L’avremmo fatto prima , a ridosso di quella serata del 16 settembre scorso per la rimpatriata a Matera degli arzilli ”Uccelli” di una stagione creativa della storia del BelPaese https://giornalemio.it/cultura/uccelli-del-68-a-matera-nel-volo-du-strscign/ , ma tempo e sovrapposizione e sovraesposizione dell’anno di Matera capitale europea della cultura non ce l’hanno concesso. Meglio tardi che mai, approfittando della relativa quiete aperta dal ponte che da Ognissanti porta alla ricorrenza della giornata dell’Unità nazionale.Degli ”Uccelli’ ne aveva parlato ”don” Mauro Padula, pediatra e storico locale che meriterebbe l’intitolazione dell’ex Onmi di via Gramsci, nella pubblicazione “Palazzi antichi di Matera” (edizioni Altrimedia) per i ”Quaderni della Biblioteca provinciale”. E il capitolo su Palazzo Pomarici offri l’occasione, nel 2002, di parlare del passaggio degli ”Uccelli” e di altre esperienze che seguirono dieci anni dopo . Il resto con la Fondazione Zetema, promossa da Raffaello De Ruggieri, e il Musma è storia d’oggi. Noi ne raccontiamo un pezzo. Poi ci sono i ”Pomarici” . Ma di quella casata, e di altre,ne ha scritto e continua a parlarne il collega e storiografo meridionale Riccardo Riccardi.

DA PALAZZI ANTICHI DI MATERA di MAURO PADULA

” Non a tutti piacque lo svuotamento forzato dei Sassi che erano stati sbarrati e presidiati perchè nessuno potesse farvi ritorno. Il progetto di una spedizione a Matera, nacque ha scritto Martino Branca nel lavoro ‘Quando gli ”Uccelli” occuparono i Sassi”) nella casa di Carlo Levi. In un pomeriggio di primavera lo scrittore torinese ripeteva con lentezza il racconto della sua prigionia e poichè il gruppo chiamato ‘Gli uccelli” chiedeva con insistenza notizie del confino in Basilicata, Levi suggerì con calore un viaggio per una ricognizione dei luoghi lucani. Aveva amato il Meridione, contadino per fascinazione sociale, e volle comunicarla suscitando negli ”Uccelli” la memoria di una città splendente e negletta, sottratta ai suoi abitanti e consegnata di forza all’archeologica. Quando arrivarono gli”Uccelli”, nel luglio1968, le case erano state ridotte deserte, murate e dimenticate da tutti. Per gli “Uccelli” l’obiettivo fu principalmente culturale, e poichè il movimento già prendeva la via della frammentazione, il gruppo puntò a una operazione internazionale: nell’Università di Berlino si reclutarono studenti tedeschi, in quelle di Roma e Milano si reperirono i fondi. L’occupazione di Palazzo Pomarici durò pochi giorni. Nell’autunno si tentò una seconda fase: portare nei Sassi un corso universitario di composizione architettonica: vi aderirono due docenti. Ma la seconda fase del progetto non ebbe mai corso.L’iniziativa del gruppo gli ”Uccelli” che, venuto a Matera, occupò Palazzo Pomarici, ebbe lo scopo di evidenziare la situazione venutasi a creare nei Sassi dopo lo svuotamento e di cercare di rivitalizzarli. Fu però un movimento e un’attività di breve durata”.

 

E Mauro Padula, figura umile, appassionata e competente della storia locale insieme a sua moglie Camilla con la quale ha diviso questa passione, descrive un’altra esperienza di ricerca e giunta a buon fine nello studio di Palazzo Pomarici. “Un altro gRUppo ha eleborato uno studio su Palazzo Pomarici . scrive ancora Padula- e ha esaminato la possibilità di un eventuale progetto di restauro, La ricerca, condotta da un gruppo di studenti della facoltà di archietettura di Roma, è stata pubblicata nel 1979 con il titolo ”Palazzo Pomarici Matera, Analisi e progetto di restauro”, mette in evidenza l’interesse che il mondo ha avuto per salvaguardare un patrimonio in stato di abbandono. Cesare De Seta, in prefazione alla citata pubblicazione, ha scritto : ”C’è da dire che i giovani hanno condotto il puntuale rilievo sono una testimonianza positiva di una generazione che ingiustamente viene accusata di non sapere tracciare una linea sul foglio”. Si trattava ,invece, di un contributo autentico per la conoscenza del monumentale Palazzo Pomarici, cosiì complesso e stratificato nel corso di molti secoli.”Ogni particolare- dalle grondaie alle tegole, ai poggiamani dai parapetti, al disegno dei cortili- sono una testimonianza di una secolare dedizione alla propria casa” E Padula continua nella descrizione del lavoro dei giovani progettisti contenuto nel lavoro delle edizioni Meta ”Palazzo Pomarici”. Un pool di professionisti destinato a lasciare il segno dopo 40 anni da quel lavoro: Roberto Bray, Elisabetta Corrado, Lenardo Marinelli, Alfio Marzano, Claudio Menichelli e … Paolo Stasi. Anche loro come gli ” Uccelli” , dieci anni prima, meritano un ricordo particolare (una sala, una targa, uno spazio) nella storia che ha portato al recupero di Palazzo Pomarici , all’avvio delle prime esperienze gestionali, alla Fondazione Zetema e a quel sogno nel cassetto diventato realtà che è il Museo della scultura contemporanea di Matera. Il primo al Sud e realizzato in ambienti ipogei…