Pur nel pieno della fobia coronavirus, con il rischio di avvitarsi oltre che dal punto di vista sanitario anche da quello economico, fortunatamente si continua anche pensare al futuro e a progettarlo ottimisticamente.

Rientra in questa positività l’incontro che si è tenuto venerdì scorso a San Mauro Forte, tra i titolari di una impresa specializzata in export di Milano, la Focus Export, e produttori locali di prodotti agro alimentari, al fine di valutare potenzialità  e prospettive di una collaborazione.

Perchè “Quando si parla di formaggi italiani si pensa subito e solo al parmigiano reggiano, di pasta si conosce solo la Barilla, di cioccolato solo la Ferrero. Esiste, invece, un sistema produttivo più vasto e qualitativamente migliore che fatica ad imporsi sui mercati esteri perché poco conosciuto.”

Ed è proprio “Da questo convincimento che sono partiti, diversi anni fa, Sergio Pancolini e Ivano Milani, con l’obiettivo di portare le piccole imprese e le loro produzioni al di fuori del mercato nazionale, facendo leva sulla loro bontà e genuinità.”

Un’ottica che i due manager hanno esplicitato a San Mauro Forte incontrando, nella location del nuovo ristorante “Il Campanaccio”, i giovani produttori locali impegnati nel settore agro-alimentare e alla presenza del Sindaco Francesco Diluca, per quella che per loro può definirsi una autentica missione, ovvero, “far mangiare italiano” il mondo.

Questo evento, che ci si augura possa avere un proficuo seguito, è stato “reso possibile grazie alla intermediazione di Carlo Lamacchia, figlio di sammauresi emigrati a Ravenna, e dello zio Giuseppe impegnato da anni nella valorizzazione e promozione del territorio.”

Il nostro compito – hanno sottolineato i due manager – è quello di prendere il prodotto da chi lo produce, portarlo nei paesi esteri, farlo assaggiare e costruire a macchia d’olio una rete commerciale capace di garantire un significativo ritorno economico”.

E nell’occasione, hanno manifestato interesse e disponibilità “ad aprire sentieri inesplorati convinti che l’olio, il vino, i sughi e i legumi, i salumi, i formaggi, il pistacchio, il tartufo, il miele, lo zafferano, la pasta, il melograno e le altre bontà del luogo possono trovare facile collocazione sul mercato del centro Europa, su quello scandinavo e sugli altri mercati agro-alimentari del pianeta.”

Inoltre, Pancolini e Milani, dall’alto della loro esperienza hanno suggerito ai produttori convenuti all’incontro “di mettere insieme i loro prodotti e offrire al compratore un pacchetto unico e, soprattutto, legare il prodotto al territorio, la proposta alimentare a quella turistica. Portare il compratore a conoscere il territorio di provenienza del prodotto. Vendere, in sostanza, oltre al buon cibo, la storia antica dei palazzi, la magia dei riti e delle tradizioni, l’aria salubre dei boschi, le bellezze di un paesaggio incontaminato e favorire, così, lo sviluppo di flussi turistici capaci di scuotere una economia in forte sofferenza.”

Un incontro che ha sicuramente arricchito i partecipanti sulla consapevolezza delle opportunità che si potrebbero aprire e sulla necessità di attrezzarsi per coglierle fino in fondo per poter dare respiro alle proprie produzioni e, quindi, un futuro al territorio stesso in cui si opera.

(NB. i testi in corsivo riportati sono tratti da una nota inviataci dalla locale ProLoco)