Come altri prodotti del settore primario, dal pane alla pasta, dall’olio al vino, anche dal settore lattiero caseario l’arrivo di un riconoscimento di qualità dall’Unione europea, come la Denominazione di origine protetta (Dop) può portare valore aggiunto alle economia dei territori di produzione.

Ed è quanto è accaduto per la mozzarella di Gioia del Colle ( Bari), che ha bisogno ogni giorno di latte provenienti da allevamenti certificati di una zona che raggiunge anche il comprensorio murgiano tra le province di Matera, Bari e Taranto.

A evidenziarlo l’Associazione regionale allevatori della Basilicata (ARA) e in particolare il vicepresidente Nunzio Di Mauro, operatore del settore tra i più attivi che nell’esprimere soddisfazione per il ”riconoscimento”, evidenzia la opportunità anche per i nostri allevatori di avere ritorni interessanti e importanti dalla Dop dell’Unione Europea.

Uno stimolo in più per il settore zootecnico e della filiera lattiero casearia per accrescere reddito, produttività e occupazione. E promuovere il territorio.

LA NOTA DELL’ARA

ARA BASILICATA: BENEFICI PER ALLEVATORI LUCANI DA MARCHIO DOP PER “MOZZARELLA GIOIA DEL COLLE”

Soddisfazione è stata espressa dall’Associazione regionale allevatori della Basilicata per il riconoscimento assegnato alla “Mozzarella di Gioia del Colle”, eccellenza del patrimonio gastronomico e culturale pugliese e lucano che, dopo un lungo iter di approvazione, ha ottenuto ufficialmente il marchio Dop a livello europeo.

Infatti, la zona di produzione, di trasformazione del latte e confezionamento della mozzarella comprende il territorio “murgiano” della provincia di Bari, della provincia di Taranto e parte del comune di Matera dove si trovano la maggior parte delle aziende da latte del materano.

“Siamo orgogliosi per questo importante riconoscimento – ha commentato il vice presidente di Ara Basilicata, Nunzio Di Mauro – per un prodotto espressione di una importante zootecnia da latte e della storica attività di trasformazione secondo l’antica tradizione locale della pasta filata”.

Le caratteristiche del latte, infatti, sono legate all’uso del pascolo per almeno 150 giorni all’anno e quindi alla qualità della flora dei pascoli tipici del territorio delle Murge. Esiste un legame profondo tra il prodotto e la tipologia degli allevamenti, aziende zootecniche di piccole e medie dimensioni, a conduzione prevalentemente familiare e strutturate con ampie superfici delimitate da muretti a secco, che prevedono lunghi periodi di pascolamento.

“ E’ certamente una bellissima notizia – ha aggiunto Di Mauro – il fatto che anche molti nostri allevatori lucani oggi potranno beneficiare di un marchio comunitario di riconoscimento della qualità e dell’origine territoriale al quale storicamente sono legati ma è anche una conferma che la strada della valorizzazione della qualità è l’unico strumento per consentire all’allevatore di restare a sentinella e a tutore del territorio a beneficio di un’intera società”.