HomeEconomiaNatuzzi. Forse uno spiraglio. Attendiamo prossimo incontro 11 giugno al Mimit

Natuzzi. Forse uno spiraglio. Attendiamo prossimo incontro 11 giugno al Mimit

Da parte quello che è stato, speso, consolidato e con i nodi venuti al pettine che hanno occupato tanta parte dell’intervento del ministro Adolfo Urso, in occasione dell’ennesimo incontro sulla vertenza Natuzzi, si dovrebbe sbloccare qualcosa nel l11 giugno con la presentazione di proposte operative sul futuro dei siti di La Martella e Laterza, sulle produzioni e sugli incentivi all’esodo per i lavoratori.Tanta carne al fuoco e,come ricorda il segretario dell’Ugl del Materano, Pino Giordano occorre una regia forte per portare i risultati a casa nelle attese dei territori, dei lavoratori e dell’azienda.

Comunicato stampa.
Vertenza Natuzzi, Giordano (Ugl Matera): “Vent’anni di malgoverno hanno prodotto desertificazione industriale. Oggi qualche spiraglio si intravede grazie all’impegno del MIMIT e delle istituzioni che finalmente affrontano il problema con serietà”.
“Per oltre vent’anni sulla vertenza Natuzzi e più in generale sulle crisi industriali del nostro territorio si è assistito a una lunga stagione di malgoverno, caratterizzata da politiche assistenzialistiche, annunci, promesse e una gestione incapace di costruire una reale prospettiva industriale. Oggi, finalmente, si intravede qualche spiraglio concreto grazie al lavoro del MIMIT, all’impegno del Governo e al contributo istituzionale della Regione Basilicata, chiamata a svolgere un ruolo decisivo per difendere occupazione e territorio”.
Lo dichiara Pino Giordano, Segretario Provinciale UGL Matera, intervenendo a margine dell’incontro tenutosi oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Natuzzi.
“Da oltre due decenni – prosegue Giordano – abbiamo assistito a un modello fallimentare: denaro pubblico distribuito senza condizioni stringenti, ammortizzatori sociali trasformati in strumenti ordinari, nessuna verifica seria sugli investimenti, nessuna strategia industriale in grado di difendere il sistema produttivo lucano. Si è scelto di tamponare emergenze senza affrontarne le cause. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: territori impoveriti, giovani costretti ad andare via, famiglie schiacciate dall’incertezza e migliaia di lavoratori lasciati sospesi in un limbo senza futuro”.
L’UGL Matera evidenzia come proprio nelle precedenti audizioni parlamentari sulla crisi industriale del territorio, Giordano avesse già richiamato con forza l’esigenza di interrompere una logica basata esclusivamente su sostegni economici e proroghe continue degli ammortizzatori.
“Lo abbiamo detto nelle sedi istituzionali e lo ribadiamo oggi: non servono soldi distribuiti a pioggia, non servono interventi senza controlli e senza responsabilità. Basta con una politica che pensa di risolvere problemi strutturali semplicemente aprendo i rubinetti della spesa pubblica. Le risorse devono produrre occupazione vera, investimenti, produzione e sviluppo. Ogni euro pubblico deve generare lavoro stabile e dignità sociale”.
Secondo il segretario UGL Matera, il tavolo convocato dal ministro Adolfo Urso e la prospettiva della due diligence tra Invitalia e Natuzzi rappresentano un passaggio che può finalmente determinare una svolta.
“Apprezziamo il cambio di approccio espresso dal ministro Urso e dalla sottosegretaria Bergamotto quando affermano che vent’anni di cassa integrazione non possono più essere una prospettiva. È una verità che come UGL denunciamo da anni. Oggi, finalmente, qualcuno sembra voler affrontare la questione nella sua sostanza e non limitarsi alla gestione dell’emergenza”.
Giordano richiama però tutte le istituzioni a mantenere alta l’attenzione.
“Occorre una regia forte e soprattutto una tutela reale dell’occupazione e della territorialità. Non possiamo accettare che la riorganizzazione si trasformi nell’ennesimo sacrificio imposto ai lavoratori o in ulteriori delocalizzazioni. Al centro devono tornare le persone: le famiglie che da anni vivono nella precarietà, i lavoratori che hanno pagato sulla propria pelle errori politici e manageriali, i territori che hanno subito uno svuotamento industriale devastante. L’UGL Matera continuerà a sostenere ogni iniziativa seria e concreta che punti al rilancio produttivo e alla difesa dell’occupazione. Ma sia chiaro: il tempo delle promesse è finito. Servono impegni vincolanti, controlli rigorosi, investimenti verificabili e un piano industriale vero. Perché i lavoratori non possono continuare a pagare il prezzo di vent’anni di fallimenti”.
Roma, 27 maggio 2026

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