HomeEconomiaC'è un sandwich di petrolio e metano sotto Matera? Lasala dice si...estraiamolo...

C’è un sandwich di petrolio e metano sotto Matera? Lasala dice si…estraiamolo…

Petrolio alle porte di Matera? Estraiamolo per avere ricchezza ma con tutte i requisiti di sicurezza, come è stato fatto per altre capitali della cultura Stavanger (Norvegia), che lo è stato nel 2008, o vi hanno concorso come Ravenna .

La richiesta viene da Franco Lasala, agente immobiliare, ‘’amante e rispettoso della natura’’ -tiene a precisare- ma che guarda con fiducia alle opportunità di investimento che possono venire dal settore energetico.

‘’Ci sono modelli ed esempi di convivenza – dice Lasala- tra ambiente ed estrazioni petrolifere che rispettano paesaggi, territori e salute dalle persone,armonizzando esigenze e situazioni. Da noi non si può per problemi di impostazione, monitoraggio, vincoli, resistenze preconcette e legate, talvolta a disinformazione, che non fanno fare passi avanti anzi…procurano polemiche a dismisura. Credo che pubblico e privato, associazionismo e ricerca, tutele e opportunità possano trovare un momento di incontro anche perché non possiamo continuare a lamentarci se la nostra regione continua a perdere abitanti, ad avere una maglia infrastrutturale e di servizi carente e a vedere, purtroppo, partire tanti giovani che potrebbero lavorare e investire qui. Per farlo occorrono risorse e lungimiranza tenendo dentro al modello di sviluppo della Basilicata le politiche energetiche, della promozione di risorse ambientali, culturali, agricole, il fabbisogno crescente di servizi e la tutela della salute. Gli altri come stanno facendo? Progrediscono, hanno ritorni dalle perforazioni petrolifere che-ripeto- vanno fatte nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza e con i dovuti controlli. Perché rinunciare agli introiti delle royalties e alle opportunità di lavoro per l’economia locale ?’’

La gazzetta del giugno 1971
E a sostegno di quanto asserisce mi mostra un articolo dettagliato, un altro servizio c’era stato il 18 giugno, della Gazzetta del Mezzogiorno del 23 giugno 1971, pubblicato in prima pagina e a firma dell’inviato Umberto Mairota con un titolo in evidenza: ‘’ Tra due grandi ‘’fasce’’ di metano il petrolio di Matera’’.

Nell’occhiello ‘’Confermato (anche se non ufficialmente) l’esito dei sondaggi effettuati su mille e duecento ettari’’ e nel catenaccio “In corso le analisi per stabilire di quale tipo di greggio si tratti. Prime iniziative per una efficace ‘’difesa’’ della nuova ricchezza- Atteso per i prossimi giorni il presidente della società che ha condotto le ricerche’’.

Lasala, allora quattordicenne era in bicicletta lungo la via Appia , e aveva notato mezzi, uomini e attrezzature effettuare lavori di sondaggio sull’area murgiana ma non avevo capito bene di cosa si trattasse. Poi a distanza di anni la voglia e il desiderio di saperne di più sfogliando gli annali della Gazzetta, conservati nella Biblioteca provinciale.

Ne riportiamo alcuni stralci.’’Il primo segno si ebbe otto mesi fa.Stavano sbancando il terreno a undici chilometri da Matera, sulla nazionale per Taranto, per costruirvi un grande cementificio—16 miliardi di investimento. 400 mila tonnellate annue di potenzialità produttive, quando ci si accorse che la terra diventava nera. Dove i bulldozzer avevano scavato;affiorava un liquido denso. Nerastro che si impantanava formando delle pozze. Venne istintivo pensare al metano, a una nuova Ferrandina. Nella Valbasento era cominciato proprio così… Due mesi fa comparve un grande furgone con una quarantina di uomini, che presero alloggio negli alberghi cittadini dicendo che si sarebbero fermati a lungo. Alcuni erano inglesi, i più italiani…e che erano dipendenti d una società specializzata in ricerche petrolifere….Il lavoro di ricerca cominciò subito. Lasciata la strada , il trattore e il grosso furgone bianco si arrampicarono su un pendio sassoso… Ma mano che la trivellla scendeva più in basso nella incastellatura infilavano verticalmente tubi lunghi e sottili che scomparivano nel terreno uno dietro l’altro….Poi la punta della trivella aveva raggiunto la profondità voluta- non più di 65 metri- attaverso il tubo venivano tirati su dei campioni di terra, subito chiusi in contenitori di vetro.. Quindi giu per il tubo si calava l’esplosivo..si innescava il detonatore….Sono andati cosi una settimana dopo l’altra, facendo due perforazioni al giorno, salendo su un pendio pieno di sassi e addentrandosi nei terreni coltivati a grano dei poderi della Riforma fondiaria.

