Versi, pensieri e parole in rima baciata , riflessiva e con un pizzico di fantasia non possono che far spuntare il fiore della sensibilità nelle strade di Matera all’avvio del 2020, dopo l’anno da capitale europea della cultura. E il ritorno dei versi dell’anonimo poeta della serra non può che essere apprezzato, per la semplicità e il decoro degli scritti lasciati dove capita ma ben in vista. Ne segnaliamo uno: ” Un bruco volle fare l’impaziente e andò da un ragno ancor più impertinente . Per farsi fare un bozzolo carino e trovarsi ”farfalla” già al mattino ed ebbe senza dubbio un bell’ardire. Ma inutile dire come andò a finire”. Annuncia la primavera… Che dite?