Eccome se c’è bisogno di Nuova Riforma Agraria nel Bel Paese e nel Mondo. Un appello a gran voce lanciato da Gianni Fabbris, presidente nazionale di Altragricoltura, Salvatore ”Tato” Pace presidente della Rete dei Municipi rurali , di LIberiAgricoltori per la regione Puglia Angelo Candita e dall’assessore all’Agricoltura del Comune di Gravina in Puglia (Bari) Felice Lafabiana, nella giornata mondiale della lotta contadina, che ricorda il massacro di 19 contadini, campesinos, trucidati in Brasile il 17 aprile 1996 da esercito e fazenderos (latifondisti) perchè lottavano per terra e giustizia. Gli anziani la ricordano eccome tra sacrifici, soddisfazioni e rimpianti. Nella seconda metà del ‘900 tra assegnazioni, bonifiche, concessioni, attese e impegni rimasti sulla carte o traditi di una Riforma agraria che dalle nostre parti, da Montescaglioso ad Avola, ebbe anche dei martiri- quelli delle occupazioni delle terre. Poi i provvedimenti legislativi con l’azione degli Enti di riforma fondiaria, di Sviluppo agricolo (Esab) di Irrigazione di Puglia e Lucania e di altri organismi che, insieme alla gloriosa Cassa per il Mezzogiorno, uno scossone riuscirono a darlo al settore primario. Ma poi… il mercato, la grande distribuzione, i vuoti ”culturali e imprenditoriali” e le divisioni nel mondo agricolo anche per appartenenze ideologiche riaprirono il problema. Oggi si parte con altra prospettiva e con i danni procurati dalla globalizzazione. ” Dobbiamo cambiare, rotta, strategie- tuona con tono zapatista Gianni Fabbris-che ci mostra un documento scritto in spagnolo,uno dei tanti, dagli aderenti alla ”Via campesina” e adottato dalla Fao sulla sovranità alimentare.E poi quello adottato dall’assemblea plenaria dell’Onu sui diritti degli agricoltori per finire all’incontro al Senato del 12 aprile scorso” E nel Forum, come hanno ribadito gli altri promotori, c’è tanto da dire e fare con un invito alle altre 50 e passa sigle del variegato mondo agricolo ad abbattere gli steccati del proprio orticello e a fare sistema. Tutti nella stessa barca, anzi sullo stesso terreno, fuori dai tecnicismi del mondo finanziario internazionale che fa il ”brutto più che il bel tempo” sul mercato mondiale. Fabbris va oltre è critica il memorandum con la Repubblica popolare cinese che consentirebbe, secondo il governo italiano, di vendere le nostre arance…in un mercato che produce agrumi con costi pari a un terzo dei nostri. Mentre la Francia vende aerei, strumentazioni dal valore miliardario. Bilancia sbilanciata tutta da una parte e il mondo agricolo ci rimette, a meno che non ci si voglia baloccare con i peperoni cruschi come si continua a ripetere anche per Matera 2019. E la Città dei Sassi, simbolo della civiltà e della cultura contadina, fuori dai clichet retorici della ”vergogna nazionale”, ospiterà a giugno il Forum per la Nuova Riforma Agraria.

LE NOTE CHE HANNO VISTO NASCERE IL FORUM

ALTRAGRICOLTURA Alleanza per la Sovranità Alimentare LIBERIAGRICOLTORI Confederazione sindacale di rappresentanza MOVIMENTO RISCATTO DELLE COMUNITA’ RURALI

Matera, 17 aprile 2019 – ore 9,30
P.zza Vittorio Veneto, affaccio Guerricchio Conferenza stampa di presentazione del Forum per la Nuova Riforma Agraria è il contributo degli agricoltori italiani all’appello internazionale lanciato in occasione

Qualche giorno fa (il 12 aprile 2019) su proposta di Altragricoltura, si è tenuta a Roma, nella Sala Barberia di Palazzo Madama (presso il
Senato) la riunione per discutere la proposta di dare vita al Forum Nazionale per la Nuova Riforma Agraria. L’incontro è stato ospitato e facilitato dal Senatore Saverio Debonis e dalla Deputata Sara Cunial ed ha visto la partecipazione di diverse realtà impegnate nella difesa dei diritti degli agricoltori e dei cittadini.
Oltre ai rappresentanti delle tre organizzazioni promotrici, hanno partecipato (fra gli altri), i rappresentanti del Tavolo Verde Puglia e Basilicata, del Tavolo Verde Sicilia, di Agrocepi, dell’AIAB, del Movimento Pastori Sardi, di Agrisalus, dell’Associazione NoCap e della Rete dei Minicipi Rurali.

