E’ la CNA a chiedere all’Amministrazione comunale di Matera la regolamentazione della vendita di souvenir realizzati secondo le tecniche in uso nel territorio comunale ed utilizzando i materiali espressione della storia e della cultura cittadina. Proponendo la istituzione di una “denominazione d’origine materana” -una D.o.m.-  da attribuire a quei manufatti realizzati con le tecniche locali ed utilizzando i materiali della storia e della cultura cittadina.

La richiesta è stata avanzata  con una nota a firma del Presidente dell’Associazione Leo Montemurro e della responsabile dell’Unione Artistico e Tradizionale Margherita Albanese, indirizzata al Sindaco della Città di Matera e all’Assessore all’Artigianato e Commercio.

Nella nota i rappresentanti dell’associazione fanno riferimento alla situazione di vivacità che ormai da diversi mesi contraddistingue il Centro Storico cittadino con l’apertura di nuove attività di produzione e vendita di manufatti che richiamano la storia e la cultura materana.

Il riferimento è ai tanti artigiani che lavorano principalmente la terracotta, il legno, il tufo, la cartapesta, mosaici.

Accanto a questi ultimi, però, si sono aperte anche una serie di attività di natura squisitamente commerciale , condotte per lo più da imprenditori estranei alla storia e alla cultura cittadina che, a volte, commercializzano prodotti non realizzati a Matera spacciandoli per tali.

L’intento, affermano Montemurro ed Albanese, non è quello di discriminare in alcun modo nessuna attività ma sull’esempio già tracciato da altre realtà turistiche parimenti importanti come Matera, vorremmo che l’Amministrazione Comunale istituisca una sorta di elenco delle produzioni a denominazione d’origine materana (D.o.m.) che certifichi le caratteristiche produttive di quel determinato manufatto, atteso che è nostro precipuo interesse tutelare le tante botteghe artigianali ubicate a Matera ed, in particolare, nel Centro Storico e nei Sassi che continuano a produrre ispirandosi a disciplinari ben precisi che affondano le proprie radici nella tradizione produttiva locale.

Tale certificazione, conclude la nota, potrebbe anche essere estesa ad altri prodotti della tradizione materana come i prodotti alimentari ( pane, prodotti caseari, etc.).”