Il gas c’è, ma la speculazione (legale purtroppo) ha deciso di farlo pagare di più

Qui le aziende chiudono e le famiglie sono in difficoltà non perché manchi realmente il gas, ma perché qualcuno dietro a una tastiera ha deciso di alzare il prezzo, di dover farlo pagare di più. Bisogna porre un limite, noi abbiamo proposto un price cap“. Queste parole di fuoco contro le vigenti regole del dio “mercato” di cui “la speculazione” è elemento fondante e che ora sta ci sta strangolando le ha pronunciate non un ateo di questa religione mercantilista  ma uno organico al sistema come il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo oggi a Roma all’assemblea pubblica di Elettricità Futura sull’indipendenza energetica.

Come dire che “quando è troppo è troppo“, tanto si è andati oltre ogni limite anche per chi pontifica che bisogna lasciare libero il mercato, questa entità astratta, di fare quello che vuole, senza alcuna limitazione in autoregolamentazione. Il liberismo selvaggio.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: potere e soldi nelle mani di pochissimi che oramai decidono sulla testa di nazioni e popoli, impunemente.

Ora si tenta di corre ai ripari cercando di imporre un tetto al costo del gas ma lo stesso Cingolani ammette che “la discussione è stata complessa. Se ne sta parlando in Commissione europea. Credo che molti paesi comincino a guardarlo con grande attenzione. Se pensate che ieri il gas era a 130 euro il megawattora, e l’elettricità dovete moltiplicarla per due volte e mezza questo prezzo, la bolletta diventa insostenibile, sia per i cittadini europei che per le imprese. Io conto che verrà fatto qualcosa. È in discussione, ci si sta lavorando ora“.

E’ palese l’impotenza che emerge da parte di Stati e governanti oramai completamente stretti nelle maglie di colossi economici lasciati liberi di scorazzare senza lacci e lacciuoli a tutela dell’interesse generale.

Eppure quello che andrebbe fatto i nostri costituenti l’avevano scritto bene nella nostra Carta così poco applicata oltre che sul fronte della guerra anche su quello dell’economia:

Articolo 41
L’iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali [cfr. art. 43].

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