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Legge di Bilancio 2026: perché i titolari di SRL stanno già rivedendo la pianificazione fiscale

Il 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) e, a distanza di qualche mese, gli effetti concreti iniziano a farsi sentire nelle scelte quotidiane degli imprenditori. Non è solo una questione di adempimenti: per chi guida una SRL, questa manovra sta cambiando le coordinate della pianificazione fiscale e, in molti casi, sta spingendo a ripensare gli assetti societari.

Uno dei primi cambiamenti che gli amministratori e i soci di SRL hanno dovuto mettere a budget riguarda l’IRPEF. La seconda aliquota scende dal 35% al 33% per i redditi tra 28.001 e 50.000 euro lordi. Sembra una buona notizia, e lo è, ma per chi percepisce compensi come persona fisica significa anche rivedere il mix tra compenso e dividendi: il risparmio fiscale c’è, ma va calibrato con il resto della struttura.

Più delicata è la questione delle partecipazioni societarie. L’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni sale dal 18% al 21%. Un incremento che, da solo, può far saltare la convenienza di un’operazione di rivalutazione che magari era stata messa in cantiere da mesi. I soci devono oggi chiedersi: ha ancora senso farlo? E se sì, quando?

La vera novità, però, è la stretta sul regime PEX (participation exemption). L’esenzione al 95% su dividendi e plusvalenze da cessione di partecipazioni non è più automatica: ora richiede una quota diretta non inferiore al 5% del capitale o un valore fiscale di almeno 500.000 euro. Chi sta sotto queste soglie perde l’agevolazione, e l’impatto sulla tassazione di dividendi e plusvalenze è immediato. Per una SRL che detiene partecipazioni in altre società, questo cambia radicalmente la convenienza di distribuire utili o di cedere quote.

A completare il quadro, la Tobin Tax raddoppia (dallo 0,2% allo 0,4%), mentre torna l’iper-ammortamento per i beni strumentali tecnologicamente avanzati fino a settembre 2028, con una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto fino al 180%. Una misura che, per chi investe, può fare la differenza.

Il risultato di questo insieme di modifiche è che molti titolari di SRL si stanno chiedendo se gli assetti attuali (partecipazioni dirette o indirette, holding, distribuzione degli utili) siano ancora quelli più efficienti. Gli studi specializzati in consulenza fiscale e societaria confermano un aumento delle richieste di verifica degli assetti proprio in questi mesi.

Il problema, per molti imprenditori, è che il commercialista tradizionale si occupa principalmente di adempimenti: dichiarazioni, bilanci, F24. Sono attività necessarie, ma diverse dalla pianificazione fiscale in senso stretto, che richiede di guardare avanti e non solo di registrare quello che è già accaduto. Capire se conviene rivalutare una partecipazione prima o dopo una certa soglia di fatturato, se una holding di famiglia ha ancora senso con le nuove regole PEX, o come strutturare la distribuzione degli utili in modo da non perdere le agevolazioni: sono scelte che vanno prese con largo anticipo, non a ridosso della dichiarazione dei redditi.

È in questo spazio che si inserisce Azienda Futuro, lo studio multidisciplinare romano affianca i titolari di SRL con fatturati tra 500.000 e 10 milioni di euro su tre fronti che si intrecciano tra loro: la pianificazione fiscale, che include anche l’analisi degli assetti societari alla luce di novità normative come queste; la protezione del patrimonio personale e aziendale; e la gestione finanziaria d’impresa, con un occhio anche al confronto con i dati di settore attraverso strumenti di analisi e benchmark tra aziende. Non un sostituto del commercialista che segue gli adempimenti ordinari, ma un livello di consulenza aggiuntivo, pensato per chi vuole smettere di subire le norme fiscali e iniziare a usarle a proprio vantaggio, con un approccio che parte sempre dalla situazione concreta dell’azienda e non da soluzioni standard applicate a tutti allo stesso modo.
Perché una legge di bilancio si può subire, o si può interpretare.

 

 

Foto di Jakub Żerdzicki su Unsplash

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