E la cosa non poteva passare in silenzio tra i lavoratori e le segreterie di settori di Cgil, Cisl e Uil che continuano a presidiare gli stabilimenti del Gruppo Natuzzi e portare avanti, con un’ora di sciopero a ogni turno, le richieste- finora disattesa- per un piano industriale credibile che tuteli occupazione, faccia rientrare le commesse dall’estero ed eviti la chiusura di alcuni opifici. La decisione del ministro dell’Industria e del Made in Italy, Adolfo Urso, di non convocare le parti sociali per l’incontro del 28 aprile con le Regioni Puglia e Basilicata viene giudicata ”gravissima”. Un affronto…Va sentita l’altra campana, prima di scelte e decisioni che riguardano il futuro dei lavoratori e la stessa azienda del mobile imbottito. Nel frattempo i segretari territoriali di categoria del mobile imbottito hanno inviato una nota ai sindaci del Materano affinchè intervengano a sostegno dei lavoratori. Proclamato,inoltre, un’altra ora di sciopero per ogni turno nelle giornate del 27 e 28 aprile nelle aree industriali di Jesce 1 e presso il Centro Logistico di La Martella.

NATUZZI, SINDACATI: “GRAVISSIMA LA DECISIONE DEL MIMIT DI NON CONVOCARCI
ALL’INCONTRO CON LE REGIONI PUGLIA E BASILICATA”
“Apprendiamo dagli organi di stampa di una convocazione delle Regioni Puglia e
Basilicata da parte del Mimit, nella persona del ministro Adolfo Urso, in merito alla
vertenza Natuzzi. La cosa che lascia sconcertati noi, come anche le lavoratrici e i
lavoratori del Gruppo, è la totale assenza di comunicazione e il mancato invito a
partecipare rivolto alle organizzazioni sindacali”. Lo dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams, Fisascat e Uiltucs.
“Più volte, nelle riunioni tenutesi al Mimit – dichiarano le segreterie nazionali con
Merli, Del Carro, Fazi, Neglia, Piacquaddio e Vargiu- abbiamo richiesto la presenza del Ministro in una vertenza che ogni giorno appare più delicata e complessa, ma mai nessuno ha dato seguito a questa richiesta. Ora apprendiamo dalla stampa della convocazione giunta dal Ministro alle Regioni Puglia e Basilicata e dell’esclusione delle Organizzazioni Sindacali da quel tavolo. Riteniamo la cosa gravissima – prosegue la nota – anche alla luce degli scioperi e dei presidi di questi giorni, che sono stati partecipati dal 100% delle lavoratrici e dei lavoratori. Il successo della mobilitazione dimostra che la vertenza deve trovare una soluzione coinvolgendo ai tavoli anche le organizzazioni sindacali, auspicando che le due Regioni si facciano promotrici del nostro coinvolgimento all’incontro con il Ministro, in virtù del lavoro svolto nelle cabine di regia, per la condivisione di un vero piano industriale che mantenga l’occupazione e il lavoro in Italia. In caso contrario, la protesta non solo non si fermerà, ma proseguirà in ogni forma e in tutte le sedi che si riterranno opportune, finché non vedremo accolte le nostre richieste”, concludono FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams, Fisascat e Uiltucs.

LA LETTERA AI SINDACI DEL MATERANO DEI SEGRETARI TERRITORIALI DI BASILICATA
Gentile Presidente della Provincia di Matera,
Gentili Sindaci delle città di Matera
Bernalda
Grassano
Grottole
Irsina
Miglionico
Montescaglioso
Pomarico
Sanchirico Nuovo
Tricarico
Matera, 24/04/2026
Oggetto: vertenza NATUZZI.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali sono impegnate in una difficile
e complessa vertenza che coinvolge l’azienda leader del mobile
imbottito, Natuzzi S.p.A.- profondamente radicata nell’area vasta
della dorsale murgiana Appula-Lucana compredente le Province di
Matera-Bari-Taranto -, la quale, a fronte di una dichiarata crisi
produttiva ed economica-finaziaria e dopo un lungo susseguirsi in
incontri e momenti di confronto con le Organizzazioni Sindacali
tenutisi presso il MIMIT, la Regione Puglia, la Confindustria e la
stessa sede centrale dell’Azienda a Santeramo in Colle, ha
comunicato di voler procedere unilateralmente alla cessione
dell’attività produttiva e alla vendita dello stabilimento di Jesce 2,
alla esternalizzazione dell’attività e alla vendita del Centro Logistico
di La Martella attraverso la correlata cessione di ramo d’azienda,
con conseguente ridimensionamento del perimetro industriale e
occupazionale.
Tale progetto – che trascende qualsiasi ipotesi di Piano Industriale
teso, al contempo, a salvaguardare al massimo grado risorse
umane e competenze professionali, capacità produttiva e Know
how e a “ risalire la china” – si declina, ormai, anche nell’esplicito
proposito di delocalizzare in Romania quote rilevanti di produzioni
oggi realizzate negli stabilimenti di Puglia e Basilicata, e ciò
avverrebbe proprio nel momento in cui il trend degli ordinativi ha
raggiunto il suo minimo storico.
Tutto questo determinerebbe un esubero strutturale che rischia
superare il 50% dell’attuale bacino di circa 1800 lavoratrici e
lavoratori del Polo Natuzzi Italia.
Tant’è che l’azienda, nei giorni scorsi, si è affrettata a presentare
istanza al Ministero del Lavoro per chiedere una modifica del
programma di gestione della CIGS in corso per innalzarne dal 45%
all’80% l’intensità di utilizzo per la restante parte del 2026.
Si tratta di un progetto di riorganizzazione e ristrutturazione che, se
portato a compimento, è destinato ad impoverire ulteriormente il
già fragile tessuto industriale delle nostre comunità, con ricadute
sociali estremamente gravi.
Una crisi che, pur originata da scelte manageriali inadeguate a
promuovere e supportare un efficace riposizionamento sui mercati
internazionali, rischia di scaricare i propri costi unicamente su
lavoratori e territori, a fronte delle ingenti risorse pubbliche di cui
l’azienda ha beneficiato nel tempo, per ultimo gli investimenti del
Contratto Istituzionale di programma cofinanziato anche dalle
Regioni Puglia e Basilicata.
Siamo di fronte, dunque, a una strategia aziendale che rischia di
compromettere irrimediabilmente il futuro produttivo e
occupazionale dell’intera filiera del mobile imbottito, col rischio,
peraltro, di fare da innesco anche a processi di “immersione“ di
segmenti di economia legale, che riteniamo debba essere
contrastata con determinazione.

