Chissà quante ne avrà sentite il bronzeo ”zappatore” silenzioso di piazza Vittorio Veneto ( realizzato dallo scultore Nicola Morelli) ed emblema della civiltà contadina dei rioni Sassi tra i conciliaboli di uomini che si guardavano negli occhi, stringendosi la mano per un accordo o un impegno da onorare . Altri tempi. .E ora per un tocco del grafico quel zappatore ha indossato la cuffia, per recuperare suoni del passato che vogliono radicarsi nel futuro remoto. Per questo serve la cuffia…collegata alla memoria del passato, quella che è rimasta, per un lavoro della durata biennale, promosso dall’Onyx jazz Club, con la Fondazione ”Matera -Basilicata” e i ragazzi di ”Unibanda” che hanno coinvolto i colleghi delle Università degli studi di Basilicata e di Hannover (Germania).

E il lavoro di campionatura dei suoni (dagli squilli di tromba del trombettiere del 2 Luglio alle campane del piano ascoltate dal ruscellante fondo della gravina, il montaggio di filmati e di un percorso di approfondimento partito con la tesi di laurea ”Meta Matera” di Miriam D’Ignazio , conseguita presso l’Università di Pescara, con l’interrogativo iniziale d un museo della cultura (?) , hanno consentito di far scoprire una città ”risonante” poco conosciuta o poco considerata. Tant’è che il 26 settembre il musicista statunitense Joe Johnson eseguirà una partitura ad hoc, con i musicisti dell’Onyx e con il noto trombettista Paolo Fresu. Quasi un fil rouge sonoro che porterà a scoprire, luoghi e memorie dove fare cultura. Gli ipogei di Palazzo Viceconte, Casa Cava (luogo simbolo della sonorità del tufo), vicinati, cantine e tutti i luoghi dove l’uomo ha lasciato ”note ” di vita o realizzando una attrazione risonante sul tema dell’acqua, intorno all’area delle Chiesa dell’Idris e del Monterrone. Provocazioni. Leggete, approfondite e ascoltate… Non ci dilunghiamo perchè vi invitiamo a scoprire passo dopo passo ” I suoni del futuro remoto” in quella fucina -laboratorio di cultura e progetti che è la sede dell’Università di Basilicata. Lo farete leggendo mappe, testi, sezioni di ambienti ipogei e immergendovi nella ”camera oscura” dei suoni tra passato, futuro e presente. Davvero un ottimo lavoro, fatto quasi in silenzio…E non dimenticate di lasciare le vostre impressioni su un foglietto. Ai ragazzi e ai docenti di Unibas, che li hanno seguiti e continueranno a seguirlo, il confronto con i visitatori, i concittadini è di stimolo per perfezionare il lavoro di ricerca fin qui eseguito. E ci piacerebbe, come abbiamo suggerito, che una sintesi di quel lavoro possa essere ‘ascoltato” dai visitatori e dai residenti, utilizzando il supporto della multimedialità nei vari punti di ascolto da attivare al piano, nei Sassi o nel parco della Murgia. E’ la città ”risonante” sognata da alcuni, limitata oggi all’area di piazza del Sedile -via Duomo- dove è il Conservatorio musicale ‘ Egidio Romualdo Duni”. Il resto è frastuono di scoppiettati motori diesel, decibel da liberi imbonitori e parlarsi addosso con concreta (ahinoi) ipocrisia tra ”slow”, resilienza e ”smart” lungo le strade del turismo insostenibile. Uno sguardo a Venezia, a Firenze e alla Matera oggi…

SUONI DEL FUTURO REMOTO. IN MOSTRA ALL’UNIBAS
LE INSTALLAZIONI SONORE DEGLI STUDENTI DI UNIBANDA

Sei installazioni suddivise in quattro temi per raccontare i suoni naturali di una città, ma anche il suo rapporto con mutazioni e permanenze del territorio.
E’ questa l’idea che ha mosso l’attività degli studenti di UniBanda che hanno svolto un lavoro di ricerca e soundrecording nell’ambito del progetto Suoni del Futuro Remoto, progetto di Matera Capitale europea della cultura del 2019, co prodotto da Onyx Jazz club e da Fondazione Matera Basilicata 2019. Le prime tre installazioni, frutto del lavoro svolto dalla primavera del 2018, saranno aperte al pubblico dal 20 al 26 agosto (esclusi i sabato e le domeniche) al Campus dell’Università di Basilicata in via Lanera/via Castello. Inaugurazione il 20 agosto alle 18.
Ognuno dei lavori seguirà un filo conduttore: il primo, aperto dalle 17 alle 20 nell’aula A203, intitolato “Tutto ti parla”, è la sintesi del lavoro svolto dall’Unibanda per il progetto Suoni del Futuro Remoto, dal field recording (collaudi sonori) fino alle tracce sonore (installazioni).
Il secondo, allestito al secondo piano del Campus e aperto dalle 8 alle 20 si intitola “sonori” e restituisce il giorno più lungo di Matera attraverso i suoi suoni. Il paesaggio sonoro della Festa della Bruna è stato scomposto in quattro categorie. A ciascuna di esse corrisponde un totem che, collocato in aree diverse del campus, costituisce una sorta di pietra miliare attraverso la quale sarà possibile ricostruire l’esperienza che da 630 anni si rinnova ogni 2 luglio, dalla processione dei pastori all’alba fino ai fuochi pirotecnici a mezzanotte.
Infine la terza installazione aperta dalle 8 alle 20 all’ingresso dell’Università in via Castello intitola “MetaMatera” e propone una riflessione su quali siano il tempo e lo spazio dell’architettura contemporanea e quali possano essere le connessioni fra spazi- persone-usi-idee. L’occasione sono le quinte, le camere urbane e i paesaggi culturali di Matera. Obiettivo di questa riflessione è individuare principi che costituiscano l’opportunità di lavorare su una dimensione invisibile della città.
Il progetto Suoni del Futuro Remoto pone al centro la ricerca e la valorizzazione dei suoni della città, dai luoghi naturali a quelli delle botteghe artigianali, dei vicinati e della vita di tutti i giorni, per trasformarli in musica.
Attraverso un lungo e accurato lavoro di soundscaping portato avanti per mesi dagli studenti di UniBanda, è nata una partitura musicale realizzata dal musicista statunitense Joe Johnson che ha trasformato suoni naturali in note musicali e che sarà eseguita a settembre in un concerto che avrà come guest star Paolo Fresu che suonerà insieme al Collettivo Onyx.

