Se vuoi la Pace… Visita la mostra che parla di ” Be Peace”

Una mostra come un santuario per la pace perduta, desiderata, tra i moniti e i ricordi di chi ha perso la vita sui campi di battaglia, con nomi, segni, iscrizioni nei cimiteri di ieri e di oggi, di chi ha lasciato impresso nel tufo di contrada ”Sparacartucce” di Matera i fori delle ogive di proiettili. E ancora il contrasto di sofferenza-accoglienza di profughi che dall’Africa raggiungono la vecchia, martoriata e multietnica Europa o i segni della religiosita, dei contasti dell’anima che lasciano la speranza al dialogo e al buon senso. ” Be Peace” è anche questo, come riporta la nota di presentazione, ed è un invito per quanti la visiteranno in via delle Beccherie per apprezzare quel messaggio fuori della bottiglia che attende di essere raccolto, applicato per il cessate il fuoco non solo in Ucraina, ma anche altrove, tra i tanti conflitti dimenticati ma che vanno avanti in maniera strumentale e opportunistico con il silenzio dello sfruttamento e degli affari.

La mostra è stata organizzata da Mip, Arti Visive Gallery e il patrocinio di Cna

Parlare oggi di sviluppo umano integrale, di ben-essere e di ben-vivere tra popoli diversi per colore della pelle, culture, religioni, tradizioni non può certamente prescindere da un’idea di pace che non si limiti solo all’aspetto forse più evidente della pura e semplice assenza di conflitti e guerre (per quanto certamente da ricercare specie in questi mesi tragicamente segnati dagli accadimenti dell’Ucraina) ma che guardi prima di tutto alla dimensione dell’essere, chiamando in causa tutti e ciascuno in prima persona.
“Be peace” allora, essere la pace, vivere la pace cominciando prima di tutto da se stessi, essere il cambiamento se si vuole agire il cambiamento per affermare che un mondo migliore in cui vivere può esistere, che un mondo più giusto ed equo, senza paure, povertà, disuguaglianze e sopraffazioni è ancora possibile a patto che ciascuno sia disposto a fare la propria parte.

A cominciare dal mondo dell’arte che, come ci ricordava David Sassoli, “quale linguaggio universale della comunicazione umana, ha la straordinaria capacità di unire le persone di diverse generazioni e nazionalità”.
E’ questo il “messaggio nella bottiglia” che sei artisti Antonello Di Gennaro, Franco Di Pede, Carla Cantore, Pino Lauria, Rocco Scattino e Margherita Serra intendono idealmente trasmettere attraverso 18 opere che sono esposte presso Arti Visive Gallery



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