E alla fine, parafrasando la chiusa delle favole, tornarono a essere ammirati nel loro antico splendore. Merito della lungimiranza di Istituzioni culturali come il Polo Museale di Basilicata, diretto da Marta Ragozzino, se si recupera alla pubblica fruizione un patrimonio culturale che sembrava perso per sempre, poi recuperato e quindi restaurato grazie alle opportunità offerte da privati, come Banca Intesa.

E’ quello che è accaduto – come riporta la nota che pubblichiamo più avanti- per il restauro di due interessanti pale d’altare realizzate da Pietro Antonio Ferro, uno dei maggiori artisti lucani del Seicento, per la chiesa del convento francescano di Tolve tra 1621 e 1622. Opere trafugate nel 1996, poi ritrovate in pessime condizione nel 1998 fino alla lunga attesa per il restauro.

Un progetto, che ha coinvolto, anche insieme alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio della Basilicata e in collaborazione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la Scuola di alta formazione in conservazione e restauro dell’Istituto centrale per la conservazione e il restauro. Bene.

E’ un bel segnale per il nostro patrimonio artistico e culturale che merita la giusta attenzione e adeguate risorse per l’attivazione di strumenti di tutela, manutenzione, restauri e, naturalmente, organici e promozione. Qualcosa si muove ma ancora non basta. La sinergia pubblico privati è una opportunità. L’auspicio è che questo esempio possa essere seguito anche da altri.La lista di attesa delle opere da restaurare nel BelPaese e in Basilicata è lunga… Mano alla coscienza, alla sensibilità e al portafogli.

RESTITUZIONE DUE DIPINTI DEL FERRO

Comunicato stampa

Stasera, lunedì 19 novembre alle ore 19.00 in occasione del consueto appuntamento del 19 di ogni mese, per avvicinarci insieme all’inizio del 2019, il Polo museale della Basilicata, insieme alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio della Basilicata e in collaborazione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la Scuola di alta formazione in conservazione e restauro dell’Istituto centrale per la conservazione e il restauro, presenta il restauro di due importanti pale d’altare realizzate da Pietro Antonio Ferro, uno dei maggiori artisti lucani del Seicento, per la chiesa del convento francescano di Tolve tra 1621 e 1622.

Le due pale d’altare, raffiguranti Madonna con Bambino e i santi Francesco e Eligio e Madonna Immacolata con Bambino e Santi, vennero trafugate dalla chiesa in una notte di settembre del 1996 insieme a nove piccole tele settecentesche che decoravano la balaustra della cantoria.

Nel febbraio del 1998, tutte le opere vennero ritrovate in un bosco nei pressi del paese, in condizioni conservative pessime, piegate all’interno di uno scatolone di cartone, fradicio d’acqua e sporco di terra.

Consegnate alla Soprintendenza, si scelse allora di non intentare alcun intervento conservativo, considerate le condizioni disastrose di tutte e specialmente dei due dipinti di Ferro, che furono tra l’altro tagliati, per estrarli più rapidamente dalle cornici.

Nel 2016, a distanza di vent’anni dal furto, il Polo museale della Basilicata ha inteso candidare alla XVIII edizione del Bando “Restituzioni” di Banca Intesa il progetto di restauro dei due dipinti della chiesa di Tolve. Nel 2017 Banca Intesa ha scelto di finanziare il restauro di una delle due opere, la Madonna con Bambino e i santi Francesco e Eligio, esposta da marzo a settembre scorsi alla grande mostra Restituzioni alla Venaria Reale.

L’ottimo risultato dell’intervento, condotto da un’ATI costituita da Consorzio C.B.Art di Roma e Ocra s.r.l. di Matera con la collaborazione dell’Istituto centrale per la conservazione e il restauro che ha contribuito con le preziose indagini diagnostiche, ha indotto il Polo museale a promuovere con risorse proprie il restauro della seconda tela, affidato in continuità, date le medesime condizioni conservative, agli stessi operatori locali, che avevano condotto con perizia il primo restauro.

Per festeggiare il rientro del primo dipinto da Venaria Reale e la conclusione dell’intervento sul secondo dipinto, Polo museale e Soprintendenza insieme all’Arcivescovo della Diocesi di Acerenza, alle autorità ecclesiastiche di Tolve, hanno deciso di realizzare l’esposizione delle due tele nella chiesa del Carmine di Palazzo Lanfranchi.

In occasione delle festività natalizie, si intende infatti presentare il successo degli interventi, una vera e propria RESTITUZIONE che riconsegna alla comunità intera -e al catalogo del pittore- due dei suoi più importanti dipinti, permettendo di gettare nuova luce su un artista dotato e atipico, al quale dovrà essere dedicata presto una completa ricognizione.

Vi aspettiamo!

Matera, 19 novembre 2018