Concerti per tutti i gusti, ma di qualità, per fare di Matera la capitale europea della cultura musicale in vista dell’esordio del 2019. Una prova, riuscitissima, è venuta nella notte di Capodanno in piazza Giovanni Pascoli   con la festa “One Night in Europe“,  sulle note della musica elettronica diffusa a suon di decibel da  tre deejay di diverse città: come Matera, rappresentata da Damiano Fragasso,  Pilsen (Repubblica Ceca) con Rudeboy dj e Mons ( Belgio) con Alex Palmer dj che quest’anno svolgeranno il ruolo di capitali  culturali europee. I tre dj  hanno proposto una playlist di 45 brani, per gran parte di musica elettronica, scelti da quanti hanno votato sul sito www.matera2019.it  e che hanno contribuito a trasformare il salottino buono del centro storico in una discoteca all’aperto tra luci da palco, brindisi di spumante locale  e una sequenza di immagini live proiettate sulla facciata di Palazzo Lanfranchi dal visual artist materano Luca Acito.

Tanto i giovani in piazza, almento 2000, ma anche numerosi turisti che  dai rioni Sassi hanno raggiunto il centro per divertirsi e per scattare selfie e foto che hanno fatto il giro del web. Serata riuscita con il fondale dei Sassi illuminati dalla luce della luna nella fredda serata dell’ultimo dell’anno e  che ha aperto il dibattito su spettacoli, concerti ed eventi autoprodotti o in rete per valorizzare l’offerta materana, lucana e meridionale.

E se passassimo alle percussioni, con il tamburo a frizione del virtuoso (anche nella voce) di Rino Locantore, dei tamburelli, fisarmoniche dei Ragnatelafolk o, ancora, dei tanti interpreti di cornamuse e ciaramelle della tradizione lucana. E poi cori polifonici, orchestre e complessi di Conservatori, scuole al confronto con altre realtà europee. Una potenzialità da estendere all’offerta culturale diversificata (pittura, scultura, danza, video, immagine, poesia, teatro e altro ancora) che periodicamente “passa’’ per sale, gallerie, mediateche, auditorium, piazze di Matera, della Basilicata e del Mezzogiorno.

Il percorso che ha portato alla vittoria di capitale europea della cultura per il 2019 ha messo in luce belle e interessanti realtà, che  vanno valorizzate.Dovrà farlo la Fondazione, che prenderà il posto del Comitato Matera 2019, per concretizzare quanto è indicato nel dossier di candidatura.  Una operazione da portare avanti con lungimiranza, capacità organizzative e relazionali supportate da professionalità per continuare a far rete, attrarre risorse e flussi di turismo culturale che non potranno che far bene all’economia locale.

Un percorso possibile qualificando spazi o realizzando di nuovi ( si pensa a un teatro ma anche al recupero di aree come la Cava del Sole) ma tenendo conto anche delle tante proposte progettuali finite nel cassetto che possono tornare utili per ottenere risposte in tempi brevi sulle opere di cui Matera e la Basilicata hanno bisogno, per evitare che altri possano imporci iniziative o progetti estranei alla nostra tradizione. Il fare sistema “insieme’’ è una opportunità per il futuro da non dimenticare e per questo occorre supportare questo lavoro di professionalità tecniche, amministrative e gestionali per concretizzare opere e progetti.

Ma si attende che il privato faccia la propria parte con una mutata e accresciuta capacità imprenditoriale. Lo sforzo tangibile compiuto durante il vittorioso percorso di candidatura è un patrimonio da non disperdere, insieme alla “accoglienza’’ dei cittadini.

Quanto sperimentato alla fine del 2014 con Naturarte lo conferma. Le abitazioni messe a disposizione dell’Ente Parco da 11 famiglie per l’iniziativa delle Case Ospitanti, lungo itinerari artistici che prevedevano scambi di libri, concerti, letture di poesie, racconti tradizionali, hanno consentito di far conoscere con una formula nuova e amicale la cultura dell’accoglienza e di diverse espressioni artistiche locali. Un sorriso, prodotti tipici, vino, i suoni del variopinto gruppo Alla Bbun (Alla Buona) e il concerto finale in Casa Cava con gli eclettici musicisti di contrabbasso “The Bass gang” hanno messo le basi per ripetere l’iniziativa in primavera e con un successo annunciato quanto a presenze turistiche.

Musica e ancora musica,dunque,  con le proposte dell’Orchestra Ico della Magna Grecia-Festival Duni, Fondazione Orchestra Lucana, Lams, Gezziamoci, Polifoniche e Corali, ma ricordiamo  anche le mostre diffuse nel polo museale che da Palazzo Lanfranchi (mostra Pasolini per il vangelo secondo Matteo) passa per l’archeologico Ridola al Museo della scultura (Musa) a Casa Ortega, alle chiese rupestri di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù, fino a quelle private di Momart, Opera arte & Arti con il progetto Lego per i Sassi e di Casa d’Imperio con una antologica del disegnatore satirico Beppe Mora, senza dimenticare  la miriade di piccole ma interessanti iniziative che spesso si sovrappongono a causa di un spontaneismo positivo ma che andrebbe coordinato per raggiungere un pubblico vasto.

Lo spartito è pronto. Tocca alla città, ai compositori proporre un’aria nuova di respiro europeo per coro e orchestra, quello del futuro sostenibile, credibile, legato alla produttività culturale del territorio e al protagonismo dei tanti giovani tornati in città e  in regione per le festività natalizie. Dar loro una possibilità concreta di protagonismo consentirebbe di dar forza al progetto di Matera capitale europea della cultura per il 2019 e per gli anni a venire  e a frenare o a scongiurare, chissà, il disegno-processo di accorpamento di pezzi della Basilicata alle aree metrapolitane. E questo sarebbe una sconfitta.

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