Diversi i sindaci presenti (il sindaco di Minervino Murge Maria Laura Mancini, di Poggiorsini Michele Armienti, Felice Lafabiana assessore all’agricoltura di Gravina in Puglia e il sindaco Antonino Fiaccato di Villermosa in rappresentanza di una rete di cento sindaci siciliani).
All’incontro ha partecipato anche lo scrittore e giornalista Pino Aprile che ha presentato un progetto di comunicazione e sottolineato la relazione stretta fra la necessità di una Nuova Riforma Agraria e il rilancio delle condizioni del Mezzogiorno.

Tutti i partecipanti hanno convenuto sulla necessità di dare vita ad un percorso per far vivere nel Paese la proposta di una nuova Riforma Agraria che, a sessant’anni dalla Riforma Fondiaria che ha distribuito le terre ai contadini oggi torni a difendere il nostro patrimonio di lavoro, di saperi e di culture legate al ciclo di produzione, distribuzione e consumo del cibo messe a grande rischio dal modello industrialista e della crisi che sta trasformando il Paese da grande terra di produzione del cibo a piattaforma speculativa commerciale.

Il 17 aprile, giornata mondiale di Lotta Contadina convocata ormai da anni dalla Rete internazionale di Via Campesina (il più largo e vasto movimento mondiale di contadini e braccianti, Altragricoltura (che dal
2001 rilancia in Italia i temi e i contenuti che annualmente vengono posti a base della convocazione della giornata internazionale) convoca una Conferenza Stampa a Matera alle ore 9,30 in Piazza Vittorio Veneto presso l’Affaccio Guerricchio per presentare il Forum della Riforma Agraria e rispondere, cosi, anche quest’anno alla chiamata di mobilitazione.

Gianni Fabbris, presidente Nazionale di Altragricoltura, nel convocare la Conferenza stampa (cui parteciperanno i rappresentanti di Altragricoltura, LiberiAgricoltori e Movimento Riscatto che hanno partecipato all’incontro del 12 scorso al Senato) ha commentato: “Lo avevamo detto qualche anno fa a Matera durante la mobilitazione e con centinaia di trattori nella manifestazione contro l’IMU agricola che ha visto la nascita del Movimento Riscatto e della Rete dei Municipi
Rurali: serve una nuova stagione di riforme per cambiare profondamente un sistema agroalimentare della crisi che scarica sui lavoratori, sugli agricoltori e sui consumatori i prezzi di un modello insostenibile di sfruttamento delle risorse, di privatizzazione dei beni comuni, di furto del valore aggiunto che lascia le comunità rurali e i cittadini sempre più sole e sempre più esposte ai problemi ambientali e di sicurezza alimentare. Questo sistema non va efficientato e migliorato, va profondamente cambiato. La Riforma di cui abbiamo bisogno deve restituire un futuro degno a cui lavora la terra e ai diritti dei cittadini e deve essere fondata sulla giustizia e i diritti.”

La stampa è invitata

Il 12 Aprile 2019 nasce a Roma il Forum Nazionale per la Nuova Riforma Agraria Saletta della Barberia, Palazzo Madama (c/o Senato della Repubblica) ore
11 – 13,30

