Da parte la fase difficile del confinamento domiciliare (usiamo i termini italiani che sono efficaci) durante la pandemia da virus a corona, che ha costretto tanti artisti al grigiore domestico o agli stereotipati contatti digitali, è il momento per gli artisti che hanno lasciato una parte del proprio operato al Musma nel corso di mostre o nel novero delle collezioni di far sapere come hanno vissuto quella fase difficile in attesa di tornare alla normalità. E di come hanno cercato di colmare le ” Distanze” ispiratrici in pochi metri quadrati o lungo i chilometri che li separavano dai colleghi o dal pubblico. Lo hanno fatto con distanze di paesaggio, d’interni, di manifesto e sonore… attraverso forme espressive allestite nella sala della grafica del Museo della scultura contemporanea. Simona Spinella, curatrice della mostra ” DiStanze – incontri ravvicinati con gli artisti” ha tirato fuori un allestimento, che offre tanti spunti per comprendere gli sforzi compiuti da tanti creativi per non interrompere i rapporti con un mondo dove creatività e sensazioni sono tutto.

E allora il volto di Aurelio Amendola, con lo sfondo del suo studio, seduto su una scrivania, pare voglia dire : ” E’ una posa, e poi un’altra…” fino a recuperare spazio e attese.

La frase di Emmanuele De Ruvo, inscritta in un quadrato in bilico, è un invito a recuperare armonia,equilibrio. ” Tutto in natura tende all’equilibrio, tranne l’essere umano. Forse non è naturale, continua a caricarsi del suo pesante egoistico orgoglio e del suo rispettivo contrappeso” .

La trama geometrica di un ricamo scompaginata dal passaggio di gambe, che portano in un piatto testa e disegni per sognare, di Agnese Purgatorio, sono un invito a riposizionarsi, a scommettere sul proprio futuro.

Citiamo,infine, lo scambio epistolare, come si faceva prima dell’avvento di internet e della dimensione social, con gli scritti affrancati e recapitati dopo alcuni giorni dal portalettere che hanno viaggiato tra il Moon e il Musma, tra Potenza e Matera, con la redistribuzione su Bari…visto che la Basilicata continua a perdere servizi e funzioni nel silenzio assoluto o quasi. Le ” Distanze” servono a recuperare la dimensione di quello che abbiamo perso , vorremmo riavere , facendoci comprendere la dimensione delle piccole cose e de vivere in armonia, tra tante sensazioni, come l’arte nelle diverse forme espressive sa suggerire.

IL COMUNICATO DEL MUSMA

Giovedì 16 settembre 2021 nella Sala della grafica del MUSMA nei Sassi di Matera è in programma l’inaugurazione della mostra “DiStanze – incontri ravvicinati con gli artisti”. Di seguito la nota integrale.
Durante i mesi del primo lockdown (da marzo a giugno 2020) la Cooperativa Synchronos, impresa di gestione del MUSMA, ha rivolto agli artisti delle sue collezioni un invito a realizzare uno scatto al proprio studio, a una stanza del proprio appartamento e/o a un oggetto in esso presente, che potesse rappresentare quel particolare momento storico.

La sala della grafica del MUSMA, una stanza silenziosa e raccolta, un ambiente appartato sito nel cuore di Palazzo Pomarici accoglierà diciotto fotografie, un’installazione e un’opera sonora.

Saverio Todaro, Jasmine Pignatelli, Valerio Rocco Orlando, Sandra Hauser, Leonardo Sonnoli, Agnese Purgatorio, Roberto Paci Dalò, Emmanuele De Ruvo, Afterall, Alberto Timossi, Audrey Coïaniz, Saul Saguatti, Francesco Arena, Luca Centola, Davide Sebastian, Giovanni Gaggia, Matteo Basilè, Aurelio Amendola, La luna al guinzaglio, Andrea Felli: venti diversissime prospettive, di sorprendente impatto, sui mesi di isolamento costretto dalla pandemia.
Il titolo e il concetto alla base di DiStanze derivano sia dall’allontanamento fisico a cui siamo stati costretti dal lockdown sia dall’idea originaria di spazio museale, nato e sviluppatosi a partire dalle “stanze delle meraviglie”- le Wunderkammer – e dalle collezioni private. Sorte toccata anche al MUSMA, il cui nucleo storico di opere si è formato grazie alle donazioni di galleristi, collezionisti e artisti alla Fondazione Zetema, ente promotore del Museo. Inoltre, Palazzo Pomarici, l’edificio storico nel cuore dei Sassi che lo ospita, è chiamato anche il “Palazzo delle cento stanze”, per le numerose camere che si succedono l’una nell’altra.

La tematica dell’apparato iconografico della Wunderkammer del MUSMA parte, pertanto, da un gioco di parole: “di stanze_distanze”. Ogni stanza ha un proprio ruolo, una propria coscienza, proprie caratteristiche e propri attributi specifici: DiStanze paesaggio, DiStanze di interni, DiStanze manifesto e una DiStanza sonora. “Le immagini – scrive Simona Spinella, curatrice della mostra – sono pezzi unici di un tempo raro, frammenti di un tempo ben preciso: l’isolamento. Ogni opera rende il ciclo un’immagine di creazione e attesa e i venti artisti coinvolti sono i custodi di momenti di solitaria e isolata bellezza”.
La mostra durerà fino al 16 gennaio 2022.