Dopo l’abbuffata, spesso a sproposito, degli anglicismi forzati dell’anno di Matera capitale europea della cultura che non hanno fatto alcuna presa (tranne le consuete eccezioni elitarie) nella comunità locale, è giusto rinfrescare la memoria sui nostri toponimi . Altrimenti parlare dei rioni Sassi ( non mancano i somari che li riportano con la esse minuscola) senza conoscere perchè si chiamano così e da dove vengono i toponimi Caveoso e Barisano, è come parlare di luoghi senz’anima. E l’anima sono i loro abitanti e le tradizioni del passato, che hanno visto consumare piatti di cialledda fredda e calda ( altro che insalate di pane materano da menù 2019) e tenute vive indicazioni a memoria su luoghi, strade, vicinate, calate e slarghi, E così grazie al Museo virtuale materano (Muv) sarà possibile colmare la lacuna o rinfrescare la memoria, con un incontro in programma venerdì 29 novembre alle 18.00 presso l’ex Ospedale San Rocco. E il Muv ne cita alcuni ” Vi siete mai chiesti quale sia l’origine dei nomi Casalnùv, U Mòlv, U M’nnabbìnd o di altre zone di Matera, compresi i nomi dei rioni nuovi Serra Venerdì o Serra Rifusa?” L’invito è a scoprirlo insieme con l’Associazione MUV Matera unendo le ricerche di Angelo Sarra, Pasquale Doria, Emanuele Giordano e Domenico Bennardi. Con racconti, foto e testimonianze popolari.
Ai partecipanti sarà distribuita una copia omaggio della “mappa della memoria”  Arr’ch’rdotv! Ricordatevi. O’ sptel vecckj, a Sant Recck, v’rn’dija c’ van 29 novambr. Ex ospedale San Rocco, venerdì prossimo 29 novembre. Traduzione simultanea, con qualche comprensibile errore di trascrizione…Ed è quello che avremmo voluto vedere almeno in pillole nell’anno della miriade di eventi, scivolati come l’acqua sul marmo, , dove il dialetto è stato ignorato anche nella filiera della demoetnoantropologia . Meno che ci sono il Muv e quanti tra associazioni teatrali, culturali e studiosi di storia locale che  la cultura dei rioni Sassi e del rupestre continuano a difenderla e a valorizzarla.