Coincidenze? Cielo azzurro serale e uno stormo di falchi grillai, in dialetto materano ” U’ strscign”, ha accompagnato il volo o tour a ritroso nel tempo(un dibattito peripatetico con radio nomade) di quel provocatorio gruppo di ” Uccelli” che dalla facoltà di Architettura di Roma nell’agosto del 1968 nidificò anche nei rioni Sassi di Matera, insieme ad altri volatili tedeschi reduci dall’esperienza di Kommune 1. E il racconto a portata di becco…è venuto naturale per quanti hanno assistito domenica 15 settembre in Santa Maria De Armenis alla proiezione del docufilm ” Uccelli” di Silvio Montanaro sulla storia di quel gruppo di socio architetti visionari e provocatori che hanno lasciato il segno nella ”Controstoria del 1968” . Una esperienza https://www.urbanexperience.it/eventi/68amatera/ favorita da una interlocuzione con Carlo Levi che aveva descritto vicende, storie e intuito la potenzialità della civiltà millenaria e contadini degli antichi rioni di tufo, e quanto quello stormo di ”Uccelli” dai capelli lunghi e dai modi di vita alternativi potevano fare dare uno scossone al dibattito sul ” Che fare?” di quel pezzo di storia culturale e urbanistica fatto di roccia, tufo e tanto pessimismo. La decisione di abitare in via San Giacomo a ridosso di una delle ” Cento Stanze” disabitate, così era chiamato dai ragazzi materani Palazzo Pomarici, e di interloquire con la popolazione locale con un percorso di ”autocoscienza” di quello che avevano dentro e intorno fu il primo seme piantato negli antichi rioni di tufo per un percorso che dieci anni dopo avrebbe portato all’esperienza di recupero e dei cantieri-lavoro di Rione Malve (ricordiamo Fabrizio Zampagni e non solo) al primo concorso internazionale di idee sul recupero e riqualificazione dei rioni Sassi. Una vergogna da riscattare nel quale avevano creduto ”a modo loro”, come riportano le sequenze del documentario, gli svergognati venuti da Roma, Berlino e dintorni. Non ci soffermiamo sui ricordi dei protagonisti, perchè auspichiamo che il film possa essere riproposto e visto da una platea più grande e dopo che saranno sbolliti gli effluvi debordanti e sovrapposti del calderone di eventi di Matera 2019. Ma alcune cose nel metodo e nei coinvolgimenti della popolazione ci hanno colpito, come le manifestazioni di piazza con metodo cinese (le massime e le buone pratiche del grande Timoniere Mao Tze Tung ) in piazza Vittorio Veneto per chiedere dignità e attenzione. Piazza che ebbe degli eccessi per la trasformazione in una notta di mezza estate di quei luoghi in una spiaggia con sedie e ombrelloni…Naturalmente non poteva durare e gli ”Uccelli” finirono in gabbia per una settimana a Potenza, ma furono scarcerati perchè le accuse proprio non reggevano …E così poterono prendere il volo verso altre terre e coscienze da scuotere, magari con un provocatorio sbarco dei Mille al Contrario… per la terremotata valle del Belice a Gibellina. Ma resta Matera con le provocazioni intellettuali (ne riparleremo in altro servizio) sulla presenza degli Uccelli, considerati un po’ come eredi dei ”Figli dei Fiori” (Woodstock è stato ultracelebrato) e di quella comune allargata ma di altra formazione ed estrazione che si dava appuntamento nel comprensorio del ”Fontanino” di via San Biagio, strada a ridosso dei Sassi dove avevano sede partiti di Sinistra e di estrema Sinistra e circoli culturali che sognavano un’altra Matera, un’altra Italia e con una spinta ideale e ideologica che allora era davvero forte. Esperienze individuali dei ragazzi nati tra gli anni Quaranta e Cinquanta come Giuseppe Cotugno, uno dei tanti scugnizzi come si dice a Napoli, che si aggirò intorno al nido degli Uccelli tant’è che ne ha immortalato alcuni aspetti nel conseguimento della laurea. ” La vicenda- racconta Giuseppe, che si è soffermato a pranzo con gli amici di un tempo- vissuta anche personalmente avevo 15 anni è stata oggetto di una mia ricerca che poi ho riportato in un capitolo della mia tesi in antropologia culturale sul tema ‘la vicenda dei Sassi, tra inchieste e storie personali” che mi portato a laurearmi in operatore dei beni culturali con il prof Mirizzi nell’ottobre 2018’. E oggi,che la città è cambiata e per certi versi stravolta da una economia che va avanti per conto suo sotto la spinta del turismo, guardarsi indietro è uno stimolo a riflettere su quello che è stato fatto e come è stato fatto”.

