Il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo, plaude all’iniziativa dell’assessore regionale alle Politiche di Sviluppo, Francesco Cupparo, volta all’ampliamento della Zona Economica Speciale.

Apprendiamo con favore la notizia del Suo impegno personale a verificare la possibilità di recuperare altre aree da poter inserire nella ZES Jonica”, scrive -infatti-  in una nota inviata all’assessore e in cui si legge ancora:

L’iniziativa è senz’altro condivisibile perché aumenta l’estensione delle aree cui la misura concede una grande opportunità, a parere nostro non solo per attrarre investimenti esterni ma anche per stimolare e incoraggiare gli investimenti endogeni, delle aziende già insediate e in fase di espansione.

Per questo motivo Le comunichiamo che siamo disponibili, con i nostri funzionari, a discutere con il Dipartimento dell’eventuale ampliamento per individuare criteri oggettivi di valutazione delle scelte che saranno effettuate, in modo da dare a queste ultime motivazioni concrete.

Per Confapi Matera si tratta, infatti, di scelte strategiche che rivestono una grande importanza per la sorte delle aree che saranno individuate. Sul territorio esistono diverse zone idonee a essere indicate come retro-porto del porto di Taranto come, per esempio, l’area PIP di Marconia oppure le parti sinora escluse delle aree industriali di Matera, La Martella e Jesce.

A Marconia ci sono 5 ettari in cui operano piccole e medie imprese di diversi settori e con una buona propensione a investire. L’area è composta da 12 lotti, di cui solo 7 occupati, per cui potrebbe attrarre investimenti anche da fuori regione a causa della sua ubicazione.

Altrettanto dicasi per l’area industriale La Martella. Attualmente nella ZES è compreso l’intero comparto B, destinato all’ampliamento e quindi vuoto. È rientrata, inoltre, solo una parte del comparto A, dove operano le imprese esistenti. Sarebbe opportuno, al fine di evitare ingiustificate disparità di trattamento, inserire altri ettari del comparto A, dove le aziende stanno effettuando investimenti.

Riguardo all’area industriale di Jesce, nella ZES è rientrata solo la zona di ampliamento, mentre sarebbe opportuno inserire altri ettari dove le aziende già insediate stanno effettuando investimenti.

L’istituzione di un tavolo istituzionale di concertazione, aperto alle associazioni imprenditoriali, consentirà una partecipazione attiva alla definizione delle misure incentivanti per le imprese.

Dobbiamo rendere il territorio più appetibile per attrarre nuove imprese, ma dobbiamo anche e soprattutto sostenere le imprese esistenti creando un habitat favorevole all’intrapresa economica.

Non dimentichiamo che gli imprenditori locali sono quelli che dimostrano ogni giorno attaccamento al territorio e legami solidi con i dipendenti, vera risorsa aziendale.”