HomeEconomiaSalotti. Rottura tra Sindacati e Natuzzi: Piano inaccettabile!

Salotti. Rottura tra Sindacati e Natuzzi: Piano inaccettabile!

Non bastavano i dazi statunitensi e accettati supinamente dall’Italia e dall’Unione europea,https://giornalemio.it/politica/dazisentenze-e-veti-di-trump-e-litalia-tace/, anche i piani industriali come quello della Natuzzi presentato nel dicembre scorso al Ministero delle imprese e del Made in Italy e oggetto di confronto in Confindustria, che ha provocato- come riporta il comunicato congiunto di Cgil-Cisl e Uil- un netto rifiuto sul piano proposto dall’azienda, che prevede tagli, riduzioni, chiusure e ulteriori esternalizzazioni della produzione. E questo senza il rientro delle attività dalla Romania.Cgil, Cisl e Uil hanno definito il piano aziendale totalmente inaccettabile per le conseguenze sulla forza lavoro e sulla produzione. I sindacati hanno proclamato unitariamente la mobilitazione, in attesa del tavolo ministeriale previsto per il 2 marzo. Fino ad allora si terranno assemblee negli stabilimenti del gruppo, tra Puglia e Basilicata. Previsto anche un presidio sotto la sede del Ministero. Le organizzazioni sindacali d

COMUNICATO SINDACALE UNITARIO
IL PIANO NATUZZI NON CONVINCE E PENALIZZA
LE LAVORATRICI E I LAVORATORI
L’esito del tavolo odierno in Confindustria Bari concluso con una rottura tra le parti ha confermato che la strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali di chi ogni giorno manda avanti la produzione e non rilancia l’azienda così come più volte richiesto dalle oo.ss.
Il piano presentato non convince affatto: rischia di determinare un netto peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori e senza nessuna prospettiva per una definitiva uscita dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali, vanificando anche il lavoro di sintesi fin qui svolto al tavolo con le regioni Puglia e Basilicata.
Le organizzazioni sindacali nel merito considerano la proposta aziendale irricevibile per i seguenti
motivi:
1. Produzione e Logistica: scelte miopi
L’azienda ha presentato un piano che non elimina affatto le inefficienze di produzione esistenti.
Al contrario di quanto da noi indicato ripetutamente nei tavoli tecnici, il management non ha voluto affrontare una reale riorganizzazione che valorizzi le competenze interne:
▪ Invece di investire e innovare, si prosegue con i tagli: confermata la chiusura dello stabilimento di Jesce 2, in una rappresentazione confusa che elimina solo postazioni generando ulteriori inefficienze e non permettendo nei fatti il rientro della produzione dalla Romania.
▪ Grave la decisione di procedere con la cessione del polo di La Martella (Direzione
Logistica), un ulteriore tassello che impoverisce il controllo diretto sul ciclo produttivo e mette a rischio altri posti di lavoro.
2. Ammortizzatori Sociali: un peso insostenibile
Il nuovo assetto proposto non risolve le criticità, ma le aggrava. I numeri mostrati parlano di una sospensione media della CIGS del 45%. È un colpo durissimo ai salari che peggiorerà la situazione economica delle famiglie.
Di fatto, questa impostazione crea un nuovo e ulteriore esubero rispetto a quello attuale, rendendo la precarietà una condizione strutturale e non temporanea.

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L’INCONTRO AL MINISTERO DEL DICEMBRE 2O25
Natuzzi: presentato al Mimit il piano industriale di rilancio
22 Dicembre 2025
Illustrato al Mimit alle istituzioni regionali e alle organizzazioni sindacali il piano industriale di rilancio 2026-2028 di Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma con stabilimenti in Basilicata e Puglia e oltre 1.800 lavoratori, volto ad affrontare le difficoltà presenti sui mercati internazionali.
L’azienda ha presentato i punti cardine della strategia per i prossimi anni prevedendo un programma di investimenti, efficientamento produttivo, riduzione dei costi e riorganizzazione della rete dei punti vendita.
Durante il tavolo, le organizzazioni sindacali hanno chiesto di avviare un confronto sul piano industriale in tutte le sue articolazioni, dichiarando di condividere gli obiettivi generali ma non le modalità individuate dall’azienda per il loro raggiungimento.
Al termine della riunione, le strutture tecniche del Mimit – preso atto della disponibilità di Natuzzi ad avviare un dialogo con le parti sociali e a riconsiderare alcuni aspetti del piano industriale – hanno convocato un nuovo incontro per il 25 febbraio per definire un piano di lavoro condiviso finalizzato alla salvaguardia ed allo sviluppo di una delle più importanti eccellenze del Ma

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