Il luogo, quel pianoro della Madonna delle Vergini, tra spazi verdi e caverne un tempo rifugio di greggi e armenti e di uomini che battevano la murgia in un lungo e in largo, è di quelli di grande suggestione e di una cultura millenaria dove il tempo sembra essersi fermato. E l’arrivo di grandi sculture di pietra, provenienti da altri territori e continenti, per una mostra ideata dal dinamico editore Giuseppe Barile, è un evento che Matera non può sprecare perché nel solco di una dimensione dell’arte sostenibile, da ammirare nella sua monumentalità. E in un luogo assimilabile a un grande giardino di pietra.

Domani, sabato 8 maggio, nella rubrica di Rai tre ‘’ Parma 20.21’’ sarà trasmesso un ampio servizio sula mostra ‘’ Dialoghi con Uomini di Pietra’’, curato dalla collega Beatrice Volpe della Tgr Basilicata. La nota che segue illustra contenuti e potenzialità di una iniziativa di elevato spessore culturale, da sostenere e promuovere. Può e deve essere il ‘’La’’ per la ripresa della Cultura internazionale che lega Matera ad altre esperienze.

LA MOSTRA
Sabato 8 maggio, in una ideale succedersi tra il ruolo svolto da Matera nel 2019 quale Capitale Europea della Cultura e l’assunzione di Parma a rappresentare il Paese in quanto Capitale Italiana della Cultura nell’anno in corso, nell’ambito della rubrica Parma 20.21 a cura della testata del Tgr, in onda su Rai3 dalle 10 e 45, si parlerà ancora una volta della nostra Città.
Il servizio – a firma di Beatrice Volpe della Redazione di Rai3 Basilicata – pone in evidenza quali siano le prospettive e le aspettative che Matera intende concretizzare per promuovere e assecondare l’arrivo di nuovi turisti, a maggior ragione dopo quanto accaduto a causa della pandemia ancora in corso.
Dopo il coinvolgimento e le iniziative programmate dal direttore del Museo Nazionale di Matera, Anna Maria Mauro, e le opinioni espresse da Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali, oltre che da due esponenti dell’Associazione ‘Open Culture 2019’, la giornalista pone in evidenza l’occasione irripetibile di vedere finalmente concretizzata la mostra paneuropea dialoghi con Uomini di pietra, ideata da Giuseppe Barile e curata insieme al direttore della ‘Rete Sarda dei musei e dei luoghi delle statue-menhir’, Giorgio Murru.

La mostra, dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni rilasciate dal Dipartimento Ambientale della Regione, nonché dalla Soprintendenza ai Beni storico-paesaggistici della Basilicata, insieme a quella del ‘Settore Gestione del Territorio’ del Comune di Matera, sarà allestita nel santuario rupestre di Madonna delle Vergini. Il santuario si trova nel Parco della Murgia Materana, dichiarato, insieme ai Sassi di Matera, Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1993, e il cui Ente è tra i promotori dello svolgimento della mostra stessa, insieme al Dipartimento Formazione e Cultura della Regione.

La mostra prevede negli spazi grottali del Parco storico-naturale delle chiese rupestri del Materano l’arrivo di almeno quaranta statue-stele, opere provenienti da vari Stati europei insieme a otto regioni d’Italia, tra cui spiccano la Sardegna e la vicina Puglia, e rappresenta così idealmente il fulcro di una rete che spazia dalle coste atlantiche del Portogallo all’Ucraina, dalla Francia ai Paesi Balcanici, dal cuore della Mitteleuropa fino al Medio Oriente.
Dialoghi con Uomini di pietra è una mostra unica, per certo ambiziosa nella sua realizzazione ma che a causa della suggestione derivante dal luogo assolutamente inedito degli spazi grottali di Madonna delle Vergini ha suscitato il consenso unanime dei vari direttori e archeologi incontrati, ognuno dei quali pronto ad offrire, per almeno un anno, le opere testimoniali dell’origine del pensiero e della cultura indo-europea. Dunque, della nostra civiltà.
Una occasione che la Città non può permettere di disperdere, anche in considerazione della unicità del nuovo contenitore culturale in cui ogni visitatore sarà libero di muoversi, pur con le dovute e ancora ipotizzabili precauzioni di distanziamento sociale, a maggior ragione ove si consideri la valenza economica occorsa negli ultimi anni dal flusso turistico nell’intera nostra regione.