Non parlavano con nessuno del proprio lavoro…Poi dopo quasi due mesi di perforazione che sì avevano trovato qualcosa, un giacimento di petrolio che sembra proprio di proporzioni molto rilevanti. Gli uomini della squadra di ricerca hanno continuato a tenere la bocca chiusa…la notizia era troppo importante…per rimanere custodita nelle relazioni che venivano inviate a Milano nella sede della Texas, la società specializzate nelle ricerche per essere poi trasmesse alla Gulf. Non si sa ancora nulla di ufficiale …ma i sondaggi effettuati su 1200 metri hanno dato esito positivo. Sotto una fascia superficiale di metano c’è petrolio in grande quantità. Sotto ancora c’è un altra fascia di metano… Ora gli uomini sono andati via, lasciando solo uno di loro .

Hanno portato con sé grafici e campioni che dovranno essere analizzati per dire che tipo di lavoro c’è a cavallo tra la via Appia e quali tipi di derivati se ne potranno ricavare. Dietro di sè hanno lasciato un sogno non più in confessato, una speranza concreta e diffusa. La speranza di una ricchezza nuova… Naturalmente subito dopo la speranza è sorto il timore che questa ricchezza possa essere dirottata altrove… Al consorzio industriale fanno un discorso molto concreto e il presidente Franco Salerno dice solo che nei prossimi giorni attende la visita della Gulf italiana per cominciare a studiare insieme che cosa Matera potrà ricavare dal ‘’suo’’ petrolio’’.

on Michele Tantalo

Fin qui l’articolo dell’inviato della Gazzetta del Mezzogiorno. L’argomento il 9 luglio fu oggetto di interrogazione dell’on.Michele Tantalo (dc) rivolta al presidente del consiglio Emilio Colombo e al Ministro dell’Industria , Silvio Gava, per conoscere ‘’se sono rispondenti al vero le notizie’’ sul ritrovamenti di un giacimento petrolifero di vaste proporzioni in una zona di campagna lungo la statale Appia. ‘’Tali notizie– continuava l’interrogazione- non sarebbero state smentite dai tecnici inglesi della società Texas che da oltre un mese sta effettuando ricerche per conto della società petrolifera Gulf, che ha la licenza. Di tale ritrovamento ha parlato diffusamente ‘’ La Gazzetta del Mezzogiorno’’ con due servizi rispettivamente del 18 e 23 giugno. L’interrogante pur consapevole e comprensivo della doverosa riservatezza di ricerche di siffatta natura. Auspica comunque una ufficiale dichiarazione che valga per altro a dare tranquillità e fiducia alla popolazione di Matera e della provincia’’.

Una risposta che abbiamo cercato inutilmente tra i motori di ricerca generalistici e del sito governativo ufficiale, cambiando parole chiave, riferimenti. Sarà il caso di riprovare. Fatto sta che è di lì a un anno il governo Colombo passò la mano al governo Rumor. Del giacimento non si seppe più nulla.

La Gulf che nel 1970 aveva ottenuto le autorizzazioni, estese poi anche alla Puglia, rinuncio nel 1975 ad andare oltre dopo la proroga ottenuta nel 1973 e adducendo motivi tecnici e di opportunità. Per quanti vogliano approfondire segnaliamo il corposo sito http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/videpi/cessati/cessati.asp .

L’impianto cementiero venne realizzato ed è tuttora attivo, dopo 15 anni venne fuori la legge istituita del parco delle chiese rupestri e poi nel 1998 dell’ente Parco della Murgia materana.

Fosse per Franco Lasala il petrolio andrebbe tirato fuori, magari delimitando o stralciando l’area di trivellazione. ‘’ E’ ricchezza– commenta- è un peccato lasciarlo dov’è. Pensiamoci’’. La parola a quanti hanno discutono di sviluppo sostenibile o osservano come gli indici economici siano in calo, non ci sono risorse economiche per risalire la china, Cultura, turismo e petrolio,salute e benessere, impatto ambientale e modelli funzionali che altrove funzionano. Il dibattito continua in superficie e nel sottosuolo….

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