Era uno dei tanti giochi che coinvolgevano i ragazzi dei rioni Sassi e poi al piano, in centro e nei nuovi quartieri. Protagonisti i tappi metallici delle bottiglie di birra, a cominciare dal ‘peroncino’ della Peroni,della gazzosa ”Lasala” di spuma e chinotto e più avanti della ”Fanta” della ”Coca Cola”e della Pepsi. Bastava un cerchio disegnato con una pietra o un gessetto per cominciare la sfida, sospingendo i tappi- chiamate in gergo ”tappette”-con una spinta del dito indice, frizionato sotto il pollice. E i quadretti rievocativi realizzati con l’intelligenza artificiale da un ragazzo di quegli anni, Franco Vitulli, ci riporta a quello spirito di sana competizione che invitava a tirare fino a tardi. Le ”tappette” e qualcuno le collezionava, perché poteva capitare una bibita che raramente si vedeva da queste parti,d’importazione,portata da materani che risiedevano al nord o all’estero. Altri, e lo abbiamo fatto anche noi, schiacciavano o ”cazzavano” come si diceva in dialetto con una pietra o un martello per fissarle tra i raggi della bici. Un effetto arcobaleno unico… E la strada restava il luogo di intrattenimento e di animazione per sperimentare la trottola, u’ strimml, la lippa ”u’ pucc(i)l, le biglie ( le pecozze) e per i più grandi sui marciapiedi pavimentati con i mattoni della ditta ”Manicone e Fragasso” la sfica a spaccachianca, con le monete che per una spanna consentivano di portare a casa una moneta da 5,10,20, 50 o 100 lire…Le pagine dei giochi del passato (tante ricordi e pubblicazioni su questo tema) sono davvero intense con un elenco di femminili come la ”campana” o ‘settimana” a ”buon giorno Re” al cucù, il fischietto in terracotta a forma di uccellino, che coinvolgeva femmine e maschi. E per questi ultimi dalla bandiera svizzera, a cacastritt, cavall i ‘sc(i)mmend, al gioco del pallone, fino alla carrozza realizzata con tavole e cuscinetti a sfera, per citarne alcuni, non c’era tempo per annoiarsi. Bisognava aver la testa al gioco, la chep o’ sciuch,come voleva la vita di strada, finchè le mamme a tarda ora non richiamava a voce alta ” Pascalin, Biasin, Stacckjicc…” perché tornassero a casa per lavarsi, cenare e andare a letto. Scuola e lavoro non si potevano ignorare…
IL GIOCO DEI TAPPI



GIOCO CUCCU’




