HomeCulturaTornata fruibile a San Mauro Forte la Biblioteca dedicata all'archeologo Di Cicco

Tornata fruibile a San Mauro Forte la Biblioteca dedicata all’archeologo Di Cicco

…e c’è voluta proprio la passione dell’archeologo – archivista ”sul campo” Antonio Grasso se la comunità di San Mauro Forte (Matera) ha potuto riavere dopo oltre tre lustri la sua biblioteca dimenticata, all’interno di Palazzo Acquaviva che è sede del Municipio. E tra la polvere del tempo e quella della burocrazia Grasso ha aperto la porta alla primavera della cultura ritrovata, con una paziente opera di classificazione di 6000 volumi di vario genere e con non poche sorprese per quanti, già dai giorni scorsi, hanno cominciato a consultare, sfogliare con curiosità, passione e magari andare a ritroso del tempo sulle radici di un Paese che ha tanto raccontare e tramandare. La Biblioteca, descritta con semplicità e passione da Antonio, è stata dedicata all’archeologo originario di San Mauro Forte, Vittorio Di Cicco che fu il primo direttore (dal 1901 al 1926) del Museo archeologico provinciale di Potenza e autore di importanti scoperte e rinvenimenti. Nella Biblioteca uno spazio è dedicato a oggetti che ne ricordano l’attività. E ”scava scava” non è escluso che nei mesi a venire San Mauro non dedichi all’illustre concittadino un evento culturale di rilievo.

                                                                   SAN MAURO RIAPRE LA BIBLIOTECA
Dopo 16 anni di inattività e di chiusura al pubblico, in uno spazio del Comune completamente rinnovato
SAN MAURO FORTE – Uno spazio socio-culturale restituito alla comunità. Dopo quasi 16 anni di inattività e di chiusura al pubblico la biblioteca comunale di San Mauro Forte riapre le proprie porte in una “veste” completamente rinnovata. Chiusa alle soglie dell’estate del 2010, col pensionamento del precedente addetto, la nuova sede è sempre al piano terra del settecentesco palazzo Acquaviva, dove sono allocati gli altri uffici comunali, ma in linea con il rispetto delle barriere architettoniche. Realizzata, poco più di 10 anni fa, grazie a un finanziamento regionale di circa 120mila euro, non è mai entrata in funzione come bibliomediateca, in base al concepimento progettuale. Anzi, negli ultimi anni, è stata – in parte – utilizzata come sede di altri uffici. Adesso, per volontà dell’attuale Amministrazione comunale e dell’assessorato alla Cultura, ha ripreso la sua “naturale” impostazione. Distribuita su tre ampie e luminose sale, la nuova biblioteca custodisce circa seimila volumi e diverse prime edizioni, come ad esempio “L’uva puttanella” e “Contadini del Sud” di Rocco Scotellaro, pubblicati da Laterza a metà anni Cinquanta del secolo scorso. Per questo, nel suo piccolo, ha un valore storico. Purtroppo, una parte dei libri (quelli più datati) conservati versano in condizioni piuttosto precarie, considerato anche il lungo periodo di inutilizzo ed abbandono. Infatti, dopo la chiusura della vecchia biblioteca e, poi, con la conclusione dei lavori di riqualificazione della nuova, i circa seimila testi furono trasferiti da una parte all’altra ed ammassati alla rinfusa.

Ad essersi occupato del loro “recupero” e del riordino sezionale è stato il giornalista e scrittore, Antonio Grasso. Delle tre sale di cui si compone la biblioteca la prima è quella dell’accoglienza ed ospita tutte le pubblicazioni riguardanti la Basilicata, la seconda è riservata alla lettura, alla ricerca e lo studio e la terza è adibita a solo scaffalatura. E proprio in segno di radicamento al territorio e di valorizzazione della cultura locale che la nuova biblioteca è stata intitolata alla memoria di Vittorio Di Cicco, storico archeologo lucano, originario di San Mauro Forte, e primo direttore del Museo archeologico provinciale di Potenza nonché autore di importanti scoperte e rinvenimenti come documentato, fra l’altro, proprio negli spazi della biblioteca, dove è possibile ammirare anche alcuni suoi effetti personali. In fondo, un piccolo paese che crede ancora nella cultura e gli attribuisce un valore fondante è un paese che può ancora dire la sua.”                                                                                                  L’addetto stampa

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