Non c’è la nostra Venosa, la Città di Orazio. Peccato. Abbiamo tifato per lei fino all’ultimo. Ma c’è una opportunità, legato al tracciato dell’antica via Appia che porta in Puglia. E da Matera -per vicinanza geografica, economica e culturale- facciamo gli auguri, in primis, alle proposte pugliesi a capitale italiana della cultura 2022. Si tratta di Bari, Taranto e della Grecia salentina che fanno parte delle 10 proposte scelte – tra le 28 pervenute- dalla giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni- Ad annunciarlo il ministero per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, presieduto dal ministro Dario Franceschini. Della lista e con i dossier tematici da esaminare fanno parte : Ancona, Ancona. La cultura tra l’altro; Bari, Bari 2022 Capitale italiana della cultura; Cerveteri (Roma), Cerveteri 2022. Alle origini del futuro; L’Aquila, AQ2022, La cultura lascia il segno; Pieve di Soligo (Treviso), Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana; Procida (Napoli), Procida Capitale italiana della cultura 2022; Taranto, Taranto e Grecia Salentina. Capitale italiana della cultura 2022. La cultura cambia il clima; Trapani, Capitale italiana delle culture euro-mediterranee. Trapani crocevia di popoli e culture, approdi e policromie. Arte e cultura, vento di rigenerazione; Verbania (Verbano-Cusio-Ossola), La cultura riflette. Verbania, Lago Maggiore e Volterra (Pisa), Volterra. Rigenerazione umana.



Città al lavoro per il dossier, con il percorso di audizione pubblica, che si terrà a metà gennaio 2021. Poi le indicazioni della Giuria al ministro Dario Franceschini per la designazione, da parte del Consiglio dei ministri, della capitale italiana della cultura 2022. . Per Matera, capitale europea della Cultura 2019, qualora dovesse essere scelta una delle proposte pugliesi sarebbe una grande opportunità per riprendere progetti e investimenti, vista vista la vicinanza e i rapporti con Bari e Taranto e il Salento. Attendiamo che il Comune faccia conoscere come intende muoversi, visto che Regione e Fondazione sono nel lungo limbo in cui vegetano dal dicembre 2019, dopo la cerimonia di chiusura dell’anno da capitale europea della cultura. Ma si può lavorare anche con Parma la capitale italiana nel 2020 anche nel 2021,a causa dell’ annullamento di eventi nell’anno bisesto e funesto dell’epidemia da virus a corona.