HomeEconomiaBaccaro(SI):dal Governo Meloni solo chiacchiere. Per Ilva soluzione nazionale!

Baccaro(SI):dal Governo Meloni solo chiacchiere. Per Ilva soluzione nazionale!

Maurizio Baccaro segretario provinciale di Sinistra Italiana di Taranto non gira intorno ai problema dell’ex Italsider, Ilva, Acciaiere italiane e, allo stesso tempo a un disastro, per gli aspetti giudiziari, i quattrini pubblici dilapidati, le tante morti causate da cicli produttivi inquinanti, e ai paradossi degli annunci del governo Meloni sull’acciaio nazionale con la consueta riproposizione di scarsamente affidabili cordate imprenditoriali straniere. E dice chiaro e tondo, dopo lo sciopero dei lavoratori e con il sostegno delle loro famiglie, che deve essere il Governo a gestire le produzioni strategiche del Paese, come era ai tempi dell’I.R.I quando lo Stato aveva il polso della sostituzione sull’economia italiana. Con le privatizzazione , gli spezzatini, i commissariamenti e i soldi sprecati si sono ridotte competitività, occupazione e il ”Made in Italy” è diventata una scatola vuota: dall’alimentare al manifatturiero. Senza senso di responsabilità, garanzie e impegno dello Stato si fanno altri passi indietro. E il Governo Meloni, con tutto lo stuolo di ministri, non faccia l’indiano…

L’INTERVENTO DEL SEGRETARIO DI SINISTRA ITALIANA TARANTO
La vicenda dell’ex Ilva di Taranto è il drammatico prodotto dell’assenza di politiche industriali in questo Paese, soppiantate da decenni di liberismo e di rassegnazione all’idea che la politica debba abdicare al proprio ruolo, lasciando che le scelte industriali siano indirizzate esclusivamente dal mercato e dal profitto. Ci troviamo di fronte al paradosso inaccettabile di aver dichiarato la produzione di acciaio “di interesse strategico nazionale”e, contemporaneamente, di continuare a voler consegnare i destini produttivi, l’ambiente e la salute dei cittadini a multinazionali straniere o a cordate private. È necessario un forte e definitivo intervento pubblico per riportare sotto il controllo dello Stato tutta l’attività e garantire l’equilibrio tra i diritti costituzionali.

New sign of the steel company Acciaierie d’Italia (english: Steelworks of Italy), formerly ArcelorMittal, Ilva and Italsider. Taranto Puglia, Italy 02.11.2021

Lo sciopero proclamato dai sindacati è il termometro di una tensione e di una preoccupazione sacrosanta dei lavoratori e dell’intero territorio. Le maestranze, l’indotto e i cittadini di Taranto non possono continuare a pagare il prezzo dell’incertezza e dell’irresponsabilità politica. Siamo al loro fianco.
La magistratura ha sancito lo stop dell’area a caldo entro il 28 ottobre. Di fronte a questo quadro, il Governo Meloni risponde riproponendo la solita sfilata di multinazionali straniere, come Jindal e Flacks, o di cordate di avventurieri privati nazionali a caccia di soldi pubblici.

Ribadiamo che, per noi, l’unica strada realmente fondata sul rispetto dei principi costituzionali è quella che rimette al centro l’interesse pubblico attraverso la scienza. L’area a caldo deve essere chiusa, in coerenza con quanto disposto dalla magistratura e con la necessità di superare definitivamente il modello produttivo che ha messo in conflitto lavoro, salute e ambiente.
Contestualmente, il Ministero deve avviare senza ulteriori ritardi la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e procedere con la Valutazione preventiva dell’Impatto e del Rischio Sanitario (VIIAS). È necessario un deciso intervento pubblico nella governance dello stabilimento, capace di guidare una riconversione industriale che salvaguardi l’occupazione e garantisca il diritto alla salute. Solo i dati scientifici possono stabilire se, in quali condizioni e con quali tecnologie sia possibile mantenere attività produttive compatibili con la tutela della vita dei cittadini e dei lavoratori.

In assenza di queste garanzie per la vita dei cittadini e dei lavoratori, l’unica alternativa sarà la chiusura definitiva dello stabilimento, con il rischio di lasciare un’intera area nelle mani di interessi economici legati esclusivamente al business delle bonifiche e dello smaltimento dei rifiuti, senza alcun progetto di riconversione capace di garantire continuità occupazionale.
Il presente e il futuro del Paese si difendono restituendo allo Stato la sovranità sulle scelte industriali ed energetiche, chiudendo definitivamente l’area a caldo, assicurando un forte intervento pubblico nella gestione dell’ex Ilva e avviando una vera riconversione ecologica, capace di garantire lavoro, salute e ambiente. Non si difende l’interesse nazionale assecondando interessi speculativi privati o strategie finanziarie di multinazionali straniere, ma assumendo fino in fondo la responsabilità pubblica di una delle più importanti vertenze industriali del Paese.

Maurizio Baccaro
Segretario provinciale
Sinistra Italiana – Taranto

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