Altro che giallo, delitto perfetto e tiri mancini…la situazione della Ferrosud di Matera resta su un binario morto se non ci saranno fatti nuovi, visto che il lavoro è limitato al completamento di quattro carrozze, le spettanze nei confronti di una ottantina di dipendenti (impiegati compresi) e la fine dell’anno è vicina. Altro che Capodanno in piazza o in tv. Dopo 40 anni se non siamo all’epilogo poco ci manca. E allora Cgil, Cisl e Uil dopo aver  parlato dello stato dell’arte ,delle aspettative di una sentenza presso il Tribunale di Arezzo fissata per il 12 novembre  e di una convocazione al Ministero per lo sviluppo economico, hanno recepito suggerimenti e stimoli venuti da una assemblea aperta in piazza Vittorio Veneto. E cosi il Comune di Matera farà da capofila per coinvolgere gli altri sindaci del comprensorio e del Materano, l’Anci, ma a patto che altri soggetti come Regione Basilicata e Ministero, con l’azione dei parlamentari , facciano fino in fondo la propria parte. Servono un progetto di ripresa viste le potenzialità del settore ferroviario e un imprenditore o una società pronti a investire, ma per farlo occorre che sia definita una volta per tutte la situazione gestionale dell’azienda che- dopo il disimpegno di Ansaldo -Breda- ha imboccato una strada di lento declino tra amministrazioni controllate, curatori giudiziali, tentativo di cessioni o fitti di rami d’azienda, l’ultimo dei quali avviato e poi arenato da una azienda altamurana per la produzione di compattatori per l’igiene urbana. Non c’è più l’Iri, ed è questo il dramma,  a seguire i diversi comparti produttivi e nè da 25 anni e passa c’è un disegno o un modello produttivo del BelPaese. Manifatturiero allo sbando, con aziende e marchi svenduti, delocalizzati o nella mani di faccendieri. Le Regioni, sopratutto al Sud , stanno peggio e nè sono in grado di gestire le risorse del territorio. La Basilicata, purtroppo, è tra queste. Serve uno scossone. Protestare in piazza? Serve la platea nazionale e romana in particolare occupata, purtroppo, da situazioni devastanti e preoccupanti come l’Ilva di Taranto. Altro paradosso della politica del BelPaese e delle omissioni di diverse legislature. Ma questo è un altro discorso, auspicando che non sia un fallimento.

La nota della manifestazione

Al Presidente della Giunta Regionale

Al Sindaco del Comune di Matera

Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo – Arcidiocesi di Matera – Irsina

All’Assessore Regionale alle attività produttive

Ai Parlamentari Lucani

Ai Sindaci dei Comuni

Ai Consiglieri Regionali, Provinciali, Comunali

Alle Associazioni Datoriali, del Volontariato e Culturali

Ai lavoratori e cittadini

 

Ai mezzi di informazione

 

 

La Cgil, Cisl e Uil di Matera, unitamente ai sindacati di categoria Fiom, Fim e Uilm, per il giorno 10 novembre 2019, alle ore 10,30, in  Piazza Vittorio Veneto, hanno organizzato un INCONTRO PUBBLICO per informare, dibattere e manifestare sulle estreme condizioni in cui versa la Ferrosud di Matera.

 

Per queste ragioni l’incontro pubblico è stato intitolato “FERROSUD: un delitto perfetto” perché forti sono le  preoccupazioni per la gravissima situazione in cui si ritrova l’industria storica Ferrosud Spa che, nell’indifferenza generale, rischia un epilogo drammatico che potrebbe mettere sul lastrico circa 74 lavoratori e annullare definitivamente un pezzo fondamentale dell’esiguo ma importante tessuto industriale del territorio materano.

 

Un DELITTO PERFETTO perché il rischio di chiusura della Ferrosud risulta paradossale e inaccettabile se si tiene conto che il piano industriale 2017/2026 di Trenitalia presentato alla Stazione Tiburtina di Roma il 26 settembre 2016 prevede circa 94 miliardi di euro di investimenti di cui 73 per le infrastrutture, 13 per i treni e 7 per lo sviluppo tecnologico, oltre che l’incremento occupazionale passando dagli attuali 69 mila a 100 mila nel 2026.

 

Inoltre, avviene nel mentre l’anno 2019 di Matera, Capitale europea della cultura scorre inesorabilmente senza raccogliere le opportunità e le potenzialità che, i riflettori nazionali e internazionali, avrebbero dovuto provocare  per rilanciare lo sviluppo di una terra che per tanto tempo ha aspettato un’attenzione concreta e operativa da parte dei rappresentanti politici e istituzionali locali e nazionali.

 

Pertanto, le OO.SS. confederali e di categorie chiedono alle istituzioni (presidenti, , parlamentari, sindaci, amministratori, consiglieri provinciali e comunali), ai rappresentanti dei partiti politici di governo e di opposizione, ai rappresentanti delle organizzazioni datoriali, alle associazioni culturali, ambientaliste, del volontariato,  ai cittadini tutti, di partecipare all’incontro pubblico per sensibilizzare tutta la comunità materana e lucana affinchè il DELITTO PERFETTO sia evitato e venga rilanciato lo sviluppo occupazionale in un settore industriale storico della Provincia di Matera.

 

 

Cgil – Eustachio Nicoletti

 

 

Cisl – Giuseppe Amatulli

 

Uil – Franco Coppola

 

Fiom Cgil – Maurizio Girasole

 

Fim Cisl – Vittorio Agnese

 

Uil – Dino Mangieri