Com. stampa e invito

Qualche settimana fa (il 19 marzo 2019), durante la mobilitazione indetta contro la crisi dal titolo “#siamotuttipastorisardi”, Altragricoltura, LiberiAgricoltori e Movimento Riscatto lo avevano
annunciato: entro il 17 aprile 2019 si avvierà una nuova fase della mobilitazione e del percorso nazionale per uscire dalla drammatica crisi in cui è ricacciata la nostra agricoltura. Gianni Fabbris, a nome di LiberiAgricoltori (di cui è componente della Presidenza e responsabile delle iniziative sindacali) e di Altragricoltura (di cui è Presidente Nazionale), nell’annunciare la riunione del 12 aprile presso la Sala Barberia di Palazzo Madama a Roma, ha sottolineato: “Sono decenni che in tanti denunciamo la crisi nelle campagne italiane e che ci battiamo contro la falsa coscienza e la mistificazione che celebra il “Made in Italy” raccontando la favola che nelle frontiere italiane va tutto bene e che i nemici sono all’estero. La verità è che l’Italia è diventata una grande piattaforma speculativa commerciale mentre chiudono o soffrono le nostre aziende produttive”. “Siamo arrivati in questa condizione per effetto ovvio delle scelte politiche, sociali e sindacali dei decenni scorsi che hanno come effetto quello di svuotare le campagne del lavoro buono e di tutela del territorio e di indebolire il diritto dei cittadini ad un cibo prodotto nelle nostre terre e con cicli produttivi sostenibili” ha aggiunto Angelo Candida della Presidenza di LiberiAgricoltori “Questo sistema non va efficientato ma va profondamente cambiato”
aggiunge Fabbris nel documento di convocazione della riunione di venerdi
12 aprile a Palazzo Madama a Roma “Serve una vera Nuova Riforma Agraria che ridefinisca la funzione sociale dell’agricoltura, del lavoro della Terra, degli scambi e del valore del cibo. Una Riforma che assuma la proposta generale della Sovranità Alimentare come fondamento di un ripensamento profondo di fronte ai fallimenti del modello dell’agricoltura industriale e della speculazione commerciale e finanziaria”.
LIberiAgricoltori, Altragricoltura e Movimento Riscatto avevano già posto con forza nell’aprile dell’anno scorso il tema di una iniziativa forte che investa le istituzioni, la politica e la Società di una azione profonda di Riforma e di un cambio dei comportamenti e dei processi sociali che investono l’agricoltura.
Domenico Viscanti, del Movimento Riscatto: “Come le lotte contadine seppero conquistare la Riforma Fondiaria aiutando l’intero Paese a uscire dal Medioevo del Latifondo, così oggi serve una nuova stagione per liberare quelle terre dalla speculazione dei nuovi latifondisti, dei caporali, delle mafie, della speculazione finanziaria, delle
multinazionali e del trust commerciale”. “E serve una iniziativa forte
per liberare l’impresa, il lavoro e le terre dalla morsa di una burocrazia ottusa e di un controllo che è impietoso quando deve prendere e distratto ed assente quando deve dare e serve farlo con il massimo del coinvolgimento dal basso degli agricoltori, dei cittadini e dei sindaci delle aree rurali” ha dichiarato Salvatore Pace, Presidente della Rete dei Municipi Rurali.
Con queste premesse, all’invito delle tre organizzazioni firmatarie, hanno risposto diverse realtà di base italiane: dall’Associazione Tavolo Verde (Sicilia, Puglia e Basilicata), al coordinamento dei Sindaci Siciliani, a diversi sindaci Pugliesi in Rete con i Municipi Rurali, al Movimento Pastori Sardi, all’AIAB, all’ASPAL Lazio, all’Associazione NoCap, all’Agrocepi, al Consorzio Sardo del Grano Cappelli insieme a diverse altre.
Presente anche Pino Aprile, lo scrittore attivo nella difesa del Sud e del Mezzogiorno, l’incontro è stato favorito dal Senatore Saverio Debonis da sempre impegnato sui temi della difesa dell’agricoltura e della sicurezza alimentare che ha esteso l’invito a partecipare ad altri parlamentari sensibili.
Al termine dell’incontro verrà adottato un documento con una proposta di percorso per riunificare intorno alla proposta di costruire un movimento per la Nuova Riforma Agraria le tante esperienze che in questi anni si sono impegnate e si stanno impegnate a dare vita ad una proposta di un cambiamento che rimetta al centro del futuro dell’agricoltura e dell’agroalimentare i diritti, l’ambiente e i beni comuni.
L’incontro del 12 Aprile ha l’obiettivo di avviare il Obiettivo La stampa è invitata