I CONCERTI
MUSICHE ORIGINALI PER SUONI DEL FUTURO REMOTO
CON GAZE OF LIZA E NILS BERG CINEMASCOPE

Spazio ai musicisti materani emergenti e ai grandi nomi internazionali nei due appuntamenti di agosto di Suoni del Futuro Remoto. I prossimi concerti si terranno nell’aula magna del Campus di Lanera e a Casa Cava dove lo spirito del progetto Sfr, progetto di Matera Capitale Europea della cultura del 2019, coprodotto da Onyx Jazz club e da Fondazione Matera-Basilicata 2019, si ritroverà nella musica ispirata dai suoni naturali della città.
Il primo appuntamento è previsto venerdì 23 agosto alle 20,30 nel Campus di Lanera (ingresso con Passaporto per Matera 2019 fino a esaurimento posti) con i “Gaze of Liza” composto da Pierdomenico Niglio (voce, percussioni e sintetizzatori), Carmelo Fascella (chiratta elettronica), Damiano Niglio (basso elettrico, contrabasso).
Il secondo appuntamento, invece, è suddiviso in più giornate a cominciare da sabato 24 agosto alle 20,30 a Casa Cava (ingresso con Passaporto per Matera 2019 fino a esaurimento posti) e vedrà sul palco Nils Berg e Cinemascope trio. Il gruppo è composto da: Nisl Berg (video, clarinetto basso, sax tenore, flauto), Christopher Cantillo (batteria), Joseph Kallerdahl (basso elettrico, contrabasso). Nel corso del concerto sono previsti interventi di Rino e Piernicola Locantore e di Joseph Burton, in collaborazione con Hoob Record Stoccolma e Associazione Semente. Nils Berg, Christopher Cantillo e Joseph Kallerdahl terranno anche un workshop a Casa Cava domenica 25 agosto alle 10 sempre a Casa Cava (ingresso libero fino a esaurimento posti).
Il concerto di Nils Berg verrà replicato anche domenica sera 25 agosto alle 20,30 (ingresso con Passaporto per Matera 2019 fino a esaurimento posti) sempre a Casa Cava.

Di seguito le biografie dei due gruppi:
I Gaze of Lisa sono un trio materano formato da Carmelo Fascella (voce, chitarra), Pierdomenico Niglio (batteria, voce, sintetizzatori), Damiano Niglio (basso, cori, sintetizzatore). Nel 2018 esce il primo Ep, Hidden ottenendo buone recensione (MusicaZero, La gazzetta del mezzogiorno, Garage rock, TRAK). Il sound della band è caratterizzato dall’unione di sonorità elettroniche e rock, con chitarre processate e ritmiche sincopate impastate a sintetizzatori ambientali. Attualmente sono a lavoro per un nuovo disco. Per il concerto del 23 agosto il trio presenterà composizioni originali.

Nils Berg & Cinemascope Trio
Nils Berg è considerato una delle voci più influenti del Jazz Scandinavo. Sin dal suo debutto nel 2004, ha pubblicato otto album come leader ed ha avuto numerose collaborazioni in differenti progetti tra cui Håkan Hellström, il Cullberg Ballet, Forss e Mando Diao.Il Cinemascope Trio di Nils Berg, formatosi sette anni fa con Christopher Cantillo alla batteria e Josef Kallerdahl al basso, è un progetto la cui ampiezza di ricerca è sconfinata. Attraverso l’uso di video clips di cantanti e musicisti provenienti dai quattro angoli del mondo, la band crea non solamente una mu- sica nuova, ma anche una nuova ambientazione dove la Svezia, attraverso proiezioni sul palco, incon- tra il Bhutan, il Giappone, il Texsas o l’India. Un’esperienza di live concert oltre l’ordinario, dove i confini tra digitale e acustico si annullano: i suoni della performance dal vivo si fondono con quelli dei video degli ‘ospiti internazionali’, proiettati alle spalle del Trio.
La band ha pubblicato quattro album, il disco di debutto Popmotion (2011), Vocals (2013), Searching For Amazing Talent From Punjab (2016) e il recente We Seem To Be Drifting Apart (2019). Vocals è anche un film che, dopo essere stato proiettato nei cinema in Svezia, ha trovato una casa digitale su www.nilsbergcinemascope.com/vocals.www.nilsbergcinemascope.com/vocals. Nel 2018, Nils Berg Cinemascope ha realizzato il loro secon- do film,