Può sembrare un tema da addetti ai lavori, sopratutto quando si parla di supermanager o di esperti del gotha ristretto dell’economia mondiale oppure quando si finisce inevitabilmente di parlare di multinazionali, finanza, mercati, disoccupazione , precariato, sfruttamento di risorse, inquinamento o di degrado territoriale come sta avvenendo in Basilicata. Una regione ricca di risorse, come acqua, gas e petrolio, ma stranamente sulla strada in discesa dello spopolamento e di una impennata delle malattie tumorali. Tutta colpa dell’assenza di un modello di sviluppo sostenibile. E di questo e altro si è parlato a Matera, come riporta una nota dell’esperto Giovanni De Meo, nella città dei Sassi di casa con le esperienze avviate dal Comitato Zes e ora Associazione, guidato da Pierluigi Diso e in terra di Puglia. Tanti gli spunti per cambiare rotta emersi dalla terza edizione del Forum delle imprese aderenti del Global Compact organismo non governativo promosso dalle Nazioni Unite . Un invito a lavorare sulle priorità.In Basilicata se ne riparlerà, ne siamo certi,dopo la campagna elettorale per le regionali, convinti come siamo che senza cultura di impresa e senza i necessari ricambi generazionali anche alla guida delle associazioni datoriali o della futura Camera di commercio di Basilicata non si va da nessuna parte. Servono cambiamenti di rotta, metodo e cultura. Arrivederci al quarto forum…

LA NOTA DI GIOVANNI DEMEO
Si è conclusa la terza edizione del Forum delle imprese aderenti del Global Compact organismo non governativo promosso dalle Nazioni Unite per il tramite di Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite, World Economic Forum, che il 31 gennaio 1999 a Davos dichiarò: “Vi invito, individualmente con le vostre imprese e collettivamente attraverso le vostre associazioni di categoria, ad abbracciare, supportare e implementare un insieme di valori chiave nelle aree dei diritti umani, standard del lavoro e pratiche ambientali” . Questo organismo internazionale riunisce nel Network italiano circa 200 imprese.
Il Global Compact incoraggia le imprese di tutto il mondo a creare un quadro economico, sociale ed ambientale atto a promuovere un’economia mondiale sana e sostenibile che garantisca a tutti l’opportunità di condividerne i benefici.
A tal fine, il Global Compact richiede alle aziende e alle organizzazioni che vi aderiscono, di condividere, sostenere e applicare nella propria sfera di influenza un insieme di principi fondamentali, relativi a diritti umani, standard lavorativi, tutela dell’ambiente e lotta alla corruzione. Si tratta di principi condivisi universalmente in quanto derivati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, dalla Dichiarazione ILO, dalla Dichiarazione di Rio e dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.
Matera è stata scelta per il terzo Forum Annuale dopo la Cop 21 di Parigi avente a tema le buone pratiche delle aziende Italiane e gli SDGs cioè a dire i 17 obbiettivi di sviluppo sostenibile scaturiti nel 2015 dalla storica Cop 21 di Parigi . Giovedi 11 presso la mediateca provinciale sono state presentate dopo i saluti degli enti, dove è intervenuto il vice sindaco e assessore alla Cultura e innovazione del Comune di Matera Giampaolo D’Andrea e la relazione introduttiva del prof Marco Frey sul ruolo del Network nell’applicazione degli SDG’S sulla necessita di trasformazione delle aziende e di accelerazione di questo processo per realizzare l’agenda 2030 i vari modelli di business con varie pratiche di aziende quotate in borsa e socie quali Edison, Terna, Rina.
In questo contesto è intervenuto Agostino Ritano Project manager della Fondazione Matera Basilicata che nel presentare la fondazione e il suo lavoro per Matera Capitale Europea della Cultura 2019 ha dichiarato che “per noi Sostenibilità è sinonimo di sobrietà”
La discussione è stata affidata al materano prof. Francesco Perrini docente alla Bocconi in Economia e gestione delle imprese che con il suo interevento ha segnalato il percorso fatto e da fare in quanto ad esempio solo 40 su 194 aziende quotate hanno presentato insieme con il bilancio la prevista dichiarazione di carattere non finanziario, l’importanza dei consumatori sostenibili che devono crescere e stimolare la produzione di prodotti e servizi sostenibili e il ruolo importante della finanza che deve sostenere i processi di sostenibilità. Rimarcando il fatto che bisogna sempre più legare il core business delle aziende ai progetti di sostenibilità per andare oltre il mecenatismo e le sponsorizzazioni e i patrocini, la responsabilità sociale di impresa e per essere veramente sostenibili prima che sia troppo tardi in quanto “ il rischio è che i nostri figli non si divertiranno come noi a giocare con la sostenibilità “
A seguire sono intervenuti la Presidente della Fondazione per la sostenibilità di Reale Mutua Virginia Antonini e Cinzia Luceri responsabile di E- geos Centro spaziale del gruppo Leonardo di Matera che hanno di recente aderito al Global Compact nel 2018 e che hanno portato la loro esperienza di collegamento tra le politiche di sostenibilità aziendali e il territorio. In tal senso efficacissime sono state le testimonianze di due imprenditrici lucane Paola Saraceno di Fattorie Donna Giulia di Atella e Nicla Di Maria titolare del Fagiolo d’oro di Sarconi, buone pratiche di aziende a filiera corta fortemente radicate sul territorio responsabili e tendenzialmente sostenibili promotrici di un comitato territoriale per la sostenibilità.
Alla fine della seconda giornata dopo i quattro lavori di gruppo aventi a tema la partecipazione alle piattaforme internazionali, a quelle nazionali sull’economia circolare e sulla catena di fornitura, a quelle territoriali si sono tratte da parte del Prof Frey le conclusioni mettendo ai voti due delle quattro tematiche da approfondire e portare al prossimo consiglio direttivo. La tematica territoriale proposta di Cristiano Re responsabile progetti territoriali della FEEM Fondazione Mattei di svolgere azioni di monitoraggio sull’impatto del turismo a seguito del 2019 sul modello di Cortona per non diventare Venezia o Firenze e di legare la memoria con il futuro attraverso l’identità e il suo rafforzamento . Preoccupazione legittima che puo ma che ha poco a che fare con il core business di Eni che deve impegnarsi in ben’altro. Arrivederci a Trieste 2019 ma il seme per un comitato territoriale per la sostenibilità a Matera è stato lanciato
Giampiero De Meo