Se non è una rarità, quella di suonare uno strumento a corde dell’antichità, simbolo della cultura mediterranea, certamente è degna di attenzione la scelta -sostenuta da tanta passione-del musicista materano Alessandro Di Leo invitato dal maestro- e compositore ateniese Nikos Xanthoulis per un fattivo incontro formativo presso il Museo archeologico della capitale greca. Un luogo dell’antichità che, per quanti ci riguarda lega Grecia alla nostra Magna Grecia,dove Alessandro ha suonato per alcune attrici che hanno recitato brani dell’Iliade. Quel libro di Omero, legato agli studi classici, che riporta alla cultura mediterranea e che Matera, il Metapontino, la Basilicata, dovrebbero riprendere a pieni mani in occasione dell’anno da capitale Mediterranea della cultura e del dialogo. Del resto sul territorio, per citare un esempio davvero propositivo e concreto opera a Metaponto l’Occse della MagnaGrecia con una serie di iniziative di respiro internazionale. Alessandro Di Leo, che è tornato con energie rinnovate da Atene è una opportunità importante per consolidare un ponte fatto di antiche note…che legano comunità e culture. Il resto ce lo racconta nel suo ”pentagramma” di viaggio dalle stanze del museo archeologico di Atene.

“Sono andato in Grecia – ci racconta Alessandro, appena rientrato nella Città dei Sassi-invitato dal Maestro Νικος Ξανθουλης (Nikos Xanthoulis) che è probabilmente il lirista più importante del mondo, attualmente. Ha scritto l’unico metodo ad oggi esistente per la lira. È un compositore, ricercatore, dopo esser stato ‘prima tromba’ nell’orchestra dell’opera nazionale greca, membro corrispondente dell’istituto americano di archeologia. E’ la persona che più ha portato avanti il progetto della lira, in tutto il mondo. Xanthoulis è il presidente della International Lyre Society di cui faccio parte, e tiene un corso che si chiama ΚΕΔΙΒΙΜ (Centro di Formazione Continua e Apprendimento Permanente) dell’Università Democritea di Tracia. E’ intitolato a “La Lira nell’Educazione” ed è un corso limitato a pochi studenti l’anno provenienti da tutti il mondo. Quest’anno ho avuto la fortuna di entrare! Esser stato chiamato da un grande professionista significa veramente tanto! E poi è stato davvero emozionate suonare all’Hellenic National Archaeological Museum, il Museo Nazionale di Atene, tra i più importanti al mondo, dove ho accompagnato le attrici greche che hanno recitato versi dai Libri dell’Iliade”. E le atmosfere Omeriche con le parole della mitologia, intrecciate con la storia di una grande civiltà, hanno fatto il resto insieme a luoghi che hanno emozionato e non poco il musicista materano. ”È stato emozionante essere in una città che ha fatto la storia della cultura- aggiunge Alessandro Di Leo- e in un museo che custodisce quello che si studia sui libri di tutto il mondo . E che fa parte di quelli che sono da sempre stati i miei studi, da quando mia mamma mi raccontava le favole sulla mitologia fino ad oggi, con i miei studi Universitari e su uno strumento , la lira, che ho scelto tanto da innamorarmene, perché dona un’emozione che nella musica moderna è tremendamente difficile da trovare. Viviamo in un mondo in cui la macchina sta sostituendo completamente la componente umana, perfino nella creazione. Cantanti che usano autotune, programmi per PC che fanno arrangiamenti e riproducono qualunque strumento… in più la globalizzazione ci ha portato a sentire la stessa identica musica in tutto il mondo. Ad usare gli stessi strumenti, a sentire gli stessi suoni. Ci avevi mai pensato? Ovunque vai nel mondo, oggi, senti le stesse canzoni, gli stessi suoni. Ecco, la Lira è qualcosa di profondamente diverso: apparteneva alla Grecia, alla Magna Grecia e alle civiltà che si affacciavano sul Mediterraneo. Era uno strumento sacro, che veniva usato per educare alla vita, alla morale, all’equilibrio. Ho pensato di studiarla per dare alla mia musica un suono che parlasse della mia terra, della cultura in cui sono cresciuto e di cui sono figlio.

Quanto sarebbe bello – commenta. se nel mondo le tradizioni antiche venissero riprese, quanto potrebbero insegnarci quanto ancora potrebbero dare, culturalmente? Si sentirebbe una musica diversa in ogni parte del mondo e da quelle differenze scopriremmo la ricchezza che la diversità può donarci. Scoprendoci simili su alcuni aspetti e distanti su altri, per poter sentire davvero quanto il valore della cultura possa mostrare la bellezza del mondo. Oggi invece tendiamo a distruggere tutto. A dire che tutto è uguale. A tutti devono piacere le stesse cose e l’identità culturale di un luogo non è più identità vera. Invece di avere un mondo fatto di sfumature abbiamo un mondo che ha delle succursali e delle province di sé stesso”. Considerazioni che devono far riflettere, con una globalizzazione che sta inaridendo la creatività, aggravata dall’uso indiscriminato anche nell’arte dal ”copia e incolla” dell’intelligenza artificiale, Mala tempora currunt… Ma ci sono persone, e non è l’unica per fortuna, che come Alessandro Di Leo sono fieri di difendere la cultura della propria terra.

”Sono stato l’unico italiano chiamato a suonare ad Atene – precisa Di Leo. E questo mi ha riempito di orgoglio. Ci ho riflettuto quando il Maestro, presentandomi al pubblico ha detto: “È un lirista professionista che viene da Matera”. Il nome di Matera che riecheggia tra i muri di un museo così importante. Che bello.
È stata un’esperienza internazionale che mi porterò dentro. Sono grato al maestro per avermi scelto. E poi dal momento che ho iniziato a suonare mi sono sentito davvero come se fosse in una specie di sogno, tutto ovattato, tutto meraviglioso, lucente. E poi essere chiamati per suonare la lira in Grecia significa veramente tanto, al museo nazionale di Atene, poi! Nell’ambito dell’archeologia musicale suonare nei musei è davvero importante, sono enti e realtà che fanno iniziative di livello. Ho avuto la fortuna di suonare nel museo di Potenza e di Napoli, prima, ma l’emozione di suonare ad Atene è davvero difficile da poter spiegare”. E qui le radici della nostra terra sono riemerse in tutta la loro profondità nel solco di una memoria, che è tanta parte della nostra storia.
“La Grecia – conclude Alessandro- è davvero identica nel paesaggio, negli scenari al nostro Sud. Sembra di non essere lontani da casa. Certo, la valorizzazione dell’antico in Grecia è molto più avanti che da noi. I siti archeologici sono ben gestiti, curati… tante volte penso alle perle che abbiamo , a cominciare da Metaponto, che non splende ancora come dovrebbe, nonostante gli sforzi di persone straordinarie come il Direttore del Museo Vincenzo Cracolici. Ecco, la gestione dei beni archeologici in Grecia è viva. Da noi c’è tanto da lavorare”. E chissà che il suono delle lira nell’anno di Matera capitale mediterranea della cultura e del dialogo non attivi un ”concerto” di buoni propositi e di progetti di valorizzazione.

