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Sgarbi d’arte per festa del 2 luglio ed Expo 2015

Un quadro di scuola napoletana da Matera a Milano nel segno della capitale europea della cultura per il 2019. Prima il tributo nelle sale di Palazzo Lanfranchi per la Festa del 2 luglio, in onore della Protettrice Maria Santissima della Bruna, e poi la vetrina internazionale dell’Expo di Milano 2015.

Il Polo Museale regionale della  Basilicata, con il patrocinio del  Comitato Matera 2019, espone -informa una nota della istituzione culturale – dal 29 giugno all’8 luglio nelle sale dedicate al collezionismo del Museo di Palazzo Lanfranchi, la preziosissima tela Natura morta di frutta e ortaggi con tre vasi di fiori e due colombe. L’opera, di scuola napoletana ma di autore ignoto, sarà successivamente esposta a Milano, alla mostra “Tesori d’Italia” curata da  Vittorio Sgarbi. Nello stesso contesto saranno esposti i quadri  “Contadina ” di Giuseppe Bonito, sempre della Collezione d’Errico, le sculture Sant’Eufemia di AndreaMantegna, della Cattedrale di Irsina; San Giovanni Battista di scultore veneto del XVI secolo della Chiesa Madre di Miglionico, la  Madonna in trono con Bambino di Marsico Nuovo, di scultore abruzzese del XVI secolo.

Il dipinto “Natura morta di frutta e ortaggi con tre vasi di fiori e due colombe” – recentemente esposto alla mostra Camillo d’Errico. Le passioni di un collezionista, curata dalla Soprintendenza in collaborazione con l’Università degli Studi della Basilicata, in Palazzo d’Errico a Palazzo San Gervasio, è stato oggetto di un approfondito studio di Elisa Acanfora che così scrive nella scheda pubblicata nel catalogo scientifico edito da De Luca: «[I recenti] accertamenti ripropongono la supposizione di rapporti  stringenti con l’ambiente romano e qualificano inequivocabilmente il Maestro di Palazzo San Gervasio nel senso della fase naturalistica e precoce della natura morta, forse, come già proposto, non lontano dal 1625 – 1635… Resta aperta la possibilità che si tratti di un pittore napoletano, appartenente alla fase primitiva della natura morta partenopea».

L’esposizione del dipinto, in occasione della Festa del 2 luglio, trova una idonea e ottimale collocazione nel nuovo allestimento delle sale della Pinacoteca d’Errico, inaugurato lo scorso 25 aprile. La Soprintendenza ricorda, infatti, che nella sala centrale è stata riproposta la sequenza dei dipinti, così come Camillo D’Errico  li aveva esposti nella ‘Galleria’ del palazzo di famiglia in Corso Manfredi a Palazzo San Gervasio (Potenza).

D'ERRICOridotta

Quei luoghi espositivi vennero descritti per la prima volta dal sacerdote Michele Spezzacatene nel 1857 e ricostruita, a metà degli anni ’90 del secolo scorso, da Giulio Manieri Elia sulla base di una fotografia degli anni ‘30 e del catalogo compilato nel 1931 dal funzionario della Soprintendenza per le antichità e l’arte del Bruzio e della Lucania Alfonso Frangipane.

Davanti ai nostri occhi -evidenzia il Polo Museale Regionale- si squadernano sontuosi i dipinti della quadreria d’Errico, quelli che Camillo riteneva più importanti ed idonei a rappresentare al meglio le sue stesse ‘passioni’, posizionati sulle pareti, per la prima volta doppio ordine. In tutto sono esposti 118 dipinti, contro i 60 del precedente allestimento cronologico”.

La cosa è destinata ad avere un seguito dopo l’annuncio fatto il 19 giugno scorso a Matera dall’eclettico e provocatorio critico d’arte Vittorio Sgarbi per organizzare una mostra che legherà l’antica repubblica marinara di Venezia alla ”Città dei Sassi’ nell’ambito di Matera capitale europea della cultura per il 2019.  Una proposta fatta in occasione e di una affollatissima serata dedicata al tema ”L’anima di una tela”, nell’ambito della manifestazione itinerante promossa dal settimanale Panorama  ”Panorama d’Italia.

Della mostra farebbero parte – tra le altre- a madonna lignea di Sant’Eufemia di Irsina realizzata da Andrea Mantegna, il polittico di Cima da Conegliano di Miglionico in provincia di Matera e altri autori di scuola veneta, che hanno operato in Basilicata, realizzato sculture e quadri su commissione di nobili, privati e della chiesa .

”La mostra– ha detto Vittorio Sgarbi – intende realizzare per il 2019 un gemellaggio tra le due città per  evidenziare come la grande civiltà veneziana abbia lasciato capolavori di pregio che sono lungo tutta la dorsale adriatica dalle Marche al Salento alla Basilicata”.

La mostra, che raccoglierà 40 opere, ha come tema provvisorio ‘’Venezia a Matera’’. Tocca ora a Comune, Fondazione Matera -Basilicata 2019 e Polo museale di Basilicata sostenere l’iniziativa.

 

 

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