Lo scampanio di armenti sulla Murgia, lo scorrere dell’acqua nel torrente Gravina, il vento che si insinua tra grotte e anfratti, i rintocchi di chiese dei rioni Sassi e del Piano, l’incidere della mano di uno scalpellino del tufo, il silenzio dei siti rupestri o dei luoghi del sistema di raccolta delle acque saranno alcuni dei luoghi ideali di ricerca,e poi di progettazione, che legheranno suoni e architetture del passato per un progetto di ‘’ascolto’’ che nella ‘’Città dei Sassi’’ ha avuto una originale sperimentazione con Audiobox il progetto festival di rai radio tre, ormai 30 anni fa, con Pinotto Fava e altri ‘’appassionati’’ in giro per cave di tufo e sentieri della murgia alla ricerca dei suoni dell’anima di una città millenaria. C’eravamo, e il presidente dell’Onyx Jazz club Luigi Esposito,ricorderà la curiosità con il quale quei pionieri ‘’auscultavano’’ il territorio. Allora era tutto percettibile, anche il passaggio di lucertole e gechi o di una biscia che entravano nelle ‘’chiare e fresche dolci acque del torrente Gravina’’ o tra vicinati e case dei Sassi, da restaurare con il primo piano biennale della legge 771/86. Oggi con la colmata di strutture ricettive e della filiera della ristorazione è più difficile, anche sentire al lavoro una bottega artigiana. Ma siamo alla vigilia dell’anno della “Capitale europea della cultura’’ e certe intuizioni, pur in un contesto diverso, ci stanno tutte anche per parlare dei suoni inquinati del presente ( ci son categorie e categorie) e per cercare di arginare-per quanto possibile- l’effetto devastante di quanti hanno offuscato la vera anima della Città dei Sassi. E così Matera, patrimonio dell’Umanità con i rioni Sassi e l’habitat rupestre, descritta attraverso l’esplorazione acustica dei luoghi, dei suoni e delle tradizioni con le rilevazioni e le proposte di fruizione che ricercatori e musicisti realizzeranno entro l’anno europeo della Capitale europea della cultura 2019. E’ il cuore del progetto ‘” Suoni del futuro remoto”, coprodotto dall’Onyx jazz club e dalla Fondazione ”Matera-Basilicata 2019” , giunto nella fase operativa di attuazione,e che dal 3 al 6 novembre vedrà lavorare insieme docenti e allievi delle Università di Basilicata e della Leibiniz Universitat di Hannover ( Germania), partner scientifici dell’Onyx jazz club che si avvale della Open design school della Fondazione Matera-Basilicata 2019. Mappature di luoghi architettonici, percezioni acustiche – come è stato detto nel corso della conferenza stampa, presso la libreria Mondadori, presieduta dal presidente dell’Onyx jazz club- Luigi Esposito- attraverso laboratori, progettazioni condivise serviranno a produrre installazioni sonore, che serviranno a far conoscere meglio la città nel corso del 2019’’. Chiara Rizzi docente di Composizione architettonica all’Università di Basilicata ha giudicato proficuo e stimolante la collaborazione avviata con l’Università di Hannover e per la ‘’dimensione’’ aperta – quella del sonora, ta formazione e ricerca e per il legame che crea tra ‘’composizione ‘’ musicale e architettonica. E poi il lavoro sul campo con le tecniche appresa a Saluzzo (Torino) per acquisire tecniche di produzione dei suoni. Poi verranno le idee progetto per installazioni da allocare lungo un itinerario conoscitivo che stimoli- per chi avrà voglia di ascoltare- i cinque sensi su un affresco sonoro. Una dimensione apprezzata da Paolo Mele, project manager della Fondazione Matera 2019, che nella dimensione ipogea ci sta lavorando con i laboratori dell’open design school del Palazzotto del Casale, utilizzate di recente per produrre i manufatti di cartapesta di Dreamland. Tante le iniziative in cantiere : dalla sound art alle installazioni nel palombaro lungo e poi il corposo lavoro di mappatura,realizzato dai giovani dell’Open Design school che sarà messo a disposizione del progetto ‘’Suoni del futuro remoto’’. Tanta volontà di fare e di ascoltare nel reale, più che nel virtuale…Mica facile con le distrazioni dei social. La cosa ci ricorda l’esperienza di un ospite inglese del programma ‘Unmonastery’’ (quante polemiche…)rapito dal silenzio dei luoghi del tufo, che aveva tirato fuori una idea sulle sensazioni ‘’insonorizzate’’ e termo isolanti dell’antica pietra calcarea dei luoghi. Aveva visto giusto. Il tufo ha qualità da provare e sentire. E,a proposito di ascolto,a settembre 2019 ci sarà anche un concerto con le ”tracce sonore” rilevate dagli studenti con una ”Partitura e Suoni naturali”, ed elaborate dal compositore statunitense Joe Johnson. Il musicista dirigerà il ”Collettivo Onyx”, un ensemble di musicisti lucani e pugliesi, con il coinvolgimento del celebre trombettista Paolo Fresu e del suonatore di tamburi a frizione e di altri strumenti tradizionali Rino Locantore. Dal concerto verrà fuori una incisione s