Appello proposto da Altragricoltura e LiberiAgricoltori

Agli agricoltori, braccianti, cittadini
Alle Associazioni, Sindacati, Movimenti
Agli uomini e le donne impegnati nella difesa dell’ambiente, del territorio, delle comunità e dei diritti
Ai Sindaci, amministratori, ai consiglieri comunali
Ai tecnici, agli uomini e donne di scienza, cultura, informazione e spettacolo
Alle forze politiche, agli eletti al Parlamento e nei Consigli Regionali
11 maggio 2018
Il 14 febbraio 2018 agricoltori di diverse aree regionali si sono mobilitati a Roma davanti al Ministero per le
Politiche Agricole per tenere un presidio intitolato “Non sulle nostre spalle! In mobilitazione contro la
crisi, per la dignità del lavoro agricolo, il diritto e la libertà di essere agricoltori”.
È stata l’ennesima manifestazione (una delle innumerevoli che abbiamo dovuto mettere in campo negli ultimi
venti anni) di chi si sente tradito mentre sprofonda nella crisi e vede attorno a se le comunità rurali impoverirsi,
il lavoro della terra perdere valore, la funzione dell’essere agricoltore perdere dignità ma noi abbiamo deciso di
alzare la testa chiamando la società e le istituzioni al cambiamento profondo sempre più necessario e urgente.
In quella occasione abbiamo reso pubblica una lettera alle forze politiche ed ai candidati impegnati nella campagna
elettorale in cui scrivevamo: “Vogliamo essere chiari perché non vogliamo alimentare alcun equivoco:
la nostra non è una iniziativa contro il Governo ( ne quello attuale ne quelli del passato) e nemmeno a favore.
Cosi come non lo è contro o a favore di quelli che verranno nel futuro. Non lo è non perché non ci siano responsabilità
di questo o quel governo che si è succeduto ma perché consideriamo complessive le responsabilità
della politica italiana nell’aver determinato o non saputo impedire la crisi della nostra agricoltura.
Responsabilità da ascrivere sia alle scelte degli esecutivi sia alla incapacità, alla sottovalutazione e al disinteresse
di dare vita a proposte e soluzioni diverse nelle sedi parlamentari da parte delle forze di maggioranza e
minoranza che si sono succedute.”
Se negli ultimi dieci anni abbiamo perso il 20% delle aziende agricole e l’8% del lavoro, per noi è un segnale
terribile. Se l’Italia si è trasformata da grande Paese del lavoro della terra e produzione del cibo a piattaforma
commerciale speculativa, non è stato per un processo di evoluzione “naturale” ma per le scelte sociali e politiche
che ci hanno imposto un modello che vuole marginale la responsabilità del lavorare e gestire la terra,
svuotando il cibo di contenuti legati al territorio con i cittadini trasformati in consumatori senza diritti.
Accade, così, che mentre si celebrano i meravigliosi fasti del Made in Italy e dell’agroalimentare italiano, i
nostri agricoltori vedono crollare i redditi, i nostri prodotti rimangono nei campi, il nostro patrimonio fitogenetico
è privatizzato, i braccianti vedono comprimere condizioni di lavoro e salari, le campagne si desertificano
di attività di cura e tutela, ai cittadini viene offerto un cibo sempre meno legato al territorio ed al lavoro
dei nostri agricoltori e la sicurezza alimentare si trasforma da diritto per tutti a merce a caro prezzo.
Molte mistificazioni sono state usate per coprire la realtà della crisi come se i nostri nemici fossero fuori dai
nostri confini; l’aggressione al nostro patrimonio agricolo, in realtà, avviene soprattutto qui, nelle scelte che
lasciano mano libera alla speculazione per cui l’Italia è solo occasione per lucrare sulla storia della nostra produzione
del cibo accaparrandosi marchi e brevetti per manipolarli con materie prime provenienti da altri territori
agrari e comunque sottocosto rispetto ai costi produttivi delle nostre aziende. E’ l’idea dell’agricoltura come
reparto all’aperto della produzione industriale e degli agricoltori come cottimisti nelle mani della commercializzazione
e della finanza speculativa.
In gioco c’è la tenuta di un patrimonio di lavoro e saperi. Basta guardare all’esempio di quanto sta accadendo
al ciclo produttivo del Grano Cappelli, una delle straordinarie risorse della nostra cerealicoltura meridionale,
che sta diventando oggetto di una insopportabile speculazione da parte di una società privata che, lucrando
sull’affidamento in esclusiva concessole dal CREA (Istituto Pubblico che dovrebbe garantire trasparenza, pluralità
e la disponibilità pubblica dell’accesso alle risorse), pretende di introdurre un vero e proprio trust compromettendo
lo stesso diritto dei cittadini di diverse aree di continuare ad avere una produzione di territorio co-
APPELLO PER LA NUOVA RIFORMA DELL’AGRICOLTURA,
DEL CICLO DEL CIBO E DEL LAVORO DELLA TERRA
me è stato per lungo tempo. Processi di questa natura non possono avvenire senza l’acquiescenza o la complicità
della politica e delle istituzioni e l’intero nostro patrimonio fitogenetico è a rischio.
Oggi ci rivolgiamo a Voi che vi siete proposti al voto, per chiedervi di assumere responsabilità , di segnare
