Nei primi giorni di giugno, essendo scaduto il periodo delle 14 settimane per il Fondo Integrativo Salariale oltre che per la Cassa Integrazione in deroga, i lavoratori delle cooperative addetti ai servizi socio assistenziali hanno ricevuto una misera retribuzione. Considerato che la quasi totalità sono stati assunti con contratto a tempo parziale, si pone ora l’urgenza di far riprendere i servizi sul territorio anche per rispondere alle pressanti richieste da parte delle famiglie.”

E’ quanto denuncia in una nota Giuseppe Bollettino, segretario generale regionale CISL FP di Basilicata, che così prosegue:

“Si pone, dunque, all’attenzione della S.V. che circa duemila lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali in Basilicata e le loro famiglie vivono fortissime preoccupazioni per il loro futuro poiché senza reddito alcuno.

Tanti di loro, nel periodo di sospensione dei servizi, nella fase 1 del coronavirus, hanno volontariamente partecipato a corsi di formazione proprio per essere pronti a ripartire nei servizi socio assistenziali nella fase 2, nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19.

Mentre le lavoratrici e i lavoratori sono pronti e formati, la Regione, invece, a fase 2 già avviata da una settimana, ritarda inspiegabilmente di comunicare le modalità per la ripresa dei servizi socio assistenziali, attraverso apposite direttive.

La CISL FP di Basilicata denuncia, tale gravissimo ritardo che sta determinando enormi danni alle famiglie lucane e ai lavoratori e lavoratrici delle cooperative del settore socio assistenziale e fa appello all’Assessore Leone, di provvedere a risolvere con urgenza l’inspiegabile ritardo.

Diversamente, saremo costretti nostro malgrado ad attivare forti azioni di protesta.