E l’interrogativo è proprio questo. Carlo Levi e tanti altri da Adriano Olivetti a Leonardo Sacco a Tommaso Giuralongo, da Josè Ortega a Rocco Mazzarone a Mauro Padula a Domenico Notarangelo ( un archivio multimediale al quale ha anche attinto il regista del documentario) a Pietro Laureano per citarne alcuni, sarebbero contenti dell’immagine e delle funzioni da ”turismo libero, mordi e fuggi” coinciso con l’esperienza piena di interrogativi, ma anche di stimoli e di alcuni progetti interessanti, di un anno da Matera capitale europea della cultura che volge al termine? La risposta, parziale, perchè il dibattito continua a volo di Uccelli…(lasciate perdere il noto di film di Albert Hitchcook) è venuta anche dopo il tour “dibattito peripatetico” partendo da via B. Buozzi, passando da via Muro sino ad arrivare a via san Giacomo, dove nel 1968 il gruppo di circa 60 studenti italiani e tedeschi de “gli uccelli” sostenuti finanziariamente da Carlo Levi occuparono per alcuni mesi alcune abitazioni ormai abbandonate Durante l’escursione guidata da Giuseppe Cotugno all’età di 15, testimone di quella occupazione il dibattito con i partecipanti è stato sollecitato da Carlo Infante con racconti inediti sull’esperienza materana di Paolo Liguori (straccio); Paolo Ramundo (capinera); Roberto Federici detto Diavolo, Anna Maria Ceci. Dopo mezzo secolo il cuore antico è rinato, ma l’anima contadina è scomparsa con un’altra economia autogestita o quasi, fatta di personalismi e protagonismi, dove è facile trovare una cancellata che blocca una percorso pubblico o un tetto trasformato in terrazza con tanto di ombrelloni parasole senza che alcuno che intervenga o ricordi che i ”beni comuni” vanno tutelati. Familismo “immorale” ,travisando la ricerca del sociologo Edward Banfield e i tanti ipocriti adattamenti da business sulla demoetnoantropologia diffusa. Altro discorso. Sul quale gli Uccelli hanno detto e ancora qualcosa la hanno da dire come Paolo Ramundo (capinera) a conclusione del docufilm.

” La società , la cittadinanza devono essere protagonista -ha detto Ramundo- Ci deve essere una grande tensione e attenzione democratica e partecipativa e significativa che diventa commovente per chi poi vive nei luoghi che ha partecipato,contribuito a proteggere e a tutelare, perchè fanno parte della storia del luogo. Sono contento ed emozionato per avere visto che i Sassi hanno recuperato un grande valore storico e significativo per questa vostra città. Mi è piaciuto averla rivista così viva, così simpatica. Propongo che questo filmato possa essere visto ancora da altri. La nostra esperienza è parte della storia di Matera”. Già la memoria a volte va via con un colpo d’ali e a volte ritorna, come i falchi grillai…o le specie di Uccelli di 50 anni fa. Tutti o quasi come ”Apache” Gianni Feo “volato” nel paradiso dei creativi.

SINOSSI DEL DOCUFILM

Documentario | Italia, 2018 | 54 min
Regia: Silvio Montanaro.
Cast: Paolo Ramundo, Martino Branca, Gianfranco Moltedo.
Produzione: Invideo Multimedia.
SINOSSI
Roma, 9 febbraio 1968: con l’involontaria complicità del giovane professore Paolo Portoghesi, gli Uccelli fanno il nido per 36 ore sulla cupola di Sant’Ivo alla Sapienza, occupando simbolicamente quella che fu la prima università della capitale. Così, per merito dell’iniziativa di tre ragazzi di Architettura, gli studenti escono per la prima volta dalle aule universitarie per dar vita a un ’68 diverso. Le iniziative degli Uccelli investono la vita di facoltà, la città e tutti, ma proprio tutti, i più grandi artisti del momento con cui avranno intense relazioni, spesso autoinvitandosi a cena per capire che persone erano e trarne ispirazione. Raccolgono consensi sempre più ampi e volano a Berlino dove entrano in contatto con i protagonisti della Kommune1, recependo il concetto che anche il privato doveva essere pubblico. Insieme occupano i Sassi di Matera su mandato di Carlo Levi e la loro iniziativa darà via a quel processo che renderà quelle abitazioni rupestri patrimonio dell’UNESCO, mentre a settembre, con il sindaco Corrao, danno alla terremotata Gibellina un futuro legato all’arte. Le loro iniziative e il loro modo di portarle avanti, rendendo la cultura, l’arte e il bello tutt’uno con la ribellione allo status quo, lasciano la sensazione che quella storia sarebbe potuta cambiare; non andò così e il ricordo degli Uccelli è volato via.
Festival: candidato ai Nastri D’Argento 2019; Evento speciale a Molise Cinema 2018