Come Fillea Cgil – Filca Cisl – Feneal Uil, insieme alle omologhe
Federazioni di Categoria della Puglia, con uno spirito di rinnovata
unità sindacale, stiamo portando avanti un articolato piano di
mobilitazione affinchè questa vertenza, sostenuta dalla piena
condivisione e partecipazione di lavoratrici e lavoratori, coinvolga
comunità e istituzioni locali, cittadinanza e rappresentanze politiche,
per poter riaprire uno spiraglio di luce sul futuro.
Le chiediamo, nella veste di rappresentante istituzionale della Sua
Comunità, di sostenere il percorso di mobilitazione del sindacato e
delle lavoratrici e lavoratori, anche attraverso la convocazione delle
Assemblee Elettive e l’approvazione di ordini del giorno, nonché con
ogni iniziativa che si riterrà opportuna e utile, affinchè l’azienda
possa riconsiderare le proprie decisioni e riaprire un tavolo di
confronto in sede di Governo nazionale, con le Organizzazioni
Sindacali e le Regioni Puglia e Basilicata, teso a costruire garanzie
per i lavoratori e le lavoratrici nell’ambito di un progetto industriale
condiviso che metta in sicurezza la continuità aziendale e getti le
basi per la ripresa dello sviluppo dei territori interessati.
I Segretari Generali Regionali
Fillea Cgil Filca Cisl Feneal Uil

SEGRETERIE REGIONALI
Alla c.a. Confindusria Basilicata
Via Di Giura – Centro Direzionale
Potenza
sindacale.confindustriabasilicata@pec.it
Natuzzi S.p.A
Via Iazzitiello,47
70029 Santeramo in Colle (BA)
Pec: natuzzi@legalmail.it
Matera 24.04.2026
Oggetto : proclamazione sciopero di 1 ora per turno.
Considerata la decisione unilaterale dell’azienda di procedere nel perseguimento degli
obiettivi
del contestato Piano Industriale 2026/29, esposto in varie sedi, cui si
aggiunge, da ultimo, la manifestata volontà dell’Azienda di delocalizzare in Romania
ulteriori volumi di produzione attualmente realizzati nell’ambito del Polo Natuzzi Italia,
e rilevata la volontà delle OO.SS. di salvaguardare l’attuale perimetro industriale
contro chiusure di stabilimenti e cessioni di rami d’azienda, le scriventi Organizzazioni
Sindacali unitamente alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, ai sensi dell’art. 40 della
Costituzione e dell’art. 14 Legge 300/1970, comunicano la proclamazione di 1 ora di
sciopero da tenersi nei giorni 27 e 28 aprile 2026, nelle modalità di seguito indicate:
IESCE 1
Lunedì 27 aprile
Martedì 28 aprile
1° turno – dalle ore 11,00 alle ore 12,00
2° turno – dalle ore 12,00 alle ore 13,00
Centro Logistico La Martella
Lunedì 27 aprile
Martedì 28 aprile
1° turno – dalle 10,00 alle ore 11,00
2° turno dalle ore 16,00 alle ore 17,00
Per le ragioni suesposte, inoltre, le scriventi OO.SS., si riservano il diritto di
promuovere, nei limiti e nei modi previsti dalla legge, ogni azione utile a garantire le
condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici.
Con preghiera di diffusione, si pongono distinti saluti.
Le Segreterie Regionali Basilicata
Fillea Cgil
Filca Cisl
Le Rappresentanze Sindacali Unitarie
