Opportuna e meritevole – afferma Quarto – l’iniziativa della Coldiretti di Basilicata, avanzata dal presidente regionale, Antonio Pessolani, di richiedere alla Giunta regionale e, in particolare, all’assessore alle Politiche Agricole e Forestali, Francesco Fanelli, di aprire un tavolo verde avente per oggetto lo ‘smaltimento’ delle oltre 20.000 pratiche, da tempo, troppo tempo inevase, riguardanti le misure a superficie del Piano di sviluppo rurale per la Basilicata(Psr)”.

Dispiace dover constatare – continua Quarto – ma è la realtà, che molte pratiche in oggetto sono ancora in attesa di essere assegnate e istruite. La dolente e obiettivamente atavica problematica nella molteplicità dei suoi aspetti era già stata prospettata e segnalata ad ottobre ai dirigenti Ueca presso il dipartimento regionale Agricoltura. In quella circostanza era apparso ovvio richiedere una convocazione bilaterale con Agea. Iniziative, sia ben chiaro, avanzate tutte in un’ottica di collaborazione proficua e costruttiva con le istituzioni politiche regionali. Occorre, in tempi brevi, arrivare a sbloccare le ingenti risorse finanziarie in scadenza il 30 giugno del corrente anno, risorse attese da tempo dalle aziende agricole come una vitale boccata d’ossigeno, valutate anche le perduranti criticità che assillano da tempo il settore.”

Perciò le risorse di matrice comunitaria – sottolinea Quarto – vanno gestite ed assegnate in tempi brevi, panacea qualificata per sopperire alle errate strategie gestionali dei precedenti esecutivi regionali, spesso operanti in un clima di organizzazione deficitaria e approssimativa, incapaci di porre un argine tangibile alle croniche carenze di organico”.

Abbiamo avuto, infatti – specifica il Presidente della terza Commissione consiliare – nel dipartimento Agricoltura per lungo tempo un personale ridotto all’osso e poco valorizzato per la sua professionalità e per le sue riconosciute competenze. Senza alcun dubbio va valutata positivamente l’iniziativa dell’assessore Fanelli di convocare un tavolo tecnico con Agea ed è giusto ricordare che parliamo di una problematica pregressa, di pratiche presentate oltre tre anni fa. Il fenomeno descritto è il frutto di una ‘mala burocrazia’ i cui effetti persistono e si abbattono negativamente sul mondo agricolo”.

Ebbene – conclude Quarto – alla luce di quanto esposto occorre superare definitivamente le carenze strutturali e funzionali prospettate per evitare che continuino a ripercuotersi e a penalizzare l’intera agricoltura regionale”.