Chiese rupestri, edicole votive, ma anche luoghi adibiti ad attività produttive della civiltà contadina dei rioni Sassi e dell’habitat rupestre rappresentano l’anima e la memoria di una Matera nota nel mondo per una cultura millenaria, segnata dal passaggio dell’uomo, ma spesso dimenticata per i fuochi fatui delle spese a fondo perduto di eventi culturali o pseudo tali che nessuno o quasi ricorda più. E allora restano i monumenti al degrado della vera storia locale che vanno salvati dall’oblio, come la chiesa di San Leonardo nella zona di Malve, nel Sasso Caveoso, utilizzata anche come forno. Le foto del pro sindaco Antonio Serravezza, che con gli amici di ‘’Sei di Matera se…’’ batte in lungo e in largo la città con un trekking urbano a puntate, sono eloquenti. Che qualcuno intervenga: Comune, Soprintendenze, associazioni culturali e ambientalisti, privati, per salvare dall’oblio quel sito. Ma poi occorre pensare, ed è questo il nodo, alla gestione (se si tratta di proprietà pubblica) e con un regolare bando di gara (legalità e trasparenza prima di tutto) in modo da monitorare quello che si fa e come lo si fa. Anche questo significa voler bene a Matera e valorizzarne il suo patrimonio. E quanto a San Leonardo, che si celebra il 26 novembre, è considerato il Patrono dei fabbricanti di catene, di fibbie e fermagli, dei carcerati, degli agricoltori, delle puerpere e dei briganti. Una prece e olio di gomiti per rendere fruibile quel luogo.

Sulla scalinata della cultura
Anche se a volte ci sembra di non riuscire ad andare avanti, dobbiamo provarci. La vita è quella cosa che ci viene data, senza spiegarci come affrontarla. Sogno ogni giorno di avere qualcosa di meglio in questa vita, oggi è il giorno in cui voglio provare ad averlo. La vita è una grande scalinata. Sta a noi decidere se salire, o scendere. Certe volte avere una mente aperta significa liberare la propria testa dalle solite idee. Purtroppo a Matera dobbiamo sviluppare una mentalità più aperta e iniziare a dire “sì” alle cose a cui in passato abbiamo detto “no”. La nostra città è sempre più disgregante a causa dell’incontrollata crescita degli ultimi decenni, la riqualificazione delle periferie deve essere il punto di partenza per poter dare una svolta ad una situazione precaria sia a livello edilizio che ambientale, senza trascurare di migliorare i siti di interesse storico. Purtroppo su quest’ultimo punto sono molto critico perché ancora esistono dei siti che necessitano di essere inseriti nei percorsi turistici. Qui voglio mettere in risalto un sito nel cuore delle Malve, la chiesa rupestre di San Leonardo. Fino agli inizi dello scorso secolo il sito era utilizzato come forno e ora risulta abbandonato. È tristissimo passare davanti e scorgere tra le sbarre del cancello arrugginito e chiuso con luccicante lucchetto un luogo che l’uomo l’ha utilizzato come luogo sacro e successivamente come forno a legna. È orribile vedere l’accumulo di immondizie e materiali di risulta di lavori edilizi. Spero che qualcuno si prenda cura di questo splendido sito e renderlo visitabile ai turisti magari dando lavoro a qualche giovane materano.