Una sollecitazione al Ministro per lo sviluppo economico affinchè sblocchi le vicissitudini ventennali dello stabilimento Ferrosud spa di Matera, che produce materiale rotabile e opera nella costruzione e riallestimento di convogli ferroviari, e in attesa che il Tribunale di Arezzo si pronunci sugli aspetti creditizi, fallimentari e gestionale dell’azienda. Le segreterie territoriali di Fiom Cgil (M. Girasole) Fim Cisl (V. Verrascina ) e Uilm Uil ( D.Mangieri) hanno investito ancora una volta della questione il Prefetto Demetrio Martino affinchè il Governo, dopo interrogazioni parlamentari e tavoli di confronto ministeriali sui quali abbiamo già riferito in passato, prenda di petto la situazione. E del resto i lavoratori dopo il nulla di fatto con l’ azienda di Altamura Ferrocos, che aveva mostrato interesse per diversificare la produzione, sono in forte apprensione per il mancato pagamento di due stipendi e per il graduale esaurimento delle commesse, i cui introiti potrebbero finire ai creditori.E nessun effetto ha sortito finore l’appello del presidente della giunta regionale di Basilicata Vito Bardi. Del resto a Roma le vertenze sono tante e il Paese paga un trentennio di mancanza di un modello di piano industriale credibile, con gli acquisti facili favoriti da incentivi di gruppi stranieri che lasciano le nostre aziende per delocalizzare dopo averne depradato marchi e saperi, assenza di investimenti e facili e interessate dismissioni del Pubblico . E tra queste anche Ferrosud spa, un tempo nel gruppo Ansaldo Breda con oltre 700 dipendenti, brevetti ed eccellenze, e poi passate a privati con i risultati evidenti: un centinaio di dipendenti, commesse risicate e situazione gestionali e creditorie finite in Tribunale. Eppure l’Italia ha bisogno di investire sui trasporti ferroviari. Paradossale, ma è così. A protestare in Prefettura anche i 70 lavoratori della Sudelettra, che opera nel settore petrolchimico, e che risente della crisi dell’indotto petrolifero ad Augusta come in Val D’Agri. Le procedure di mobilità preoccupano non poco. Serve l’attivazione di ammortizzatori sociali, altrimenti sarà triste davvero per il già debole apparato industriale del Materano. Sul perchè e sul per come le analisi si sprecano e nè si possono gli occhi sul presente. La politica finora ha mosso poco o nulla. Dovranno passare le ricorrenze di Ognissanti, dei Defunti e del 4 novembre per sapere qualcosa. Da Matera a Potenza a Roma chi può intervenga.