Donato Cirella ha ideato e fondato la sua azienda Denì Service nel 1998, rammentando ciò che il padre gli ha insegnato fin da bambino, ovvero i valori fondamentali dell’educazione e del duro lavoro: umiltà, perseveranza e coraggio. Donato non poteva pensare all’affermazione odierna della sua azienda senza ricordare gli anni in cui sono state gettate le basi, inconsapevolmente, di questo suo successo. Quando il lavoro per molti rappresentava unicamente un’imposizione e un’alternativa alla scuola, Donato coniugava entrambi considerandoli una sfida per migliorarsi. La scuola per meccanici gli permetteva di capire le caratteristiche della materia, del movimento dei corpi e delle forze applicate e il lavoro, invece, la forza di non arrendersi, la voglia di imparare, di conoscere le regole e saperle accettare senza chiedere nulla in cambio. E così, dallo “sfilacciamento” dei colli delle maglie in lana prodotti nelle maglierie lucane e giungendo ai pregiati capi in cachemire prodotti nella sua azienda, Cirella crea un marchio tutto pomaricano: Texture Italy dotato d’originalità e fantasia, in pratica, come il suo estroverso fondatore-ideatore. Arazzi, sciarpe, cuscini, divenuti vere e proprie opere d’arte. Manufatti tessili marcati dell’ingegno creativo che ogni volta imprime nelle sue nuove creature: dai beni architettonici e monumentali della sua Pomarico agli angoli fascinosi della Matera città dei Sassi, passando per gruppi rock della storia musicale al tanto adorato Adriano Celentano.

Non soddisfatto decide tuttavia di curiosare anche in quel pianeta variopinto e variegato di immagini tratte dal repertorio dell’arte. Figurazioni alle quali offre nuova vita poiché le imprime nei suoi filati preziosi: Il Bacio di Hayez in uno châle che avvolge delicatamente le spalle piuttosto che La Nascita di Venere del Botticelli in un caldo plaid che scalda le serate invernali. Come non sottolineare l’immagine della pregiata statua di San Michele impressa in un arazzo a decoro delle pareti del maestoso Palazzo Marchesale di Pomarico, accanto nondimeno allo sfarzo neoclassico delle muse settecentesche delle volte?

La cura del dettaglio, la voglia di fare, il desiderio di affermazione e l’ostinazione di voler “scrivere” il proprio nome in un mondo quasi impenetrabile come quello della maglieria contemporanea, ci fa rammentare le, a Cirella antitetiche, parole di Omero nell’ Odissea: “…Finchè il giorno splendea, tessea la tela / Superba, e poi la distessea la notte…”, sapendo già che Donato di certo non approvava ciò che nell’antichità l’astuta Penelope, moglie di Ulisse re d’Itaca, per ritardare la risposta al nuvolo di corteggiatori, tesseva all’infinito un sudario per il suocero Laerte e perché quella tela non venisse mai a fine, disfaceva di notte e tesseva di giorno.

Ma per Cirella fare marcia indietro, nonostante le difficoltà che una piccola azienda deve sopportare soprattutto nel nostro Sud, non gli appartiene. Sarà infatti grazie alla continuità di una “trama” sempre più rinnovata e originale che il suo viaggio nella tessitura continua ancora oggi.

La sua azienda amalgama deliziosamente poesia, arte, bellezza e tecnologia digitale alla tradizione, senza quindi dimenticare la lezione di Joseph Marie Jacquard il quale generò, agli inizi del 1800 un vero boom nell’industria tessile grazie al telaio automatico che utilizzava le schede perforate per la tessitura di disegni e trame sui tessuti.

Oggi Donato è rinomato nella nostra regione per aver dato prova di grande coraggio e determinazione: con discrezione ed eleganza la sua piccola azienda di artigianato tessile è sempre alla ricerca di nuovi spunti creativi, non si arrende e cerca di puntare sempre più su una strategia di sviluppo che fa leva sulla tipicità e sull’eccellenza del tessuto produttivo locale.

Ha quindi, negli anni, strutturato una comunicazione aziendale utile a valorizzare sia i suoi prodotti che il territorio dove li produce (l’azienda ha sede nel quartiere pomaricano “Aldo Moro”). Aggiungendo dettagli di bellezza al percorso di Matera Capitale Europea della Cultura, terminato ma non scaduto. Tra gli esempi delle mostre fuori porta, oltre il muro dei confini sempre troppo confinanti: l’esposizione alla Fiera di Rho con i capi di maglieria e abbigliamento uomo/donna; oppure la prestigiosa partecipazione alla mostra d’Alta Moda di Michele Miglionico tenuta nella chiesa del Purgatorio di Matera dal titolo Vestiti che profumano d’incenso. Qui Donato ha offerto un’emozione indelebile ai visitatori: sui manichini collocati dallo stilista in pose ieratiche con abiti che riproducevano l’ “essenza” dei costumi di santi e madonne lucane, di colpo spuntava, adagiato dolcemente sulle spalle, uno scialle di pregevole fattura che riproduceva un affresco materano.

Dalla statuaria greca del IV secolo a.C. e quindi dalla Kore n° 670 del museo del Partenone di Atene che sembra indossare un pullòver realizzato a maglia, alle modelle lucane del XXI secolo che indossano la “Moda” di Cirella. Con tanto d’invenzione pubblicitaria, Donato fa anche il “Figaro” presentando in un video, che ha raggiunto le diecimila visualizzazioni, le innovative mascherine senza elastico.

L’artigianato tessile contemporaneo di Donato Cirella: tra tradizione e innovazione.

MILENA FERRANDINA e NUNZIO FESTA