo settore spaziale a diventare appetibile dal punto di vista economico, è stato quello delle Telecomunicazioni. Telstar 1, fu il primo satellite per telecomunicazioni lanciato nello spazio 60 anni fa. Attualmente le imprese che oggi operano nel settore delle Telecomunicazioni satellitari (TELCOM) nel mondo fatturano più di duecento miliardi di Dollari all’anno. Un secondo settore che oggi è in piena evoluzione e sta raggiungendo livelli di maturazione economica ormai consolidata, è quello della navigazione satellitare (GNSS) . A metà degli anni 90 fu completato il primo sistema di navigazione satellitare: il GPS americano. Da allora si sono moltiplicate le modalità di utilizzo del sistema e la loro diffusione di massa. Poi sono arrivati il sistema russo GLONASS, il BEIDOU cinese ed il GALILEO europeo. Ad oggi abbiamo circa due miliardi di dispositivi GNSS in circolazione nel mondo e si pensa di arrivare entro pochi anni ad averne 7 miliardi. Il GALILEO è un sistema che ha fortemente voluto e finanziato l’Unione Europea. Si pensa che entro pochi anni girerà intorno ai sistemi di navigazione un giro di affari di duecento miliardi di dollari. Il successo dei sistemi di navigazione satellitare è legato al loro abbinamento con i dispositivi di telecomunicazione, come gli smartphone, per fornire servizi di massa di localizzazione in tempo reale . Quasi la metà dei dispositivi in circolazione stanno dentro gli smartphone. Comunque le applicazioni con i sistemi GNSS sono straordinariamente vaste e si raffineranno ulteriormente con il sistema GALILEO che si sta rivelando più performante dello stesso GPS. I sistemi GNSS ormai vengono impiegati non solo nel campo della navigazione. Vengono usati per esempio per il monitoraggio di aree sismiche e soggette a dissesti idrogeologici, per l’erosione delle coste, lo studio del livello del mare, per la meteorologia operativa, l’agricoltura di precisione e, soprattutto, si sta rivelando un potentissimo sistema per il monitoraggio dei cambiamenti climatici.

Un terzo settore di Space Economy con grandi margini di sviluppo è quello del telerilevamento satellitare (TLRS) . Satelliti con a bordo sensori, solitamente rivolti verso il cielo, ma che, posti su piattaforme spaziali, vengono puntati verso terra per poterne monitorare perfino il più impercettibile “respiro”. Obama rallentò il programma della conquista su Marte in favore del rafforzamento del reticolo di satelliti dedicate alle Osservazioni della Terra ed al monitoraggio dei cambiamenti climatici. L’Unione Europea a tal proposito ha lanciato il programma COPERNICUS con le sue 6 missioni SENTINEL già lanciate. L’Italia sta svolgendo un ruolo decisivo e strategico nel settore con la sua missione Radar COSMO-SKY-MED (CSK) costituita attualmente da 4 satelliti ai quali se ne stanno aggiungendo altri 4. Dicevamo che è questo un settore che ancora non ha sviluppato appieno le sue potenzialità commerciali. Il fatturato attualmente è ancora di pochi miliardi di dollari eppure le informazioni in grado di fornire sono davvero straordinarie. Informazioni di grande utilità per la gestione dei rischi ambientali, atmosfera, oceanografia, inquinamento marino; o per la gestione del territorio: frane, sismicità, erosione delle coste; per non parlare delle sue applicazioni nel settore della sicurezza e delle professioni. Oggi l’abbinamento delle piattaforme spaziali come CSK o COPERNICUS, con i sistemi GNSS e TELCOM potrebbero far decollare definitivamente questo settore anche dal punto di vista commerciale. Il nostro paese in questo settore come si vede è ben attrezzato ed è ben attrezzato il Centro di Geodesia dell’Agenzia Spaziale Italiana di Matera che è nato proprio per sviluppare applicazioni nel campo delle osservazioni della Terra con piattaforme miste come i GNSS, COPERNICUS o CSK. Il NGEU rappresenta una imperdibile opportunità per fare del Centro di Matera un hub intorno al quale si potrà sviluppare un sistema imprenditoriale specializzato nel proporre applicazioni innovative che combinano Le Osservazioni della Terra (COPERNICUS-COSMO-Sky-Med) e la Navigazione satellitare (GALILEO). Un hub intorno al quale si possa creare un circolo virtuoso fra alta formazione universitaria, ricerca e sviluppo e trasferimenti tecnologici alle imprese nel settore, per un comprensorio territoriale che abbraccia almeno Puglia-Basilicata e Calabria.
Sono modelli già implementati con successo e che hanno fatto la fortuna della Silicon Valley, del polo aero-spaziale di Tolosa o quello di Bangalore in India. Si può vedere come il rafforzamento del settore aerospaziale centra in pieno gli obiettivi del NGEU e può favorire il ri-equilibrio Nord- Sud.