Certo se a quest’ora non si fosse perso un decennio buono su incongruenze gestionali, attese per le decisioni del Tribunale di Arezzo che nemmeno il Governo è riuscito a ottonere, la Ferrosud spa di Matera – che produce materiale rotabile e costruisce carrozze ferroviarie- sarebbe nell’orbita fissa delle aziende che gravitano attorno a Trenitalia.

Ma con i ”se e i ma la storia non si fa” come recita un antico adagio e allora si deve aspettare che dalla costellazione delle strade ferrate venga fuori la fermata alla stazione giusta. Quella del buon senso che dalla cassa integrazione straordinaria (speriamo l’ultima per i 69 dipendenti) di 16 settimane, finalizzata alla ripresa e al rilancio produttivo. E molto dipenderà dalla credibilità e dalla affidabilità del piano di risanamento aziendale che dovrà convincere, il prossimo 10 febbraio, Ministero per lo sviluppo economico, sindacati di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil oltre che i lavoratori.

Una tappa importante, che fa seguito al verbale sottoscritto a Matera, presso la Regione Basilicata, dall’amministratore delegato D’Aloia assistito da Confapi,nelle persone di Vitalba Acquasanta e Donato Caldarulo, i segretari di Fim Cisl Vittorio Verrascina e Vittorio Agnese, della Fiom Cgil Maurizio Girasole e della Uilm Uil Marco Lomio con il rappresentante sindacale unitario Pasquale Pietrogallo. Un incontro che ha segnato l’apertura dei sindacati a firmare la cigs,dopo aver visionato il piano di risanamento di 18 pagine, ma a patto che l’azienda si presenti a Roma e confermi la volontà di vender e l’azienda. Richiesta confermata dall’attuale proprietà di Ferrosud e disponibillità a cercare nuovi investitori.

Attendiamo l’esito del tavolo romano e quello che in concreto verrà fuori per attivare un percorso che dovrebbe portare a un passaggio di proprietà. Del resto occorre uscire una volta per tutte da quella palla al piede o nodo che riguarda la gestione dell’azienda, le risorse e quel concordato preventivo, che non consente di avere grandi margini di manovra. Perchè per essere competitivi occorre investire in innovazione e formazione.

E ritorniamo alla risorse finanziarie che spaziano dalla vasta gamma del credito, ma occorrono garanzie e commesse, tanto più che i creditori sono sempre davanti ai cancelli di ingresso. Nuovi partner? Fitti o cessioni di ramo d’azienda che hanno caratterizzato la storia dell’ultimo quinquennio. Siamo al giro di boa, all’ultima occasione. Ferrosud va risanata e rilanciata. Non ci sono alternative.

Sarebbe un peccato continuare a restare su un binario morto, dopo tutto il dibattito sulla domanda di trasporto su ferro e di zone economiche speciali, che politici, manager ed enti locali continuano a ripetere tra un convegno e l’altro.