discontinuità con le scelte del passato e di contribuire ad un percorso nuovo che porti in parlamento e nelle
istituzioni lo sforzo di riaprire la speranza di un futuro di dignità per chi lavora la terra e consuma il cibo.
Ci rivolgiamo a Voi, uomini e donne della scienza, della comunicazione, della cultura, del sapere tecnico per
chiamarVi a prendere atto che la crisi del lavoro della terra, del ciclo di produzione/distribuzione/consumo del
cibo non sono casuali ma l’effetto di un modello fondato su scelte inaccettabili.
Chiamiamo le Associazioni, Organizzazioni, Movimenti a superare ogni pratica corporativa e da orticello, la
frammentazione e l’autoreferenzialità per trovare la via dell’unità, dell’efficacia e del lavoro comune.
Ci rivolgiamo anche a tutti noi, al mondo delle campagne, ai lavoratori, ai consumatori perché quello che chiediamo
alle istituzioni vale prima di tutto per noi; ci spettano scelte consapevoli perché la qualità del cibo di cui
ci nutriamo, dell’energia e delle risorse che consumiamo, del territorio in cui viviamo dipendono anche dai
nostri comportamenti sociali e dalla nostra responsabilità, da come sapremo trattare la terra e gli animali.
Serve un cambiamento di approccio e l’urgenza di atti che inverta il quadro della crisi della nostra agricoltura e
del diritto al cibo, alla salute ed all’ambiente per tutti i cittadini; serve una Nuova Riforma.
Come la Riforma Fondiaria degli anni ‘50 fu la risposta alle istanze ed alle lotte dei contadini e permise al
Paese di uscire dal Medioevo del latifondo, così, oggi, abbiamo bisogno di riconquistare una Riforma che
faccia i conti con il nuovo latifondismo finanziario, la speculazione, la perdita di funzione della nostra agricoltura
produttiva, l’abbandono della terra, i rischi per sicurezza alimentare e ambiente e che, coinvolgendo e
stimolando scelte sociali responsabili, conquisti un quadro di regole e di azioni che le favoriscono.
La Nuova Riforma Agraria di cui abbiamo bisogno è il quadro di tutela dell’agricoltura produttiva come
diritto sociale collettivo e Patrimonio fondamentale; a partire da questa scelta, vanno rimodulate le priorità: al
cibo, al reddito, al salario ed ai diritti del lavoro, alla sostenibilità, alla salute ed alla tutela ambientale, alla
riproducibilità a risorse primarie come l’acqua, la terra, l’energia, alle risorse fitogenetiche.
Con questi obiettivi noi firmatari ci impegniamo a sviluppare nel Paese le iniziative per mettere al centro del
dibattito l’urgenza della Nuova Riforma Agraria e lavoriamo a dare vita all’Alleanza per la Nuova Riforma
Agraria fondata sulla costruzione in rete di uno spazio di iniziativa comune e plurale, aperto a Movimenti,
Associazioni, uomini e donne delle istituzioni, della scienza e della cultura, ad agricoltori e cittadini.
Con la Convocazione dell’Assemblea del 23 maggio 2018 a Roma presso la Città dell’Altra Economia
apriamo il percorso Costituente dell’Alleanza per la Nuova Riforma Agraria avviando una fase di confronto ed
elaborazione, di messa a punto di proposte, di pressione nei confronti delle Istituzioni e della politica, di
mobilitazione sociale per ottenere nel più breve tempo possibili le azioni di Riforma e le iniziative urgenti
che, fin da subito e prima che sia troppo tardi, interrompano gli effetti del modello agroalimentare della crisi.
A fondamento dell’Alleanza proponiamo 8 primi piani di iniziativa da condividere e sviluppare:
adottare regole per la trasparenza delle filiere e degli scambi agroalimentari e contrasto al dumping
garantire che il prezzo al campo abbia un minimo capace di remunerare i costi e gli investimenti
riforma degli Enti e uso della spesa pubblica agricola responsabile, efficace, giusta e trasparente
sostenibilità dei cicli produttivi (ambientale, energetica, del lavoro, economia circolare), decarbonizzazione
piano per l’uso sociale delle terre ai giovani, la forestazione a prevenzione del dissesto ambientale
garantire i diritti (al cibo, alla terra, alle risorse fitogenetiche, alla salute, al reddito e al salario)
ricontrattare in Europa le scelte fondamentali a tutela e rilancio dell’Agricoltura Mediterranea
riforma del sistema della Rappresentanza agricola fondata sulla libertà e l’autonomia sindacale,
interrompendo la commistione fra gestione economica e consociazione che limitano e compromettono la
funzione democratica del sindacato in agricoltura
Proponiamo fin da subito che, nel quadro del confronto sulle proposte per le azioni di Riforma, si istituisca con
gli Eletti e i responsabili istituzionali disponibili, un tavolo per le Risposte Urgenti alla Crisi per la realizzazione
di iniziative urgenti per scongiurare effetti della crisi come quelli che hanno portato al suicidio di Giovanni
Viola in Sicilia e per assicurare alle centinaia di migliaia di agricoltori italiani che abbiano da Agea e gli
altri Enti Pagatori quanto loro dovuto prima che entrino nella spirale della non bancabilità e debbano chiudere.