HomeCulturaU'masser i la masser pronti p' la Fest d' la 'BBr(i) con...

U’masser i la masser pronti p’ la Fest d’ la ‘BBr(i) con Ergghiò

Ci sono i ”costumi”,u’ chstim, come si indica i vestiti in dialetto materano e quelli del laboratorio dell’Associazione ” Erghiò” hanno lavorato sodo per la vestizione e l’uscita della coppia di protagonisti il 28 giugno prossimo. Lo faranno da via Casalnuovo (U’Mnnabbind) e chissà che l’anno prossimo non lo facciano dalla Masseria della Bruna. Quel luogo della Murgia identitario della Festa della Bruna del passato, quando il sostegno ”finanziario” per celebrare la Protettrice di Matera veniva dall’offerta dei cereali, del raccolto di grano in prevalenza. Reminiscenze e auspici organizzativi a parte quanto abbiamo ammirato e apprezzato nella sala ”Laura Battista” della Biblioteca provinciale, per presentare gli eventi di LaBrn,https://giornalemio.it/cultura/a-fatie-con-ergghio-a-la-ptaj-de-la-madenn-d-la-bbrin/ , ci ha colpito per i risultati raggiunti nella fattura dei ”costumi”. Ed è stato Gabriele Nunzio Chiancone a raccontarci quanto realizzato, con il prezioso apporto delle donne in particolare, che hanno condiviso e portato avanti il progetto. Nel complesso sono stati realizzati 13 abiti per i pastori, della processione del 2 luglio, di popolani e del massaro Ciccillo (C’cciull) e della massara Marianna ( Marionn). Abiti tessuti a mano, al telaio, all’ordj grazie a una signora che continua a lavorare con quella tecnica tradizionale. A confezionarli Veronica Scardillo con la sartoria sociale, accompagnata dalla Caritas ”Piano A” .

Così camicette, corpetti, gonne, scialli, per citare alcuni accessori per le donne, pantaloni, gilet, camice, fazzoletti, calze e altro, frutto di un attento lavoro di ricerca sui ”costumi” del passato saranno indossati dai figuranti (citiamo Francesco Rizzi nel ruolo del massaro e di Marianna Vizziello la massara) di ”Ergghiò” per la festa del 2 luglio. Abiti ma anche monili, come quelli della Massara realizzati da Ludovica Parentini (nota sui social come ” Jadila Craff”), esperta in economia circolare per le sue creazione, che ha riprodotto -utilizzando a modello monili della nonna di un materano doc come Angelo Sarra- orecchini, puntale, e accessori di ornamento femminile dei capelli come la ”spaticc”. Una corona cesellata che veniva messa a corona del tupè ”u’ tipp” o crocchia e spilloni tremolanti (u’spull trm’lonn) che le ragazze da marito, in particolare, indossavano quasi fosse un richiamo luccicante per un possibile spasimante. E chissà che ornamenti e acconciature non possano far sbocciare nuovi amori sotto le luminarie del 2 luglio… Finita? I laboratori della Bruna si arricchiranno anche di una mostra fotografica” Tra la stella e il carro”, che sarà inaugurata il 15 giugno al civico 302 del rione Casalnuovo, con un confronto tra tradizioni: la Festa della Bruna di Matera e la Sartiglia di Oristano, con le immagini di Andrea Bianchi, Pietro Cicorelli, Angelo Pisciotta e Francesco Taratufolo. Che venga fuori un gemellaggio? Forse. Nella locandina cavalli e cavalieri delle due città schierati…allo squillo di tromba.

RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti