A dirlo le consigliere regionali del M5S Alessia Araneo e Viviana Verri, dopo aver analizzato il bando della Regione Basilicata che destina 5 milioni di euro che prevede bonus alle imprese per gli investimenti e la formazione mediante l’assunzione di soggetti provenienti dalla vertenza CallMat di Matera. Per le esponenti pentastellate si tratta di incentivi per altre imprese a prendersi pezzi del call center, che lavora con commesse della Tim. Risorse comunque insufficienti. Da qui la richiesta all’assessore regionale alle Attività Produttive, Francesco Cupparo, a fare chiarezza e a intervenire con decisione a tutela dei lavoratori nell’incontro fissato a Roma, al Mimit, per il 26 maggio prossimo.

Comunicato stampa
Vertenza Callmat: il bando della resa, che firma lo smantellamento dell’azienda e tradisce i lavoratori.
Abbiamo analizzato con estrema attenzione e crescente preoccupazione l’avviso pubblico “#BASILIMPRESAINVESTIMENTI” appena pubblicato dalla Regione Basilicata che prevede bonus alle imprese per gli investimenti e la formazione mediante l’assunzione di soggetti provenienti dalla vertenza CallMat.
Quello che viene spacciato come un salvagente per i lavoratori, nei fatti, rappresenta la definitiva pietra tombale sulla società CallMat di Matera.
Diciamolo chiaramente: questo bando non è uno strumento di rilancio, ma un piano di evacuazione. Con questo atto, la Giunta regionale dichiara ufficialmente di aver rinunciato a salvare un’eccellenza produttiva del territorio, preferendo smembrarla e disperderne le professionalità. Dov’è finita la tanto sbandierata strategia di cui parlava l’assessore Cupparo? Che fine ha fatto l’impegno di avviare i progetti di digitalizzazione che avrebbero dato l’opportunità alla Callmat di continuare ad ottenere commesse e salvaguardare i posti di lavoro?

Per mesi abbiamo atteso i bandi relativi ai progetti di digitalizzazione e l’azienda ha continuato le attività contestualmente con l’impegno di Tim a garantire, fino al 30 giugno, i volumi di lavoro.
Invece, oggi ci troviamo di fronte ad un incentivo economico per convincere altre imprese a prendersi “i pezzi” di Callmat.
Si sceglie la via più facile per la politica e più dolorosa per il tessuto industriale: lo smantellamento in barba a ogni impegno preso per la continuità aziendale.
Ma c’è di più, le risorse stanziate sono palesemente insufficienti. A fronte di una vertenza che coinvolge circa 300 lavoratori, i 5 milioni di euro messi a disposizione per i costi salariali – calcolando il tetto massimo di 30.000 euro a dipendente – basteranno a coprire appena poco più della metà della platea.
Che fine faranno gli altri lavoratori esclusi dalla selezione ?
Quale criterio di selezione verrà usato per decidere chi ha diritto a un futuro e chi resterà fuori?
In qualità di consigliere del Movimento 5 Stelle, non possiamo accettare questa gestione fallimentare.
Chiediamo che l’Assessore Cupparo venga a riferire immediatamente in aula: non si può gestire il futuro di 300 famiglie con bandi parziali e rinunciatari che tradiscono la parola data sulla digitalizzazione della nostra regione.
Al tavolo ministeriale del prossimo 26 maggio la regione difenda il lavoro, non liquidazioni mascherate da opportunità.
Viviana Verri, Alessia Araneo (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)
