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Ministro, a che gioco giocate? No a vendita Bdm. Tuteli ex azionisti della Popolare di Bari

Cose turche…, verrebbe da commentare, dopo le risposte in comissione finanze all’interrogazione giudicata ”insoddisfacente” del sen Mario Turco (M5s) su quel percorso per nulla chiaro sulla vendita -privatizzazione della Bdm di Bari, che finirebbe con un inevitabile ”spezzatino” di un isituto di credito radicato sul territorio meridonale e a lasciare con il cerino in mano gli ex azionisti della Popolare di Bari, truffati da una dirigenza che ha sottratto loro i risparmi e i sogni di una vita. E la risposta con tante vuoti e punti interreogativi del sottosegretario Federico Freni ( Lega) per conto del ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti ( Lega) ha confermato tutte le nubi della vigilia. Si vuole fare cassa, favorire qualche cordata imprenditoriale con la privatizzazione della Banca del Mezzogiorno e del Mediocredito centrale, facce della stessa medaglia per controlli e acquisizioni? Con quali garanzie per il territorio e per gli ex azionisti della Popolare? Le domande del senatore pentastellato restano tali che paventa come la Bdm alla fine possa diventare un Bancomat per quella necessità impellente del nostro Paese di armarsi, per quelle cambiali in scadenza per la Nato o per la guerra in Ucraina, sollecitate dal presidente statunitense Donald Trump. E la dichiarazione è lapidaria in una dichiarazione affidata ai media. Non finisce qui, naturalmente, Turco e gli azionisti non mollano. Servono trasparenze e chiarezza. Niente vendite e nemmeno svendite,nonostante l’avvio dei saldi. Bdm e quello cha ha ereditato dalla Popolare di Bari, gli indennizzi dei soci, non si cancellano con un colpo di spugna.

*BANCHE, TURCO (M5S): BDM NON PUÒ DIVENTARE IL BANCOMAT PER LE ARMI. NESSUNA GARANZIA PER GLI EX AZIONISTI*
Roma, 8 luglio. “Esprimo la mia totale insoddisfazione per le risposte fornite dal Governo alla mia ultima interrogazione parlamentare discussa oggi e rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, sulla privatizzazione di BdM (ex Banca Popolare di Bari). Restano, infatti, irrisolti tutti i dubbi sollevati nell’interrogazione. Il Governo non ha chiarito quali siano i reali obiettivi dell’operazione né ha escluso il rischio che gli eventuali acquirenti possano limitarsi ad acquisire soltanto alcuni asset della banca o procedere successivamente al suo smembramento. Ancora più grave è il silenzio sugli ex azionisti truffati che hanno visto azzerato il valore delle proprie partecipazioni. Come ho ribadito nell’interrogazione, una quota del ricavato della vendita dovrebbe essere destinata, attraverso strumenti idonei, a ristorare almeno in parte le perdite subite da quei risparmiatori

Interrogazioni – 8 luglio – COMMISSIONE FINANZE
Il sottosegretario FRENI, rispondendo all’interrogazione n. 3-02599 a firma del senatore
Turco, relativa al futuro assetto societario di BdM Banca S.p.A. e di Mediocredito Centrale,
ricorda che il Mediocredito Centrale (“MCC”), già Banca del Mezzogiorno (“BdM”) è
controllata totalitariamente dal Ministero dell’economia e delle finanze per il tramite
dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo e l’attrazione degli investimenti S.p.A. (“Invitalia”).
Nel 2020 Mediocredito Centrale ha acquisito il controllo della ex Banca Popolare di Bari, che
ha integrato insieme alle sue controllate.
Dal 2 agosto 2023 la ex Banca Popolare di Bari ha assunto ufficialmente la denominazione di
BdM Banca, inserendosi nell’orbita del Gruppo Mediocredito Centrale.
Nell’ambito del Gruppo, l’attività di BdM Banca è focalizzata sul Mezzogiorno grazie alla
presenza sul territorio, garantita da 217 sportelli distribuiti in 9 regioni: Abruzzo (65),
Basilicata (26), Calabria (6), Campania (39), Lazio (4), Lombardia (1), Marche (8), Molise
(3), Puglia (65).
Come noto, il Piano Industriale 2024-2027 – primo piano di Gruppo post-risanamento della
ex Banca Popolare di Bari – conferma il ruolo pubblico focalizzato su PMI, famiglie e
Sviluppo economico del Mezzogiorno attraverso una definizione dei ruoli delle varie società
del Gruppo e, in particolare: a Mediocredito Centrale (capogruppo) è affidata la regia
strategica del Gruppo, concentrandosi sullo sviluppo della finanza agevolata e sui servizi di
coordinamento del Gruppo; a BdM Banca è assegnato il ruolo di banca di riferimento del Sud
concentrando la sua azione su famiglie, microimprese e PMI.
Passando al quesito proposto, il Ministro dell’economia e delle finanze, nell’audizione sul
sistema bancario dello scorso 18 giugno presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul
sistema bancario e finanziario, ha ribadito la volontà del Governo di procedere all’alienazione
in tempi rapidi anche di BdM Banca (Banca del Mezzogiorno / ex Popolare di Bari).
Con riferimento alle ultime notizie di stampa circa la possibile vendita di BdM, MCC ha
confermato la ricezione di “alcune manifestazioni di interesse”, riservandosi di valutarle
nell’ambito di un processo competitivo volto alla tutela dei dipendenti e allo sviluppo della
banca e del territorio.

Il senatore TURCO (M5S), nel dichiararsi insoddisfatto della risposta del sottosegretario,
sottolinea che permangono dubbi in merito agli obiettivi concretamente perseguiti dalla
privatizzazione, non essendo esclusa la possibilità che i soggetti interessati acquistino solo
parzialmente gli asset di BdM o procedano a uno smembramento della stessa
successivamente.
Inoltre, evidenzia che il Governo nulla ha detto sugli azionisti che hanno visto azzerato il
valore delle proprie partecipazioni, mentre è a suo avviso necessario che parte del prezzo di
vendita possa essere destinato, mediante idonei strumenti finanziari, a ristorare le perdite
subite da tali soggetti.

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