Matera ”Diva” e con una ”Casa”  riqualificata per il 2019 guardando con attenzione a contenuti, a personaggi che nel rispettivo status e condizione sociale, hanno fatto la storia della Città dei Sassi in diversi campi, tanto da ispirare sogni e progetti finiti sul poco “tonico” divano del distretto del mobile imbottito.

Ma qualcuno come l’imprenditore William Divella tenace nelle scelte da compiere e un architetto, Antonio  Mattia Acito, abituato a lasciare un impronta discreta ma visibile in progetti, opere e cantieri, sono riusciti a riprenderli e a costruire un luogo dove l’identità materana si tocca con  mano, negli arredi, nelle foto, nelle ambientazioni scenografiche e  nei sogni di quanti vi sosteranno  per turismo o per scelta culturale.

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” Casa Diva”, a pochi metri da piazza San Francesco d’Assisi, apre alla memoria della città con le foto dell’artista Ginetto Guerricchio, del netturbino -attore e musicista Peppino Persia detto ”U’ mat’net” perchè portava le matinate durante il periodo di Carnevale, Bice Moliterni la nota tabaccaia di via Fiorentini che dai Sassi passò al rione San Giacomo, passando per  Agostino ”Tripoli” Tortorelli titolare del noto bar Tripoli di piazza Vittorio Veneto, e poi edicolanti, amministratori, Elisa la dispensatrice di sogni erotici, Zizì uno degli ultimi macchinisti da “Nuovo cinema Paradiso” e poi due professionisti e appassionati di storia locale come Mauro Padula e Camilla Motta, edicolanti, beccai, cuochi, pizzicagnoli, direttori di istituzioni culturali, cantinieri come “panz a cr’denz” Biagio Vizziello , rivoluzionari della chiesa battista come Luigi Loperfido noto come il ”monaco Bianco” raffigurato al centro della celebre fiumana ” Il Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

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Un elenco di uomini e donne destinati a ruotare nell’allestimento dell’atrio che porta ai vari livelli della ” Casa” dei divi di storia e vita  locale… dove sono stati riallestiti spazi per una piacevola permanenza nella capitale della cultura.

Ogni luogo  ha una identità precisa negli arredi e parla della storia della città, quasi si sfogliasse le pagine del passato o di un presente che è diventato tradizione.

La festa del 2 luglio nella stanza dedicata ai maestri cartapestai, con  su un pannello raffigurato uno di loro mentre lavora, le luminarie rosse blu e bianche, i rivestimenti di cartapesta o del fasciame del carro pronto all’evento più atteso dai materani.

Per la sveglia il ”trombettiere” dei cavalieri in costume è quasi dietro la porta…in una saletta cinema, con le locandine dei tanti film girati a Matera, che invitano a rivedere pellicole in bianco e nero o colori.

Due scope sospese dal soffitto sembrano portare, in un altro alloggio, al celebre film di Vittorio De Sica ” Miracolo a Milano’….Si tratta, invece, del  sogno quotidiano di un miracolo a Matera che portò una persona semplice come il netturbino Peppino Persia agli onori della cronaca nazionale, che ebbe  una parte da ufficiale esattoriale nel film ”Cristo si è fermato a Eboli” di Franco Rosi.

Il viaggio identitario nella città narrata, a ”Casa Diva”, prosegue con i tanti segni e allestimenti riferiti ad ambiente e attività di personaggi che hanno costituito l’anima della città dei Sassi. In cima ai livelli dell’antico palazzo seicentesco è la ”stanza dell’amore”, sotto il cielo dell’Eros, a un quadro ammiccante che fa da fondale a un letto tondo, dove hanno immaginato in tanti momenti di piacere dopo aver ascoltato Fabrizio De Andrè nella celeberrima ”Bocca di Rosa”.

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Più in alto di tutti è  l’attico finestrato con una splendida vista sui Sassi dedicato a Ginetto Guerricchio, lui che aveva lo studio a due passi da qui in vico Case Nuove.

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Sulle pareti ospiti e visitatori troveranno frasi e massime che ricordano questo o quel personaggio, come ” Panz a  cr’denz”, il cantiniere e imprenditore Michele Vizziello di via san Biagio: ”Non si puo’ stare senza vino con gazzosa che ti dà ”panzacredenza, ciddaro di artigiani, braccianti e operai”. A testimoniarlo le damigiane sospese in vetro verde, un a vasca da bagno simile a un palmento e altri elementi che ricordano i riti delle vinificazione.

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Le pagine della storia di Matera si aprono nelle stanze del ”sale”, del ”mocaco, della cupa cpa, della festa, dell’artista passando per ambienti che invitano alla curiosità…Quasi un museo della memoria, qualcuno lo accosterebbero a  una realtà demoetnoantropologica, ma resta la validità di una idea e di un progetto concreto che mancavano in città e, comunque, possono essere di stimolo per quanti cittadini, amministratori, imprenditori locali e forestieri dovranno ripiegarsi sul piano della ”qualità dei contenuti” per dar corpo ai programmi del dossier e non solo ,che hanno consentito a Matera di essere investita del ruolo di capitale europea della cultura per il 2019.

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Una visita a ”Casa Diva” e in altre piccole ma concrete realtà attivate nella filiera turistica locale possono ”illuminare ”questo percorso a un anno dalla candidatura.

Puo’ servire anche un ”passepartout” dai sogni… alla realtà, come quelli rilasciati a quanti hanno soggiornato trai i divi  a Matera i con la dicitura ” Con chi hai dormito?”

A spiegarlo con la sua verve della tradizione orale Roberto ” Beberto” Linzalone…un emigrato a Matera che non ha mai disfatto la sua valigia di cartone