La giunta non c’è ancora e nemmeno l’assessore alle Attività Produttive, ma temi come la zona economica speciale sono una priorità che non può ancora restare nel cassetto delle incompiute.Un progetto dalle mille potenzialità se si avranno volontà , coraggio e lungimiranza di lavorare sulle priorità del retroporto di Taranto che parte dalla Valbasento e guarda alle vere aree produttive della Basilicata, evitando di portare dromedari nel deserto di quelle situazione fallimentari inserite, comunque, nella Zes per motivi clientelari ed elettorali. A sollevare la questione è il coordinatore dell’ Associazione Zes Taranto BASILICATA, Pierluigi Diso, con una lettera aperta al presidente della Regione Vito Bardi, che nel periodo di campagna elettorale ha incontrato a Matera i rappresentanti della Zes nella sede del Paip che ha visto prosperare anche la Zfu. Ma ora si tratta di passare dalle parole ai fatti e la Regione, per esempio, dovrà pronunciarsi su alcuni progetti che possono fare muovere -a cominciare dalla Valbasento- le azioni per il retroporto. Sull’argomento c’è tanto da dire e fare e l’Associazione è pronta ad entrare nel merito delle questioni, per tutto quanto fatto finora e che non è poco, sia a livello territoriale che internazionale. Ora, però, servono i fatti.

Presidente Bardi,
lunedì lei presenterà la squadra che governerà la Regione Basilicata per i prossimi cinque anni e per molti lucani con la sua elezione la Basilicata è risorta ancora una volta.
Il 19 marzo scorso abbiamo avuto il piacere di ospitarla presso la nostra sede a Matera e lì le abbiamo strappato la promessa di riconsiderare le politiche industriali che l’Associazione ZES Lucana sta portando avanti a fatica da due anni, ma che spera di avere un dialogo fattivo con il nuovo governo regionale, caricandoci insieme di responsabilità.
La storia industriale della Basilicata è riconducibile alla più generale vicenda industriale che ha interessato il Mezzogiorno e la nostra terra, sia pure in modo diverso rispetto alla vicina Puglia e alla Campania, ha vissuto una straordinaria trasformazione economica e sociale che le consentì di uscire da una condizione di sottosviluppo e marginalizzazione con un celere processo di industrializzazione che da Tito raggiunse Potenza e poi Ferrandina per arrestarsi a Pisticci, proprio la dorsale che oggi rientra nella Zona Economica Speciale. La Basilicata da regione agricola divenne nel secolo scorso un caso di studio di ingegneria economica, con una rivoluzione che più che industriale fu definita antropologica.
Non voglio ripercorrere una storia nostalgica, ma il passato è la porta del presente che ci permette di affacciarci al futuro. Quel che è stato ci permette di riconsiderare, secondo una nuova prospettiva, un nuovo modello di sviluppo industriale e socio-economico della nostra regione che non può prescindere dall’essere zona economica speciale e retroporto di Taranto, per ridare speranze di riscatto e scrivere nuove politiche di sviluppo per un nuovo processo di modernizzazione industriale che sta interessando il Mezzogiorno e la Basilicata non può restarne fuori.

La ZES non può restare “l’incompiuta” e lei Presidente Bardi deve dare la giusta scossa per indurre la sua Giunta ad una profonda e coraggiosa revisione degli strumenti di politica economica ed industriale sin qui attuati per dare compiutezza al disegno industriale di Enrico Mattei, per citare una persona illustre che ha creduto nella Basilicata, pur non essendo lucano.
Anche se non si può vivere di sogni, la ZES non è più una “vision” ma una realtà che va cavalcata al galoppo e la Basilicata è già in ritardo se solo guardiamo all’orto del vicino, Campania e Calabria. Matera 2019 è ormai una realtà e da qui può ripartire il rilancio di un’intera regione, oggi che la geografia economica mondiale è cambiata e il Mediterraneo è tornato ad essere una rotta commerciale obbligata tra Asia, Europa e America. Ecco che Taranto è il porto naturale per intercettare le merci e l’area ZES lucana come suo retroporto deve sfruttare questa occasione di sviluppo industriale e porre la Basilicata come nuova frontiera del Sud Italia con opportuni investimenti infrastrutturali e industriali, che ci permettano di svolgere un ruolo importante nel Mare Nostrum.
L’Associazione ZES LUCANA confida nella sua professionalità, affinché anche la sua nascitura squadra di governo regionale dia vita ad una nuova stagione di politica regionale che sappia fare tesoro degli “errori” del passato e dia alla Basilicata la giusta spinta per una nuova crescita socio-economica. Le opportunità di sviluppo che ci consegna la normativa sulla Zona Economica Speciale non devono essere l’ennesima occasione mancata, ma occorre lavorare per una nuova strategia di programmazione delle misure e degli interventi ivi previsti.
Buon lavoro Presidente!
Pierluigi Diso – Coordinatore Ass. ZES LUCANA Taranto – Basilicata