Ironici, irriverenti e impareggiabili, sulle punte con scarpette “45”, i ballerini del Ballet Trockadero di Montecarlo…quanto le “etoiles en rose”  della danza internazionale, che hanno chiuso a  Matera la stagione di “Matera in musica” con uno spettacolo che ha strappato sorrisi e applausi verso un genere artistico particolare.

Una buona pratica, quella dell’ironia sostenuta da tanta professionalità, in grado di avvicinare al balletto il grande pubblico e non solo quello degli addetti ai lavori o delle scuole, numerose nella serata al teatro Duni. In platea e galleria tanta curiosità per vedere all’opera ballerini in tutù, scarpette e calze maglia che lasciavano intravedere corpi scolpiti da forme di una muscolatura virile…

Sorrisi e allusioni d’obbligo all’avvio dello spettacolo, favoriti dalla voce fuori campo di una ballerina in falsetto che annunciava il programma della serata con il Lago dei Cigni, il passo a due di Don Chisciotte, la pausa per la morte del cigno e le indisposizioni di una ‘’stella’’ del palcoscenico diretta al teatro di un paese della Valle del Sinni dalla nomea di una sorte poco leggiadra per stare in tema… se avessero sibilato i fischi come le fucilate dei Bolscevichi. Spasiba! Grazie, in russo.

E di teatro e posa della prima pietra  per un”teatro alla Scala a Matera” hanno parlato, salutando il pubblico Saverio Vizziello, direttore del Festival Duni, e Piero Romano direttore dell’orchestra Ico della Magna Grecia, che qualcuno avrebbe voluto con una mise da ballerine per una esibizione con il “Trocks’’. I capelli lunghi c’erano, ma i passi sarebbero stati circensi o quasi…per cui hanno optato per un bilancio di quasi tre lustri di attività, sull’investimento nei giovani “il mattone della cultura del futuro” e sui risultati raggiunti nella stagione appena conclusa con una rassegna che unisce la città dei Sassi a quella dei due Mari, Taranto, tanto da  raggiungere a Matera  7000 spettatori  (di cui 350 abbonati) in 15 spettacoli.

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Una pausa  per ora è poi l’estate con il festival Duni. Nessuna indiscrezione sui nomi ma tanta buona volontà e un pensiero preoccupato al futuro, ai luoghi su dove tenere gli spettacoli nelle prossime stagioni…Un segnale rivolto al pubblico, agli imprenditori dei “contenitori” alla prese con i conti da far quadrare e ai futuri amministratori della cosa pubblica.

Ci vorrebbe un balletto della “Municipale materana”, magari diretto da Sparagna o Bregovic, con un crescendo di consensi come quello dei Trocks, che hanno ironizzando con abilità sulle movenze di cigni e principesse del “Lago dei cigni’’ sulle musiche di Chaikovskij, utilizzando di volta in volta costumi bianchi, rossi e neri…e  facendo attenzione a non perdere le piume. Ci vogliono, infatti, colla e collant, fard e cerone e allenamento a stare sulla punta o sulla corda, magari con un’aria sulla quarta corda di Bach…

Si può cambiare musica nella Città dei Sassi? Sono di buon auspicio le prospettive aperte dall’investitura di Matera a capitale europea della cultura per il 2019, ma occorre partire con il piede giusto e con una Fondazione “Basilicata-Matera 2019” che abbia forza e ali per farlo, ma con le scelta di una “compagnia di ballo”, altamente professionale e che sappia far danzare e incantare tutti, partendo da risorse e da quanto di valido fatto finora. Niente mazurche paesane, con compari e comari da festa sull’aia che non aiuterebbero di certo – come ripete un antico detto popolare –  a mettere i fichi nel panaro. Sarebbe una festa paesana dal respiro corto, con  protagonisti di basso profilo votati a una brutta figura.

Servono ‘’etoiles’’, stelle che brillino di professionalità, impegno e creatività  e un maggiore coinvolgimento dei cittadini come una ‘’Fondazione’’ richiede. Ballerini e cittadini ‘’en place’’, in pista  la ‘’politica responsabile’’  per Matera e la Basilicata con un passo doppio, tra il 20 e il 19 e oltre.