Ormai abbiamo perso il conto. Matera e la sua provincia continuano a perdere funzioni da un trentennio buono, il colore delle coalizioni di governo centrale e regionale contano poco, nel silenzio assenso di maniera, che non vede alcuna presa di posizione, quasi fosse un disegno concordato ma con nessuna compensazione, naturalmente. Le ultime ”perdite” hanno riguardato lo svuotamento dell’Azienda sanitaria e degli ospedali con aumento della migrazione sanitaria, la Camera di commercio in base a un processo di razionalizzazione, legato ai numeri, che hanno lasciato sul territorio degli uffici di rappresentanza o quasi come accaduto per altre realtà. Potere decisionale? Altrove. Siamo all’accentramento di funzioni nel capoluogo di regione. L’ultima, non ancora consumata, è il ventilato percorso di fusione tra i Consorzi per lo sviluppo industriale delle province di Matera e Potenza, con quest’ultimo alle prese con una riconosciuta e cronicizzata crisi debitoria. Il neo presidente del Csi materano, Rocco Fuina,da poco designato dalla giunta guidata da Vito Bardi, mette le mani avanti e dice le cose come stanno. Una fusione che non s’ha da fare, ma già vista ipotizzata in passato. Le fusioni per incorporazione per diluire situazioni gestionali le abbiamo già viste in passato. Il caso ex Esab con tutta la debitoria, messo da parte, con la nascita dell’Alsia e di altri soggetti come Arbea e similari che hanno seguito un percorso tra alti e bassi. E non ci venite a parlare di riorganizzazione per accrescere competitività, promuovere l’appetibilità dei territori,visto che i capannoni vuoti sono ovunque e che l’appeal delle utilityes (energia, acqua, servizi ecc) non hanno convinto nemmeno il Sultano degli Emirati, se qualcuno lo avesse invitato. Ma chi è causa del suo mal e di strategie accentratrici pianga sè stesso. La Basilicata va avanti con la desertificazione e l’emigrazione e senza un modello di sviluppo, assente da 20 anni e passa, come nel resto del BelPaese. Ma in Basilicata abbiamo perso una grande occasione per farne uno, dopo la rivolta antinucleare di Scanzano Jonico del 2003. In compenso sono andati avanti i tavoli regionali della politica, con una poltrona e un predellino per quanti si sono seduti e continuano a sedersi. L’auspicio che i rappresentanti materani di qualsiasi colore o bandiera,anche temporanea, si ricordino della città e dei comuni del Materano che li hanno votati…O attendono che il processo continui, magari con Ater (altro ente con nomina recente) e Fondazioni?

Comunicato Stampa CONSORZIO SVILUPPO INDUSTRIALE

“ Siamo proprio sicuri che fusione sia meglio che unione ? Che agganciare un vagone in difficoltà ad un treno in corsa sia la maniera migliore per raggiungere il traguardo ? “ Il nuovo Amministratore Unico del consorzio per lo Sviluppo Industriale della provincia di Matera avv. Rocco Fuina commenta a caldo le voci circolate in questi giorni in ambienti regionali che lascerebbero intendere che la situazione di crisi in cui versa da tempo il Consorzio di Potenza possa trovare soluzione fondendo i due Enti.
“ Ipotesi singolare e certamente prematura – ha affermato Fuina – soprattutto se, come pare , basata su di una lettura non veritiera delle condizioni in cui versano i due Consorzi “.
“ Siamo dispiaciuti della perdurante crisi finanziaria in cui versa il Consorzio di Potenza ma non possiamo sottacere che la realtà materana è tutt’altra cosa.”
“ E’ vero che anche l’Ente materano ha sofferto e paga ancora oggi il prezzo di una gestione pregressa caratterizzata dall’assenza di progettualità e protagonismo , tuttavia Il Consorzio di Matera continua a produrre bilanci in positivo, non ha mai chiesto finanziamenti regionali o statali per il proprio funzionamento, paga regolarmente dipendenti e fornitori ed è proprietario di impianti industriali che producono reddito grazie anche alla lungimirante scelta di offrire parte di questi alla gestione di una società sana come la Tecnoparco Val Basento spa di cui siamo soci al 40% .”
“ Se esistono condizioni di criticità nel Consorzio del capoluogo regionale esse vanno risolte in quella sede dove esistono capacità professionali in grado di ribaltare il trend negativo se poste in condizione di operare .”
“Parlare di fusione, poi , significa innescare un processo tecnico- giuridico di particolare complessità e, nelle more. La conseguenza non potrebbe essere una lunga fase di paralisi ed inattività.”
“ Si deve tener presente infatti – ha continuato l’avv. Fuina – che i Consorzi sono Enti Pubblici Economici ed in quanto tali sottoposti alla disciplina del solo Codice Civile che ne stabilisce condizioni e metodi di scioglimento. Vengono così chiamate in causa le ragioni dei soci, la destinazione del patrimonio , l’uso degli immobili e delle infrastrutture, la gestione degli impianti industriali, la destinazione del personale.”
“Tutto questo per non parlare delle scelte urbanistiche e della pianificazione territoriale che deve essere sempre collegata alle realtà istituzionali e alle comunità di riferimento.”
Tematiche articolate e profonde che richiedono tempi e capacità giuridiche non di poco conto.
“ Cosa diversa è invece parlare di Unione. Che esista la necessità di un vero coordinamento strategico ed operativo dei due Enti che nella regione Basilicata si occupano di sviluppo industriale è considerazione condivisibile ed attuabile.”
“ Non va dimenticato che già nel passato si pose un problema simile tanto che negli Statuti dei due Consorzi fu stabilita la possibilità di far nascere “ l’Unionconsorzi “ composta dai vertici dei due Enti e presieduta dall’assessore regionale al ramo.”
“Fu miope lasciar cadere quella prospettiva – ha concluso Fuina – e forse è ancora oggi una strada percorribile.”
“ In ogni caso, e qualsiasi sia la prospettiva futura , le imprese ubicate negli Agglomerati Industriali di competenza del Consorzio di Matera potranno sempre contare nelle interlocuzione e sostegno da parte nostra.”