sabato, 1 Ottobre , 2022
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Suonano a Matera i ”campanacci” del sanmaurese Rocco Giammetta

Se non è una anticipazione di quello che sarà, e lo auspicano in tanti, il ” Campanaccio” dell’anno prossimo a San Mauro Forte ( Matera) , dopo la pausa forzata a causa della pandemia da covid 19, poco ci manca…Ne abbiamo avuta una conferma con i tanti compaesani, parenti, amici, appassionati di tradizioni, intervenuti alla inaugurazione della mostra ” Riti e Miti, il Campanaccio nei Sassi”, allestita nella Chiesetta della Mater domini, a ridosso dei rioni Sassi. Suoni e figure dell’antica tradizione della transumanza, quella dei ”Campanacci” approdati a Matera in una mostra forgiata da Rocco Giammetta, un anziano fabbro sanmaurese che ha riprodotto in metallo campanacci e suonatori di ogni dimensione. Trenta, di questi manufatti in bronzo sono esposti da oggi e fino al 31 agosto nella mostra ” Riti e Miti, il Campanaccio nei Sassi”, insieme agli attrezzi di bottega che ”il maestro artista ” ha utilizzato per anni, ravvivando fuoco e battendo il martello sull’incudine anche in vista della sfilata dei suonatori di campanacci, che si svolge il 15 e 16 gennaio all’ombra della Torre Normanna e per i vicoli di San Mauro Forte.

Il Camapanaccio, rito scaramantico e propiziatorio del passato, segue un cerimoniale pagano legato al cultura della terra e della transumanza delle mandrie, che si festeggia a gennaio in onore di Sant’Antonio Abate protettore degli animali. La tradizione vuole che il fragore di grosse campane, agitate a ritmo quasi ipnotico, allontani disgrazie e spiriti maligni propiziando così un “buon raccolto” anche dalla produzione animale.

La campana, in particolare, assume il significato di talismano artistico ricco di energia positiva. Ne ha parlato anche Carlo Levi nel suo ” Cristo si è fermato a Eboli” descrivendone clima e sensazioni: “..Il paese era svegliato, a notte ancora fonda, da un rumore arcaico, di battiti di strumenti cavi di legno, come campane fessurate: un rumore di foresta primitiva che entrava nelle viscere come un richiamo infinitamente remoto…”

E ora quella passione, saperi e tecniche di artigiano e di artista, nonostante Rocco Giammetta sia in pensione da tempo, è giusto che passi ai giovani. Una speranza, che dovrò maturare nel tempo, nelle mani e nella volontà del giovane nipote Simone e, chissà, in altri del paese, del circondario e perchè no anche da fuori regione.” Il Comune di San Mauro- ci dice il vicesindaco e l’assessore allo sport, Marco Diluca, intervenuto con il consigliere Fabio Ambrico- sta lavorando a un corso di formazione per valorizzare questa antica arte.E’ rimasto il maestro e artista Rocco Giammetta a fabbricare i campanacci.La sua esperienza non va persa”. E aggiunge che durante il periodo della mostra, in una data da concordare, ci sarà una serata con i ”suonatori” e in collaborazione con la Pro Loco.

E’ l’occasione per provare a suonare…con ”mest Rocc” mentre scorrono le immagini di un ”Campanaccio” di oltre 10 anni fa. Si tratta di ” Campanacci, rintocchi magici” realizzato da Isa Grassano e Lucrezia Argentiero con tanti protagonisti delle ”squadre” in giro per il paese. Riconosciamo, tra gli altri Vito Bubbico, Augusto Calbi, intenti ad agitare con vigore i campanacci. E così tanti ragazzini e donne, tra le protagoniste dell’evento come ci ricorda una sanmaurese doc.

”Tra i personaggi in esposizione – dice la figlia Anna, anima operativa nell’organizzare la mostra-anche quelli femminile a simboleggiare l’evoluzione di una festa fino a qualche anno fa a solo appannaggio maschile. Le donne infatti non erano per niente coinvolte . Un simbolo dei tempi che cambiano e conquiste sociali per l’universo femminile . Oltre questo pezzo in gonnella ( che è mio personale) nella mostra anche una donna con il bastone da caposquadra che “comanda” l’intero suo gruppo. Un capovolgimento totale dello stereotipo maschile ma anche una rappresentazione veritiera di ciò che è successo negli anni a questa tradizione: è entrata nel cuore delle generazioni ( come rappresentato dalla statuina sul manifesto, dal nonno al nipotino ) senza distinzione di sesso e di razza”

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