Il vertiginoso calo del prezzo del grano al termine di questa annata agricola ha prodotto danni enormi all’agricoltura di settore italiana e lucana. Il tutto causato dalla forte concorrenza di produzioni estere immesse sul mercato italiano e per altro non in linea con gli standard di sicurezza a cui devono attenersi gli agricoltori del nostro Paese.
Così sulle nostre tavole ci si ritrova sempre più grano canadese ad esempio dove è lecito usare prima della raccolta in modo intensivo prodotti fitosanitari contenente il glifosate con benefici per gli agricoltori oltreoceano ma con enormi rischi per la nostra salute.
In queste ore sembra che il Ministero della Salute abbia emanato un decreto con cui (a decorrere dal prossimo 22 agosto) ha disposto la revoca delle autorizzazioni all’immissione in commercio e modifica delle condizioni d’impiego di alcuni prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva Glifosate a partire da aree frequentate da cittadini (quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie) e il divieto d’uso degli stessi in campagna in pre-raccolta allo “scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”.
Ma non è ancora chiaro (secondo la Coldiretti) se nello stesso vi siano misure atte ad inibire anche l’ingresso in Italia di grano straniero non avente gli stessi requisiti di sicurezza che meritoriamente si impone debba avere quello coltivato in Italia.
E sarebbe davvero un controsenso se, dopo questa scelta con cui l’Italia si colloca all’avanguardia in Europa e nel mondo nelle politiche rivolte alla sicurezza alimentare ed ambientale, non si difendesse fino in fondo la salute dei cittadini bloccando anche tutte le importazioni dai Paesi che continuano ad utilizzare in preraccolta la sostanza qui vietata.
Sul tema, di seguito, un intervento del consigliere regionale del PD Roberto Cifarelli che invita a recuperare il tempo perduto e a far diventare la crisi un’occasione per “difendere” la peculiarità e la qualità delle produzioni locali di grano duro.

Crisi di mercato del grano, un’occasione di cambiamento per i consumatori e per lo sviluppo del Mezzogiorno.
“La crisi di mercato del grano duro, spente le manifestazioni di alcune sigle sindacali, è un’occasione di cambiamento storico per il settore, per l’economia del nostro territorio e, soprattutto, per la qualità di vita dei consumatori.
La progressiva apertura dei mercati mondiali ha trasformato nel tempo le peculiarità tipiche del nostro grano duro locale, esente da contaminazioni, in una commodities indifferenziata.
Un errore grossolano che non ha trovato pronte le istituzioni a implementare politiche di tutela della qualità, se non a parole.
Già il Consiglio provinciale di Matera quattro anni fa, su impulso dei movimenti agricoli, approvò un ordine del giorno per valorizzare e tutelare il nostro grano, ma l’iniziativa non ebbe alcun seguito concreto.
Un mercato deregolamentato e selvaggio provoca danni non solo ai produttori, ma alla salute dei consumatori.
Se allora l’oggetto dell’ordine del giorno fu quello delle micotossine, oggi i grani importati dall’estero sono caratterizzati dalla presenza di glifosati, metalli pesanti e altri contaminanti dannosi per la salute pubblica, che invece i nostri grani non possiedono.
Innalzare gli standard di qualità per la sicurezza dei consumatori è, dunque, la vera emergenza che dovrebbe allertare ogni singolo cittadino e ogni singolo amministratore responsabile.
In ogni famiglia c’è un caso di intolleranza e alcuni studi dimostrano che l’aumento della celiachia è strettamente correlato all’ aumento delle vendite di glifosate, un diserbante usato in prossimità della raccolta negli areali umidi del Canada, della Francia e della Germania per favorire una rapida maturazione della granella, nei territori meno vocati.
Le intolleranze e le patologie tumorali negli ultimi venti anni hanno subito una impennata come mai accaduto in precedenza nella storia.
La globalizzazione favorisce quindi l’ingresso nel nostro paese di derrate straniere, prive di regolamentazione e soggette a commerci spesso fraudolenti, con effetti deleteri sulla nostra salute a beneficio esclusivo dei bilanci di qualche multinazionale o di qualche importatore.”
Matera, 13 agosto 2016
Roberto Cifarelli
Capogruppo PD Regione Basilicata

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