HomeEconomia730 conveniente e Caf in calo? Ministro Giorgetti non la racconti giusta…

730 conveniente e Caf in calo? Ministro Giorgetti non la racconti giusta…

Quando si tratta di tagliare, in maniera indiscriminata, naturalmente, come continuano a fare i Governi quando non ce la fanno a coprire disavanzi nonostante il danaro ‘cash’’ (alla cassa) scaturito dall’aumento delle accise sui carburanti(il conflitto dei Paesi guerrafondai come Usa e Israele conta fino a un certo punto, da quello sui tabacchi, si preferisce lanciare lo spot che i contribuenti ricorrono facilmente al modello di dichiarazione dei redditi semplificato, on line, rinunciando al prezioso e competente contributo dei Caf, ai quali sono state tagliate risorse e compensi. Angelo Antonucci, che conosce bene il modus operandi dei ‘’polli’’ di renzi di ieri e dei ‘’meloni’’ andati a male di oggi,e che dai tavoli e dal computer del caf lavoro e fisco continua a far le pulci tutto quanto non va nel rapporto tra cittadino e contribuente, smonta pezzo per pezzo le considerazioni trionfalistiche governative sulla facilità dei 730 on line e, soprattutto, sui loro limiti. Il Ministro delle finanze Giancarlo Giorgetti prenda nota e ascolti, piuttosto, chi è in trincea e chiede trasparenza e considerazione. Meno che ci sono i Caf che operano nel reale e non demandano al diffuso algoritmo della intelligenza artificiale il compito di gestire il dovere diritto di pagare le tasse. Certo, se le pagassimo tutti…Ma resiste un fronte di evasione non in estinzione, che toglie preziose risorse al BelPaese. Nessuna tassa contro gli extraprofitti di banche, società energetiche e contro i giganti del commercio elettronico internazionale o della gestione del web. Sono tutti statunitensi …e in questa direzione il nostro governo continua a essere silente, allineato e coperto. Anche questa è lotta all’evasione fiscale ignorata. Si preferisce attingere dai soliti noti, anche da un 730 precompilato che non tutela il contribuente. Antonucci abbozza e si concede una tirata di pipa, con il tabacco aumentato nei fumi della dichiarazione dei redditi.

LE RIFLESSIONI DI ANGELO ANTONUCCI
Prima ancora che la campagna fiscale destinata alle dichiarazioni dei redditi iniziasse coinvolgendo lavoratori dipendenti e pensionati che si ritrovano annualmente a dover fare i conti con il fisco tramite il 730, l’Agenzia delle entrate in primis, seguita a ruota da agenzie di stampa del settore con toni trionfalistici hanno rimarcato la semplicità di questo adempimento facendo ricorso alla così detta dichiarazione semplificata e già precompilata dalla stessa Agenzia delle Entrate. Aggiungendo e citando numeri ad effetto roboante circa le decine di milioni di contribuenti che sempre di più ogni anno utilizzano la dichiarazione precompilata. Prima ancora di entrare nel merito della convenienza e/o facilità di utilizzare la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è doveroso fare una semplice considerazione sull’entità dei numeri – circa otto milioni di italiani – sbandierati dalla stessa. Nell’ultimo decennio il numero lavoratori che si presentano ai caf è più o meno sempre gli stessi, un pò per “fidelizzazione” un pò per appartenenza alle strutture emanazione delle sigle sindacali e no. Di cali numerici francamente non v’è traccia e, tant’è che se effettivamente ci fossero non sarebbero comprensibile nè tanto meno giustificabile le motivazioni che hanno portato interventi in legge di Bilancio e poi nel decreto del Mef atti a ridurre le risorse da destinare all’erogazione dei compensi ai Caf e ai professionisti abilitati. L’ultima legge di Bilancio ha previsto un taglio dei compensi con effetto addirittura retroattivo all’anno 2025. Un meccanismo “diabolico” in completa e macroscopica antitesi sui milioni di cittadini che abbandonano i caf per utilizzare la precompilata. Tale meccanismo va a compromettere non di poco gli impegni economici dei Centri di Assistenza Fiscale presenti anche nelle zone più remote per dare con la loro presenza una risposta ai cittadini che si sono visti privare, in quei piccoli paesi, di Banche, Uffici Postali, Scuole e Servizi Sanitari in nome di una informatizzazione che sostituirebbe il tutto senza tenere conto dell’età e della scolarizzazione di gran parte dei cittadini che ancora occupano le case di quei piccoli paesi.

La realtà, però, racconta una storia diversa sull’utilità: moltissimi rimborsi fiscali risultano più bassi del dovuto, semplicemente perché alcune spese detraibili non vengono mai inserite o inserite parzialmente per cui la predita economica diventa ragguardevole. Accettare il modello 730 senza verificarlo equivale, in molti casi, a rinunciare volontariamente a una parte del rimborso spettante e in talune occasioni, abbastanza frequenti, ritrovarsi con una situazione debitoria nei confronti dell’Erario. Si pensi a quei lavoratori meno fortunati che si trovano a cambiare, nel corso dell’anno, datori di lavoro. Vero che sul precompilato l’Agenzia riporta le Certificazioni di ciascun datore di lavoro però, non riporta il nr dei giorni di lavoro e il contribuente si ritrova senza calcolo delle detrazioni spettanti con conseguente debito verso il Fisco. Quando arriva il momento di fare la dichiarazione dei redditi, molti si trovano a chiedersi se sia meglio affidarsi al CAF o accedere alla c.d. precompilata. La scelta non è così banale come potrebbe sembrare. La soluzione non è affidarsi alla fortuna o alla completezza dell’Agenzia. Da un lato, la precompilata è spesso la scelta preferita da chi ha una situazione fiscale relativamente semplice. Se hai solo un reddito da lavoro dipendente, una pensione o altre entrate facilmente tracciabili, l’iter da seguire sarà piuttosto lineare. In caso contrario o di dubbi i CAF offrono il servizio in maniera competente, e sono in grado di compilare il 730 con un approccio professionale, che copre tutte le detrazioni e le deduzioni più comuni. Inoltre iI Caf assume l’onere di eventuali errori tramite “il rilascio del visto di conformità” che comporta l’assunzione di responsabilità anche economiche in caso di errori dell’intermediazione. Questo si traduce in un’attività quotidiana estremamente complessa, che richiede controlli puntuali su una mole imponente di documentazione ed un aggiornamento continuo”.
Angelo D.co Antonucci

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